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31 luglio 2011

La Crisi del Debito e il Debito dello Stato Leviatano (Parte 3 di 3)

(qui la prima parte, qui la seconda)


L´Economia di Keynes e il Deficit Spending

La regola del pareggio di bilancio fu gettata via al vento all´inizio degli anni 30´. La maggiore influenza nel causare questo fu la rivoluzione Keynesiana nella teoria economica e politica. 
Per l´esattezza dopo che John Maynard Keynes formulo´la sua nuova teoria che pubblico´nel suo libro del 1936, "La Teoria Generale Sull´Occupazione, Interese e la Moneta". Li si argomento´che l´economia di mercato e´intrinsicamente instabile e sucscettibile di profonde e larghe fluttuazione nella produzione e nell´occupazione. 
Il rimedio era far si che il governo sopportasse politiche di deficit durante i periodi di recessione o depressione cosi da spingere il consumo e riportare al recupero l´economia, e di sopportare avanzi di bilancio durante i periodi di boom cosi da frenare le tendenza inflazionistiche e pagare o ridurre il debito accumulato (durante il periodo di recessione/depressione).

Piuttosto che pareggiare il bilancio annualmente, il Keynesianesimo diceva che il bilancio andava bilanciato durante l´intero ciclo economico, grazie ad una saggia e lungimirante politica di governo che sapesse gestire e manipolare la spesa di governo, la tassazione e il debito cosi da mantenere sempre pieno impiego, stabilita´economica e crescita economica di lungo termine.

C´era una grande dose di arroganza e di falsita´tra questi economisti Keynesiani che dicevano di aver finalmente scoperto come utilizzare il "santo grail" della salvazione economica contro le incertezze e le vicissitudini della vita economica di gran parte di ognuno di noi.

Ma mentre gli economisti Keynesiani sognavano di essere capaci di progettare e manipolare l´economia di mercato attraverso i miracoli delle loro politiche fiscali e "monetarie", i piu´ordinari politici agognavano di trovare le vie per essere eletti e rieletti, fu cosi che trovarono la chiave del loro proprio miracolo nella rivoluzione Keynesiana.

Le Colpe della Riserva Frazionaria - The Faults of Fractional-Reserve Banking

Dopo aver esposto i vantaggi del gold standard, esistono due resistenze che ancora si oppongono ad un cambiamento. La persona media che ignora gli argomenti economici e lo Stato. Entambi gli aspetti sono uniti. L’esposizione delle conseguenze che l’attuale sistema monetario impone ai cittadini, mette in luce come lo sgancio dall’oro abbia permesso allo Stato di praticare continui furti ai danni delle persone manipolando, a piacimento, il denaro attraverso le banche (centrali e commerciali).
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Il primo novembre 2010 il post intitolato “Potrebbe il Mondo Ritornare al Gold Standard?” del blog di Martin Wolf, capo cronista d’economia del Financial Times, arriva alla conclusione che “non possiamo e non torneremo al gold standard”.
Tra i vari argomenti dell’economia mainstream livellata contro la convenienza e la fattibilità del gold standard, Mr. Wolf sottolinea una linea di ragionamento che può particolarmente servire come punto di partenza per dibattere sulla sua posizione. Mr. Wolf scrive:
«Gli economisti della scuola Austriaca desiderano abolire la riserva frazionaria. Ma noi sappiamo che questa è una naturale conseguenza delle forze di mercato. E’ dispendioso mantenere una riserva del 100% in banca, se i depositanti non hanno bisogno del loro denaro per tutto il tempo. Le banche hanno un forte incentivo a prestare parte del denaro depositato da loro, così da espandere l’offerta aggregata di denaro ed il credito.»
Gli Austriaci Non Chiedono di Stabilire il Gold Standard per Legge
Per aprire le danze, gli economisti Austriaci (in particolare quelli della tradizione Miesesiana-Rothbardiana) chiedono categoricamente il rimpiazzamento del denaro creato dal nulla con il denaro di libero mercato — denaro che è prodotto dalla libera interazione dell’offerta e della domanda di denaro.

30 luglio 2011

29 luglio 2011

La crisi del debito e il debito dello Stato Leviatano (Parte 2 di 3)

(qui la prima parte)


Socialismo e la mentalita´AntiCapitalista

Com´e´potuto accadere allora che l´America ha abbandonato l´idea della sovranita´e dell´autogoverno individuale con un governo limitato unicamente alla protezione di quegli essenziali e ridotti diritti alla sicurezza, con la nozione di governo in nome del "popolo sovrano" con l´individio ridotto ad essere un servo a cui gli si chiede e di cui si aspetta di riceve qualsiasi tassa e a cui gli si chiede di sopportare qualsiasi regolazione in nome del "bene comune" o dell´"interesse nazionale" oppure del "benessere generale" ?

In una sola parola, la risposta e´socialismo.

Quest´anno e´il 20the anniversario della fine dell´Unione Sovietica. Docpo circa 75 anni di socialismo reale nell´Unione Sovietica e in altri luoghi del mondo, sono in pochi a credere e ad auspicare di essere governati dal Partito Comunista che ritiene di conoscere "l´ineluttabile" legge della Storia (si legga Saint Simon), pochi infatti vorrebbero vivere sotto un´onnipotente e omnicomprensivo sistema socialista di pianificazione centrale. L´Esperienza ha convinto abbastaza persone nel mondo che un tale sistema non porta a nulla se non ad una brutale tirannia insieme a stagnazione economica e poverta´.

Ha Ancora Importanza nel XXI secolo, la Bibbia?

Ha ancora importanza nel XXI secolo, la Bibbia?
di Vishal Mangalwadi
da FoxNews.com 13 aprile 2011

Nella sua crociata per rovesciare i regimi oppressivi in Afghanistan e Iraq, il presidente americano Bush argomentava dicendo che "Tutti desiderano la libertà".
Vero. Ma è anche vero che tutti desiderano un matrimonio felice: può allora chiunque ottenerlo?

L'Afghanistan, l'Iraq, la Costa d'Avorio e la Libia dovrebbero insegnare alle ideologie secolari che la libertà non scaturisce dalla canna di una pistola. Ma neppure fiorisce in ogni cultura.
Perché la maggior parte dei presidenti americani mette una mano sulla Bibbia per fare giuramento? Ormai l'educazione secolare ha reso quella cerimonia una tradizione senza significato, ma vale ricordare che quella tradizione esiste perché è la Bibbia il segreto della libertà americana. Una volta che la Bibbia sarà dimenticata. l'America farà la fine della prima nazione Protestante, la Germania Nazista.

28 luglio 2011

DOVREI COMPRARE ORO AI SUOI MASSIMI DI SEMPRE?

"Esistono due modi per poter andare a dormire tranquilli.. Essere ignoranti o essere pronti"


C’è una domanda che ho letto in lungo e in largo nelle ultime settimane, da quando il prezzo dell’oro ha raggiunto i massimi di sempre e continua in questa sua ininterrotta ascesa: devo comprare oro adesso?
E’ comprensibile, specialmente per le persone che ancora non posseggono metalli preziosi. Nessuno vuole fare la figura del coglione che compra oro ai massimi, per vederselo ricadere a $1200 o sotto.
Riflettiamo insieme.

La Crisi del Debito e il Debito dello Stato Leviatano (Parte 1 di 3) - The Debt Crisis and the Fiscal Leviathan State

L´Italia e´in bancarotta cosi come la Grecia, l´Europa, gli Stati Uniti e tutto il mondo cosiddetto occidentale, non c´e´alternativa a questa constatazione mentre sara´fondamentale essere preparati quando la situazione peggiorera´perche´sara´necessario rispondere alla minaccia di una pericolosissima involuzione verso un sistema di potere ancora piu´oppressivo e predatore di quello attuale.

Per questo motivo ho deciso tradurvi oggi un importantissimo editoriale dell´economista di Scuola Austriaca Richard Ebeling* 

Vi anticipo che l´articolo è lungo, ma oltre ad essere importantissimo e´semplice e chiaro . Comunque lo suddivido in 3 parti.




L´attuale crisi del debito pubblico ha riempito le pagine dei giornali e i talk show televisivi e tutti si sono ridotti a discutere il problema di elevare il limite del debito pubblico (qui si fa riferimento alla situazione attuale del debito pubblico americano, ma possiamo tranquillamente estendere tutte le considerazioni non solo all´Italia ma all´Europa intera...mia annotazione)

27 luglio 2011

Costo della politica e costo sociale: due facce della stessa medaglia

Con questo articolo viene inaugurata la collaborazione con Strategie per prosperare.




Ormai, non si fa altro che parlare dell’eccessivo costo della politicaCosa più che vera e giusta, ma l’impressione che deriva dal frastuono delle continue discussioni su tale argomento è che diminuendo i parlamentari, dimezzando gli stipendi ai politici, eliminando le auto blu e altro ancora, si risolvano i problemi dell’Italia. Sicuramente sarebbe un bel gesto simbolico ridurre i costi di cui sopra, ma i problemi italiani sono ben altri. Il problema più grande sono gli italiani e la loro mentalità. E i governi che si succedono non sono altro che la rappresentazione reale della società. Anche oggi.

26 luglio 2011

Cosa Potrebbe Accadere Se Si Arriva al 3 agosto Senza Accordo sul Deficit?

Da Naked Capitalism alcune considerazioni sugli scenari possibili.


by Yves Smith


Vale la pena di osservare che quello che potrebbe accadere il 3 agosto, se non ci fosse nessun accordo, è un default "selettivo". Non è chiaro se e quando il Tesoro sarebbe a rischio di saltare i pagamenti, e presumo che la sicurezza sociale avrebbe una priorità alta. Ma con i titoli del Tesoro, il rischio più grande non è un mancato pagamento (che sarebbe certamente comunque erogato più tardi), ma un downgrade, che si prevede costringerebbe alcune tipologie di investitori che si limitano a titoli AAA, a scaricare i loro portafogli. Un articolo utile nell'Economist descrive come Wall Street, che ha finora assunto che non ci fosse un'effettiva probabilità che gli Stati Uniti (di fatto) volontariamente saltassero alcun pagamento, ora sta velocemente muovendosi per capire come posizionarsi se l'evento avesse a verificarsi davvero. Molti osservatori hanno ritenuto che il mercato dei pronti contro termine, da cui i dealers dipendono per finanziarsi e garantire le loro posizioni sui derivati, sarebbe entrato nel caos (la credenza era che le controparti avrebbero richiesto maggiori tagli). Ma l'Economist sostiene che non sembra essere questo il caso:

Attentati in Norvegia: il Dramma di chi credeva di aver creato il Paradiso in Terra


La carneficina di Oslo è paragonabile a un dramma in due tempi, con la prima parte relativa alla tragedia in sé, con tutto il carico di morte che si è portata appresso, e la seconda che ci ha visto andare a dormire con la probabilità che l’attentato avesse una matrice islamica e ci ha svegliato con la certezza che era stato compiuto da un biondo norvegese trentaduenne incensurato.

25 luglio 2011

E' NATA L'UNIONE DEI TRASFERIMENTI

by Philipp Bagus 


Come argomento dettagliatamente nel mio libro La Tragedia dell'Euro si delineano per l'Unione monetaria europea tre scenari. 


Il primo è che il Patto di Stabilità e Crescita venga riformato e fatto rispettare con sanzioni automatiche per quei paesi che non rispettano i vincoli previsti. Nei paesi della periferia ciò richiede che vengano intraprese severe misure di austerità, che si riformi il mercato del lavoro, che si proceda con le privatizzazioni e che si accetti una riduzione del tenore di vita.  Il caso greco ci ha mostrato come questa opzione sia difficilmente perseguibile a causa delle resistenze politiche e sociali da parte dei socialisti, contrari a un ridimensionamento del settore pubblico. Per il 2011 ci si aspetta che il deficit greco sia pari al 9.5% del PIL, ben oltre il limite del 3% stabilito dal patto e il 7.4% stabilito dalla Commissione Europea. 


Il secondo scenario prevede un crollo dell'unione monetaria. La periferia non ha alcun interesse a uscire dall'Eurozona. I governi di tali paesi stanno beneficiando delle garanzie fornite dal cuore del sistema e dalla redistribuzione di ricchezza realizzata dalla moneta unica. Un'eventuale uscita implicherebbe una sostanziale riduzione del tenore di vita dei paesi della periferia. Stando così le cose, perchè il cuore dell'unione non si decide ad abbandonare l'Euro? Benché un'uscita dalla valuta unica sia nell'interesse della popolazione di questi paesi, l'elite politica e finanziaria ha tutto l'interesse a sostenere il progetto dell'Euro. Come abbiamo appena potuto constatare in questo ultimo summit, la cancelliera tedesca Merkel non solo ha rinnegato la clausola di non salvataggio prevista dal trattato di Maastricht, ma anche una precedente risoluzione del parlamento tedesco contraria agli acquisti di obbligazioni da parte dell'unione economica e monetaria.

Ciò lascia aperto solo il terzo scenario verso il quale stiamo marciando a passo spedito: una Unione dei trasferimenti e un super Stato europeo. Il summit di giovedì 21 luglio 2011 segna un decisivo passo in questa direzione.


Il governo Greco otterrà altri 109 miliardi in prestito fino al 2014. Le scadenze dei prestiti verranno estese dai sette anni e mezzo (originariamente erano addirittura tre) a 15 anni. I tassi di interesse verranno ridotti dal 4.2% (originariamente erano al 5.2%) al 3.5%, e questa agevolazione sui tassi verrà estesa anche all'Irlanda e al Portogallo. 


Dietro le quinte del salvataggio greco, l'incontro dei vertici ha anche realizzato un altro salvataggio a favore del sistema bancario e finanziario. Banche, compagnie di assicurazione e altri investitori privati potranno scambiare i loro vecchi bond greci contro obbligazioni di nuova emissione con scadenza più lunga. Joseph Ackermann, amministratore delegato della Deutsche Bank, ha stimato che le svalutazioni per le banche saranno pari a circa il 21% del valore nominale dei bond greci in portafoglio. I politici hanno venduto all'opinione pubblica questa procedura come partecipazione degli investitori privati al salvataggio della Grecia. In realtà si tratta di un altro salvataggio per il sistema bancario, dato che limita le perdite delle istituzioni creditizie e assicurative al 21% lasciando il resto del fardello sulle spalle dei contribuenti.


I vecchi bond vengono permutati con i nuovi che sono garantiti dal fondo salvastati EFSF, cioè dai contribuenti dell'unione europea. Senza questo secondo salvataggio della Grecia, il governo ellenico avrebbe dovuto dichiarare fallimento. La seguente ristrutturazione del debito avrebbe causato alle banche perdite molto più alte, le cui stime variano tra il 50 e il 70%dei titoli in portafoglio, contro appunto il 21% previsto dal piano di partecipazione degli investitori privati! Grazie a tutto ciò, l'intero sistema che finanzia e appoggia i governi esce effettivamente con un danno piuttosto contenuto. Di fatto i banchieri possono ritenersi ben felici di essere riusciti ad ottenere questo nuovo salvataggio, ben mascherato e tenuto nascosto al pubblico. 


La più importante conseguenza del summit di ieri rimane comunque l'ufficiale impostazione di una Unione dei trasferimenti che si realizza tramite la concessione di nuovi poteri all'EFSF, il fondo salvastati. L'Eurozona ha sempre realizzato trasferimenti di denaro ogni qualvolta la BCE accetta i bond dei paesi della periferia come collaterale monetizzandone indirettamente i deficit. L'anno scorso, la BCE ha persino cominciato ad acquistare direttamente le obbligazioni emesse dagli Stati periferici, scaricando il costo del salvataggio su tutta l'unione europea. Tuttavia secondo gli accordi presi ieri, gli acquisti della BCE passeranno in secondo piano. Il costo del salvataggio verrà riversato solo sui paesi che effettivamente garantiscono il fondo EFSF.


L'EFSF adesso potrà concedere linee di credito a quei paesi che si troveranno in difficoltà nel rifinanziare il proprio debito. In più, potrà acquistare i titoli di stato sul mercato secondario. Di fatto il ruolo della BCE viene rilevato parzialmente dall'EFSF. 


La possibilità di potersi finanziare tramite l'EFSF rimuove quelle dovute pressioni che spingono attualmente i paesi della periferia a ridurre i deficit e il peso del proprio debito pubblico. Perché introdurre misure di austerità, perché procedere con le riforme del mercato del lavoro e le privatizzazioni del settore pubblico, se ci sono adesso i fondi resi disponibili dall'EFSF a tassi di interesse ridicoli? Un partito che vuole vincere le elezioni può tornare a promettere nuove spese, abbandonando ogni progetto di riforma. Attraverso la spesa pubblica e il ricorso ai deficit i governi possono continuare a mantere articialmente elevato il tenore di vita della propria popolazione. In tal modo i debiti continuano a crescere mentre i disavanzi a persistere.


Molto probabilmente la Grecia, l'Irlanda, il Portogallo e presto anche Spagna, Italia e Belgio prenderanno a prestito esclusivamente dall'EFSF. Per essere efficace le dimensioni del fondo dovranno essere ampliate. Il garante principale sarà sempre la Germania. Un report di Bernstein Research calcola le necessità di finanziamento della periferia: "siccome le garanzia fornite da paesi come l'Italia diventano vuote di contenuto, la Germania dovrà provvedere ad innalzare la propria quota a 790 miliardi di euro, o il 32% del proprio PIL." Se la anche la Francia venisse downgradata dalle agenzie di rating la garanzia tedesca salirebbe a 1.385 trilioni (il 56% del PIL). 


L'unione dei trasferimenti implica un trasferimento di poteri alla Commissione Europea che ci avvicina sempre di più al super Stato europeo. Gli incentivi a ridurre i deficit crolleranno non solo nella periferia ma anche nel cuore dell'unione. Perchè risparmiare in paesi come la Germania se i risparmi vengono impiegati per finanziare la periferia? Invece di ridurre le pensioni tedesche per garantire quelle greche, i tedeschi spingeranno per avere anche essi una maggiore spesa pubblica. Al fine di sostenere gli Stati sociali e i trasferimenti di denaro sarà necessario aumentare le imposte (magari tramite una tassa europea aggiuntiva) e fare maggiore ricorso alla stampante monetaria. La centralizzazione dei poteri permetterà infatti l'armonizzazione delle tasse e delle normative. Distrutta ogni forma di competizione fiscale, ci sarà una tendenza ulteriore verso una pressione fiscale sempre più elevata. Grazie a tutto ciò il potere di Bruxells continuerà ad aumentare. 


Sembra esserci solo un modo, aggressivo e costoso, di fermare questo processo di sovietizzazione dell'Europa: l'abbandono dell'Unione da parte della Germania, la cui uscita dall'Euro potrebbe far collassare l'intero progetto della moneta unica salvando i destini dell'Europa. 


(tradotto da Francesco Carbone)

Ron Paul al Congresso: Se il Debito è il Problema, Perché volete farne ancora? Ron Paul to Congress: If Debt Is the Problem, Why Do You Want More of It?

L’Italia ha Una Sola Strada: Riforme per abbattere la Spesa Pubblica


Preso atto delle condizioni di insolvenza della Grecia si è compreso che l’unica possibilità per rammendare un po’ la situazione era un default selettivo della Grecia, dando al Fesf (Fondo europeo di stabilità) il compito di acquistare sul mercato secondario bond dei paesi in difficoltà, così da alleviare l’onere della Bce.
Un Fesf potenziato che potrà accordare linee di credito preventive e concedere prestiti per ricapitalizzare le banche, che con assicurazioni e fondi pensione sono stati chiamati a contribuire all’operazione salvataggio con 35 miliardi, come richiesto da Germania, Olanda e Finlandia. Gli altri 70 miliardi saranno appannaggio di Unione Europea e Fondo Monetario internazionale. 

I tassi di interesse sui prestiti concessi ai paesi salvato saranno abbassati al 3,5%, mentre le scadenze saranno estese a periodi non inferiori ai 15 anni. In molti hanno accusato Angela Merkel di miopia per non aver dato da subito la sua disponibilità ad aiutare la Grecia. Ma come hanno acutamente osservato Roberto Perotti e Luigi Zingales in un loro articolo apparso sul Sole 24 Ore di mercoledì 20 luglio, non è vero che se la Grecia fosse stata aiutata subito, oggi saremmo in una situazione diversa. In realtà è vero l’opposto. I due economisti hanno avuto buon gioco nel sottolineare che i malfunzionamenti europei nel settore creditizio non sono addebitabili al mercato, ma all’assetto istituzionale europeo.

22 luglio 2011

EFSF. Due Notizie, una Buona e una Cattiva

Evviva! Spaventati a morte dall'evoluzione di prezzo dei titoli italiani, di fronte a una caduta dei quali non c'è banca centrale europea che tenga, i nostri burocrati europei sono riusciti a escogitare l'ennesima sorprendente gabola per rilanciare i prezzi di azioni e obbligazioni. Che fiesta signori. I titoli di stato italiani sono volati recuperando quasi tutte le perdite delle ultime settimane. I titoli bancari, per il terzo giorno consecutivo, hanno festeggiato come non si vedeva da tempo.

Tutti gridano urrà e tirano un sospiro di sollievo. Domani gli "incartapesce" osanneranno il nuovo accordo raggiunto a Bruxelles. Ancora una volta faranno credere alla gente che tutto questo è per il loro bene. Che finalmente siamo vicini alla soluzione del problema. Che la fantastica unione politica (che in realtà sta trasformando l'europa nella nuova URSS) è sempre più vicina.

Quale Europa vogliamo?





Ci sono due Unioni Europee: una “prima” Unione basata sull’idea liberale di creare un mercato comune e impedire ai singoli Stati membri di adottare politiche protezioniste, dirigiste o finanziariamente scriteriate, e una “seconda” Unione basata sull’idea che a Bruxelles debba sedere un consesso di euro-burocrati che decide le regole che influenzano ogni ambito della vita sociale. Sono sicuro che ai burocrati e ai politici di Bruxelles piaccia molto questa seconda versione, burocratica e dirigista tanto quanto le politiche degli Stati che la “prima” Unione cerca di limitare. Questa “seconda” Unione si va rafforzando, mentre la “prima”, forse non sponsorizzata dagli interessi di casta delle classi dirigenti europee, non gode di buona salute.
La “prima” Unione Europea è basata su vari principi. Il primo è l’idea che non ci debbano essere ostacoli al commercio tra Paesi europei. Questa idea era alla base della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, e ancora oggi è un ostacolo ai tentativi protezionistici che soprattutto i Paesi meno liberali, come l’Italia e la Francia, spesso oppongono al commercio. La bocciatura della Direttiva Bolkenstein è stata una grande sconfitta per questa idea di Europa: gli idraulici francesi hanno scoperto che protestare contro la concorrenza di quelli polacchi consentiva loro di continuare a sfruttare i consumatori francesi imponendo loro prezzi fuori mercato.

Il Fumo negli Occhi dei Mercati (di Luigi Zingales e Roberto Perotti)

Per la crisi dell’area euro, i politici italiani ed europei (e parecchi economisti) accusano i mercati e la testardaggine di Angela Merkel. Accusano i mercati di aver ignorato a lungo il rischio di default, e ora magari di alimentarlo ad arte per pura speculazione. Accusano la Merkel di non essere intervenuta subito a salvare la Grecia e di continuare a opporsi a un aiuto all’Europa. Si illudono che se la Grecia fosse stata aiutata subito, oggi saremmo in una situazione diversa. In realtà è vero l’opposto.

Se in Europa la disciplina del mercato del credito in passato non ha funzionato non è colpa del mercato, ma dell’assetto istituzionale europeo. Accettando come collaterale nelle operazioni di pronto contro termine qualsiasi titolo sovrano alle stesse condizioni, indipendentemente dalla rischiosità, la Bce ha alterato le condizioni di mercato, causando una compressione degli spread tra Stati sovrani dell’area euro, e oscurando il differenziale di rischio. Quando i fondamentali sono peggiorati altre ogni aspettativa (vedi Grecia), il mercato ha aggiustato gli spread. Se l’aggiustamento è sembrato eccessivo è solo perché si partiva da valori troppo bassi.

20 luglio 2011

Guest Post: I privilegi di cui la casta non si libera



di Carlo Zucchi

In un momento in cui la speculazione si accanisce sull’Italia e si chiedono sacrifici agli italiani, la casta fa di tutto per mantenere i suoi tanti, troppi privilegi. E riuscendoci, a dimostrazione che quando vuole sa essere efficace ed efficiente.
Ad esempio, ci giunge notizia che nel 2010 la «cassa mu¬tua privata» degli onorevoli ha rimborsato spese per 10,1 mi¬lioni di euro. Beneficiari, oltre a onorevoli e loro familiari, anche conviventi e amanti. Ma quel che fa specie è che 7,3 milioni dei 10,1 vengono rimborsati a ex-parlamentari. Come a dire che il matrimonio tra il parlamentare e i suoi privilegi è veramente del tipo finché morte non ci separi. E a livello locale le cose non vanno meglio. A proposito di abolizione delle province, non solo queste sono aumentate negli ultimi 20 anni, ma ce ne sono in attesa di approvazione. 

19 luglio 2011

Spesa e crescita economica

di Pietro Monsurrò

Sta per arrivare una stangata fiscale, grazie al Governo che aveva promesso di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, senza a quanto pare alcun tentativo serio di diminuire la spesa pubblica, o perlomeno fare cassa con una nuova stagione di privatizzazioni. Quali saranno gli effetti di una tale manovra sulla salute, già pessima, dell’economia italiana?
La relazione tra crescita economica e spesa pubblica, studiata per anni dagli economisti che si occupano di public choice (si veda “Public Choice III” di Mueller) indica che la spesa pubblica danneggia la crescita, almeno se è superiore ad una certa soglia, pari per alcuni autori al 15%-20% del PIL. Non è chiaro cosa fissi questa soglia, ma possiamo pensare che la quantità di beni pubblici che lo Stato deve produrre ammontino più o meno ad un sesto del PIL. Il resto, se l’interpretazione è corretta, è rent seeking, parassitismo.

18 luglio 2011

Dove sarai quando scoppiera´il Vulcano del Debito Sovrano ?

di Antonio Manno (30 Giugno 2011)

La crisi finanziaria continua il suo inarrestabile corso, dopo la Grecia sara´la volta dell´Europa del Sud e quindi arrivera´al suo destino finale con il collasso del dollaro e del debito sovrano Americano.

Per questo preciso motivo noi di Lastarria abbiamo deciso di non rimanere inermi e di agire, ci siamo trasferiti in un paese giovane e libero come il Cile per offrire agli investitori ed imprenditori intelligenti un´alternativa al caos, alla violenza e alla mancanza di liberta´imprenditoriale che arrivera´presto anche qui in Italia

Traduco un interessante articolo di Ron Holland dal sito “The Daily Bell”.  Ron Holland e´un importante economista-scrittore di scuola Austriaca.

La gente non crede nei vulcani fino a quando la lava non li sommerge (George Santayana)
Lo scorso autunno, durante una crociera con alcuni investitori, ho avuto l’opportunità di visitare un vulcano “dormiente” in Cile. C’era anche un comprensorio sciistico con ascensore, ristoranti ecc vicino alla cima accanto a lava e cenere. In quel momento ho pensato che mi sarebbe piaciuto sciare su quel vulcano, ma non avrei mai rischiato i miei fondi su un investimento immobiliare lì su´ per ovvi motivi.
Oggi troviamo gli Stati Uniti e la maggior parte d’Europa in una situazione simile. Si rischia una eruzione con il crollo della montagna di debito pubblico insostenibile costruito nel corso degli ultimi due decenni.
Francamente, il dollaro USA e la situazione del debito nazionale è così terribile, ed i nostri mezzi per contenere la crisi del debito sovrano così limitata da guerre multiple, dal debito di Washington e dall’incompetenza politica nel paese, che tutto può succedere da un giorno all’altro. Anche un evento di minore importanza all´estero cosi come il default greco o la crisi del Medio Oriente potrebbero causare una enorme deflagrazione data la interconnessione della piramide del debito mondiale.

15 luglio 2011

Guest Post: La “Divina Comica” italiana: sarà come la Grecia dappertutto!


di Detlev Schlichter (11 luglio 2011)


“L´Italia, per molto tempo solo sfiorata dalla sventura del debito dell´euro-zona, lunedì si è trovata nell'occhio del ciclone, dal momento che gli investitori sono fuggiti dalle obbligazioni di quel paese e i leader Europei hanno lottato strenuamente per evitare che la crisi infettasse la terza economia del continente”.
Cosa? Pensavo tra me e me. Solo sfiorato? Gli Investitori che fuggono dal paese? C'è veramente ancora qualcuno che detiene le obbligazioni del debito italiano?

Una Spiegazione su Cosa Sta Realmente Accadendo Dietro le Quinte Mentre Roma Brucia



Difficile tenere dietro agli eventi in Europa, che stanno letteralmente cambiando da un momento all'altro? Non temete: James Nixon di SocGen ha compilato una sintetica spiegazione su perché siamo dove siamo, e su perché le cose andranno molto peggio, prima di arrivare anche solo lontanamente a migliorare. In poche parole, tutto quello che si sapeva sulle proposte in corso è passato: attualmente sul tavolo c'è "una strategia più ampia che comprende l'abbassamento del tasso di interesse sui prestiti per la Grecia e il ritorno al concetto di riacquisto delle obbligazioni proprie." Ah, sì, la proposta di Goldman. Per quanto ne sappiamo si potrebbe finire proprio qui. Il problema di questa proposta è che tutti i riacquisti di obbligazioni a prezzi sotto la pari sono, e sono sempre stati, considerati dalle agenzie di rating come eventi immediati di default tecnico. Come questo possa eliminare lo spauracchio della liquidità della BCE non abbiamo idea. A questo punto siamo assolutamente certi che l'unica cosa sul piatto della zona euro e della BCE sia di spiazzare tutti con un mucchio uno dopo l'altro di stronzate così incredibili, che le persone rimangano stordite per giorni, e i banchieri acquistino tempo prezioso per convertire della carta ancora fresca di stampa in beni tangibili. Nel frattempo, non c'è un vero e proprio piano per affrontare i problemi del debito insostenibile, o almeno non uno che non coinvolga la monetizzazione del debito a titolo definitivo e, quindi, di stimolare l'iperinflazione, che purtroppo è l'ultimo modo per cancellare le decine di migliaia di miliardi di crediti inesigibili distribuiti in tutto il sistema bancario insolvente Europeo.

14 luglio 2011

Guest Post: Attacco all’Italia e all’Euro: la Colpa non è degli Speculatori, ma di Politici e banche Centrali


Che fosse solo questione di tempo, ormai era chiaro. Anche l’Italia è finita sotto i colpi della speculazione. Inevitabile, date le condizioni del debito pubblico del Bel Paese, tanto più dopo i segnali di discordia sulla manovra correttiva dei conti pubblici registratasi all’interno della maggioranza.

Già il 2 luglio avevo tacciato di incoscienza governo e maggioranza per avere rinviato il grosso degli oneri al 2013 e al 2014 e per via delle loro beghe da comari in un momento di tensione sui mercati come l’attuale. E puntualmente, ecco che questi ultimi hanno colto la palla al balzo. Ahimé, di questi tempi fare i profeti di sventura è esercizio alquanto facile e non occorre avere chissà quali doti di indovino per azzeccare previsioni negative. Lo stesso modo in cui maggioranza e opposizione fatto dietrofront sugli emendamenti da presentare, così da far approvare la manovra in tempi brevi, denota come, allo stato attuale, l’Italia sia in balia dei mercati e non sia in grado di coniugare aggiustamento dei conti pubblici e crescita economica. Insomma si rappezzano i conti andando in tasca agli italiani e buona grazia. Si mette a posto il paziente alla bene e meglio e senza anestesia. In ogni modo, una prova importante sarà l’asta di oggi in cui dovranno essere sottoscritti 5 miliardi di Euro in Btp con scadenza tra i 5 e i 15 anni. In questo caso, speculazione o no, tutto dipenderà dalla fiducia accordata all’Italia da coloro che sono chiamati a sottoscrivere i Btp.

L'Oro è Moneta? Bernanke risponde a Ron Paul / Ron Paul vs. Ben Bernanke


Video assolutamente da non perdere.
Nella prima parte Ron Paul descrive la situazione socio-economica e finanziaria degli Stati Uniti, affermando di ritenere il Paese di fatto già in bancarotta. Tutte cose che chi segue Riecho conosce molto bene.

Decisamente più avvincente è invece la seconda parte (dal minuto 8).
Ron Paul fa notare che l'oro ha raggiunto in questi giorni un nuovo record.

Errata Corrige. Il vero motivo del crollo della Borsa Italiana.




Ieri ho pubblicato il video di Mario Baldassarri. Ho titolato il post con: Ecco perché non ha convinto i mercati. Ho peccato di leggerezza.

E' probabile che la Manovra sia efficace (anche se con i metodi e i modi sbagliati) a limitare il debito nei prossimi anni. E allora perché è successo quello che è successo venerdì scorso nei mercati?

Mi sono imbattuto in un articolo illuminante che dà una risposta a questa domanda. Ne riprendo i passaggi fondamentali:

13 luglio 2011

Guest Post: Se non ora..quando?

da Ashoka's Corner


In questi giorni di “attacco” all’Italia, da più parti si è lanciato l’appello per un governo di unità nazionale o alternativamente per un governo tecnico, che si faccia carico di riforme impopolari, riduca la spesa pubblica e tranquillizzi i mercati prima che la “speculazione” ci colpisca ancora più duramente. L’idea è che un governo politico “normale” non potrebbe mai approvare questi provvedimenti perchè correrebbe il rischio, assai concreto, di trovarsi poi punito in una consultazione elettorale successiva. ...

Su Metodo e Merito della Manovra Finanziaria. Ecco perché non ha convinto i mercati.


Ottima video-analisi di Mario Baldassari.

Da sottolineare:

"La Manovra, come quelle passate, tende giustamente a contenere il Deficit, ma il modo con cui persegue questo obiettivo è sbagliato e controproducente. Se per farlo si aumentano le tasse e solo 1/3 di queste entrate si usano per abbassare il Deficit e gli altri 2/3 vengono usati per finanziari ulteriori aumenti di Spesa Pubblica Corrente con addirittura tagli in valore assoluto degli investimenti infrastrutturali in ricerca e innovazione, beh questa è francamente una via masochistica di perseguire l'equilibrio finanziario."
E ancora:

I Regolatori Non Capiscono come Funziona il Mercato. E infatti lavorano per il Governo, non per il mondo reale. - Italian Regulators doesn't understand how the markets work




Jim Rogers critica la decisione dei regolatori italiani (Consob) di introdurre la regola per cui chi shorta un titolo debba comunicarlo al mercato se supera lo 0,2%.

"Queste persone non capiscono come funziona il mercato, per questo lavorano per lo Stato, invece che nel mondo reale"
E aggiunge:

La Protesta dei Giovani Spagnoli? Un Concentrato di Statalismo

Su Facebook ho postato l'articolo di Yahoo Finanza sulla affermazione della Camusso, secondo la quale l'Italia ha bisogno di una patrimoniale ordinaria e straordinaria (su questo dibattito presto un articolo), e un'amica lo ha commentato lamentandosi del popolo italiano, tanto diverso da quello spagnolo e greco che invece scende in piazza a chiedere i tagli agli stipendi della politica. Ecco perché ripropongo un articolo di Leonardo Facco che analizza in dettaglio le proposte di questo movimento, di cui si è tanto parlato qualche settimana fa.

12 luglio 2011

Unbearable - L'eventuale Default Italiano sarebbe Insostenibile

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Se l'Italia avesse bisogno di un bailout, i giochi per l'Europa sarebbero finiti. L'Europa probabilmente non sarebbe in grado di sostenerlo. 
Una fonte anonima della Banca Centrale Europea lo ha rivelato ad un giornale tedesco:
"The existing rescue fund in Europe is not sufficient to provide a credible defensive wall for Italy"

Guest Post: Dovremmo davvero mettere al Rogo gli Speculatori?

Non c'è articolo più opportuno di questo: chiarire una volta per tutte perché è un errore dare colpa alla speculazione per le disgrazie degli Stati. Ancora meglio se lo integrate con questo. Buona Lettura. 

di Carlo Lottieri (Chicago-blog)
Da qualche giorno circola con sempre più insistenza la tesi secondo cui la speculazione starebbe mettendo in ginocchio le banche italiane e minaccerebbe addirittura la stabilità del bilancio statale. Se con l’espressione speculazione ci si riferisce al mercato finanziario internazionale, è sicuramente vero che nell’ultima settimana i titoli di Unicredit e di Intesa hanno ceduto molte posizioni, proprio mentre lo spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi (ad esempio) cresceva in maniera significativa. 
Quando si usa il termine “speculazione”, però, s’intende dire assai di più.

11 luglio 2011

Grafici: Europa massacrata dal Mercato. E un occhiata ai Cds italiani.

Come tutti saprete la situazione da venerdì scorso si è alquanto surriscaldata. Propongo qualche grafico per conoscere meglio i numeri e l'entità del problema. 

La stabilità del domino Europeo è in dubbio, e l'Italia è ed è sempre stata il pezzo più importante. Infatti l'Italia non è solo il peggior paese Europeo dopo la Grecia per quanto riguarda il rapporto debito/Pil, e non è solo il Paese con il maggior Debito Pubblico in termini nominali, ma anche, fatto più grave di tutti, il paese con il più grande ammontare di CDS sul debito al mondo.

Il tutto sintetizzato nel seguente grafico di Bloomberg: come potete vedere l’Italia ha il nozionale più alto, la bolla più grande e il debito/PIL peggiore.

09 luglio 2011

Italia sull'Orlo del Default - Italy on the Brink of Default

Ieri sera su Rischio Calcolato Funnyking ha fatto un bilancio degli ultimi giorni per il Governo Berlusconi.
Sì perché forse non tutti sono consapevoli che la situazione politica, la stabilità o meno di una maggioranza, l'affidabilità o meno di un Ministro, sono i fattori che più di tutti condizionano il mercato. Anche più dei dati economici.

08 luglio 2011

Guest Post: Tremonti ci ha Rifilato una Patrimoniale Nascosta

da Carlo Zucchi Blog

Come da tempo vado dicendo, il periodo che va dalla sconfitta elettorale alle amministrative fino al termine della legislatura sarà un calvario continuo per la maggioranza di centrodestra, il suo governo e il suo capo, nonché Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Purtroppo, però, quel calvario lo sopporteremo anche noi cittadini. Stretto tra lo Scilla della perdita del consenso e il Cariddi della tenuta dei conti pubblici, questo governo sta cercando di barcamenarsi tra l’uno e l’altro facendo male entrambe le cose. Incapace di tagliare la spesa pubblica, questo governo va avanti da anni con manovre in cui l’aumento dell’imposizione avviene per lo più in maniera surrettizia.

07 luglio 2011

Tremonti dà ripetutamente del Cretino a Brunetta. Qualcuno si è Domandato Perché?



Il Video penso lo conosciate già tutti dato che sta facendo il giro della rete.

Sentendo l'intervento di Renato, Giulio fa fatica a trattenersi (ad un certo punto si vede bene che è tutto rosso).

Ma qualcuno di voi si è chiesto il Perché della reazione di Tremonti alle parole di Brunetta? ...

QUALI SONO LE IMPLICAZIONI SOCIALI DEL COLLASSO ECONOMICO?

"Esistono due modi per poter andare a dormire tranquilli.. Essere ignoranti o essere pronti"


Sei sicuro di essere pronto? Saranno tempi difficili, negli Stati Uniti così come in Europa, ti consiglio vivamente di iniziare a pensare a come superarli.





Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un’animata discussione circa l’entità delle sfide economiche dell’ Occidente. 


Se non avete letto la lettera di ieri, vi incoraggio davvero a farlo prima di procedere perché è importante capire perché l’Occidente ha veramente superato il punto di non ritorno.In poche parole, gli Stati Uniti e gran parte dell’Europa stanno prendendo in prestito una quantità straordinaria di denaro già solo per pagare gli interessi sul denaro che hanno già preso in prestito. Essi non possono nemmeno auto-finanziare i loro programmi di diritto obbligatorio senza finire nell’abisso, e le loro opzioni sono limitate:
Opzione 1: Continuare a prendere in  prestito, portare avanti la festa. 
Finché il governo può, farà così. Indipendentemente dalle loro intenzioni, però, più debito peggiora solo la situazione, creando oneri finanziari più elevati nel lungo periodo, e ancora più debito. Mentre questo accade, il bacino di acquirenti comincia ad asciugarsi, soprattutto dall’estero. 


Opzione 2: Inflazione 
Più acquirenti interrompono l’acquisto dei titoli del Tesoro, più la Federal Reserve assorbirà la liquidità in eccesso. In tal modo, la Fed essenzialmente stampa il denaro e lo presta al governo.Non importa cosa dicono le stupide statistiche del governo, questo è evidentemente un comportamento inflazionistico, chiaro e semplice. Più soldi si stampano, maggiore sarà il livello di inflazione nel lungo termine. Nel frattempo, mentre gli stranieri simultaneamente riducono le loro riserve in dollari USA, questa inflazione diventerà più acutamente sentita negli Stati Uniti. 


Opzione 3: L’austerità 
Arriverà il momento in cui il governo statunitense sarà costretto ad affrontare la sua realtà economica e fare tagli incredibilmente profondi, che si faranno sentire in tutta la società, da Wall Street e il complesso militare-industriale to project housing on the other side of the tracks. 


Opzione 4: Default 
Alla fine, il peso del debito sarà semplicemente  troppo, e la soluzione più ovvia sarà quella del default. I politici accuseranno la Cina di essere il nemico e probabilmente si inventeranno una guerra solo per avere una scusa per fare default sul debito di proprietà cinese. Gli americani sventoleranno la bandiera e celebreranno il default sui loro nemici. 


Opzione 5: Il cannibalismo economico 
Nella migliore tradizione de La Rivolta di Atlante , il governo continuerà la sua persecuzione della classe produttiva – professionisti, investitori, imprenditori e operai specializzati. Le imposte esistenti aumenteranno, nuove tasse verranno create, saranno adottate barriere commerciali e un labirinto di regole dal costo proibitivo.

La prima opzione (andare avanti con la festa) è ciò che è accaduto per anni. I politici fanno piccole concessioni per dimostrare che sono “seri” nella disciplina fiscale, tagliano dei programmi ridicolmente piccoli, mentre buttano centinaia di miliardi di dollari in guerre e altri programmi.Peggiore diventa la situazione debitoria , però, più alto diventa il costo dell’indebitamente, e peggiore diventa la situazione debitoria. Non è una posizione invidiabile. Istituti di credito esistenti continueranno a scappare dal mercato del Tesoro degli Stati Uniti, dando all’Opzione 1 un’emivita misurata in mesi al massimo. 


A lungo termine, rimangono solo le opzioni dalla 2 alla 5: l’inflazione, l’austerità, il default, e il cannibalismo. Ognuna di queste opzioni rimanenti sconvolgerà profondamente il sistema finanziario.  Ancora più importante, ognuna di queste ha il potere di creare diffuso agitazioni sociali.Quando l’inflazione corrode gli standard di vita già magri di una famiglia, quando l’austerità elimina i benefici a cui i destinatari sono abituati, quando il default azzera i risparmi di un pensionato, quando le alte tasse fanno sì che i lavoratori si sentano come se fossero solo servi del governo – quello è il momento in cui il tumulto reale comincerà:



  • Aumento della criminalità: privi di un lavoro o mezzi per sostenere le loro famiglie, le persone saranno costrette a compiere reati per disperazione
  • Lotte di classe: con la linea di demarcazione tracciata tra “chi ha” e “chi non ha” , diventerà impopolare e persino pericoloso avere successo.
  • Corruzione: funzionari pubblici di basso livello cercheranno di integrare il proprio reddito tramite corruzione e tangenti
  • Mercato nero: prenderà vita un’ economia clandestina,  con pagamenti solo in contanti (probabilmente in oro o in valuta estera), con le persone pagate in buste.
  • Censura: ovviamente verrà spacciata come necessità per la Sicurezza Nazionale, ma l’idea sarà quella di impedire la pubblica denigrazione della politica del governo
  • Guerra: Il governo avrà bisogno di un altro importante Evento per distrarre la gente dai veri problemi
  • Proteste / Insurrezioni: quando le cose si faranno sanguinose
  • Condizioni di Stato di Polizia: Il governo serrerà i ranghi e manderà i poliziotti in giro per mostrare a tutti chi ha davvero il potere.tutte le persone che hanno davvero chi comanda.

C’è una serie di altre manifestazioni, e molte stanno già mostrando segni di esistenza. Gli Stati di Polizia in America ed Europa sono vivi e vegeti. La criminalità è in aumento.In Europa, i poliziotti stanno facendo battaglie per le strade con i loro cittadini. Pensate che non possa succedere negli Stati Uniti? Ricordate i carri armati nelle strade durante le rivolte di Los Angeles? Ricordate di New Orleans? Ricordate i numeri delle proteste ai G8/G20 ?Ecco la linea di fondo: tutto ciò che dovete fare è guardare i titoli dei giornali per vedere che cosa succede quando si spoglia la gente del loro sostentamento, e della loro capacità di mettere il cibo in tavola per le loro famiglie.


Gli Stati Uniti sono stati in grado di tenere lontane queste implicazioni sociali semplicemente perché il Paese beneficia fortemente di un sistema finanziario ”USA-oriented”. Questa condizione sta però volgendo al termine molto, molto rapidamente. Come regola generale, maggiore è la distorsione economica, maggiore è la forza del collasso. L’economia statunitense ha vissuto in un mondo fantastico per così tanto tempo, e ora che il suo primato le è strappato via, il crollo sarà una caduta libera. Non sto parlando della fine del mondo, sto parlando di tempi difficili, e di cose che vanno oltre l’economia. E’ il momento di affrontare i fatti e vedere come la società cambierà (ed è già cambiata).