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30 novembre 2011

IL BOOM & BUST DELLA CINA - WHEN TYPHOONS COME, EVEN PIG CAN FLY IN THE SKY

Riproponiamo un articolo sulla Cina (pubblicato originariamente a Luglio 2011), per offrire una forte base di partenza nell'analisi della prossima crisi cinese. Importante anche alla luce della decisione da parte delle autorità cinesi di abbassare di 50 bps la riserva obbligatoria delle banche che operano sul suo suolo..





Nel 1994, il Guru del management Peter Drucker suggerì all’imprenditore giapponese Isao Nakauchi che nonostante il mercato Cinese fosse molto attraente, aveva anche molti più rischi sistemici di altri mercati, e che la Cina avrebbe alla fine affrontato inevitabilmente una Forte Inflazione . E aggiunse: “La bolla è sia più grossa che più estesa di quella scoppiata in Giappone qualche anno fa”.

Baratto, Decrescita e Miseria



Ricordiamoci questa frase di Murray Rothbard 

“Non è un crimine essere ignoranti in economia, dopo tutto si tratta di una disciplina specializzata, considerata dalla maggior parte delle persone una triste scienza. Ma è totalmente irresponsabile fare la voce grossa ed esprimere opinioni in materie economiche mentre si persiste in tale stato di ignoranza

Bene, ora leggiamo l’articolo di Stefano Corradino per il Fatto Quotidiano


“Ho un tubo del lavandino che perde. Me lo sistemi?” “Volentieri! Scusa, ma tu parli inglese? Mi aiuti a tradurre questa lettera?”. Due interlocutori, due professionalità. E due esigenze diverse. Possono soddisfarle nel modo più tradizionale, mettendo mano al portafoglio. O in un altro modo. Con uno scambio bilaterale sulla base delle proprie competenze. Il principio base è quello dell’economia classica: lo scambio delle merci o dei servizi immateriali corrisponde al punto di incontro fra domanda e offerta. Cambia il mezzo: un soggetto cede un bene o un servizio e riceve in cambio un altro bene o un altro servizio.
In realtà lo scambio di merci e servizi immateriali corrisponde all’incontro di due persone che si trovano in una situazione speciale. Nell’esempio abbiamo una persona che conosce l’inglese ed ha bisogno di sistemare il lavandino e dall’altra un idraulico che necessita di una traduzione. Ci troviamo quindi nel caso, più unico che raro, in cui può avvenire uno scambio diretto.

Ma in tutte le altre situazioni come si dovrebbe fare? Se chi ha il lavandino rotto non sa l’inglese? E se l’idraulico non ha lettere da tradurre ma ha bisogno di cibo e vestiti?

29 novembre 2011

Italia: cosa succede se.. disponibile online la Videoconferenza



La videoconferenza si è tenuta venerdì pomeriggio e a quanto pare ha avuto un discreto successo.
Dura 1h e 52 minuti, tanto? poco? non lo so, so solo che non potete perdervela.


E' indispensabile conoscere il significato di alcuni termini economici, di sapere come funziona il mondo economico e finanziario, di essere consapevoli delle condizioni del Paese Italia, di essere in grado di prevedere le conseguenze delle decisioni politiche. Non potete permettervi di essere IGNORANTI, dovete essere PRONTI. Solo così potete difendere i vostri risparmi e il futuro vostro e dei vostri figli.


Per iniziare dovete capire a cosa stiamo andando incontro. E perché.
Maurizio consiglia, giustamente, due letture (dal min. 94 al min 96):


"La Grande Depressione" di Murray N. Rothbard. Utile per capire il ciclo economico di boom e bust e come gli interventi dello stato per contrastare la crisi siano una cura peggiore della malattia. La depressione degli anni 30 americana, al contrario della convinzione comune, è stata provocata dall'intervento statale che non ha permesso al mercato, tramite la crisi, di ripulirsi dagli errori. Errori frutto delle distorsioni create dalla banca centrale americana (la Fed) con l'espansione monetaria resa possibile tramite la manipolazione dell'offerta monetaria e del tasso d'interesse (il prezzo del denaro).

Acquistando il libro (edito da Rubbettino) da questo link ci sosterrete economicamente ( ;) )


28 novembre 2011

Perché stare Cash è la cosa migliore Ora - Why cash is a great place to be right now



Settimana scorsa ho avvertito di un prossimo rally del dollaro Usa. Nei giorni successivi infatti l'euro è caduto da sopra 1.40 a 1.379. La sterlina si è indebolita da 1.6165 a 1.603. E il dollaro australiano è passato da 1.06 a 1.0375. 
Questo perché è divenuto abbondantemente chiaro che stiamo per attraversare un prolungato deleveraging nei mercati finanziari. Avrete indubbiamente sentito parlare prima d'ora di deleveraging. Ma, proviamo a fare un passo indietro e spiegare in termini semplici cosa ciò voglia significare. 
Il modo con cui funziona il moderno sistema bancario è che le banche usano i fondi dei propri depositanti per fare prestiti o acquistare obbligazioni. I regolatori richiedono loro di avere una certa somma di capitale a garanzia di questi "assets", e questa somma è nota come il "Capital Adequacy Ratio". 
L'idea è quella di assicurarsi che la banca abbia comunque a disposizione del denaro anche se i suoi asset in portfolio dovessero andare male. 
Ora, le cose sono abbastanza prevedibili nel quotidiano corso del business bancario. I soldi vengono prestati , ripagati, depositati, e ritirati. Per difendersi dalle fluttuazioni e dagli squilibri che sorgono nel normale svolgersi dell'attività economica, la banca si tiene un certo ammontare di liquidi (cash e strumenti near-cash) a disposizione come buffer. 
Nel momento di improvvisa volatilità, la somma di liquidi che le banche desiderano avere aumenta.. a volte in modo drammatico. 

27 novembre 2011

20 MOTIVI PER NON ADERIRE AL BTP DAY

ECCO IL TESTO DELLA PAGINA ACQUISTATA SU LIBERO CONTRO IL BTP DAY
Gli amici di Mercato Libero hanno comprato mezza pagina su Libero di oggi, per invitare i lettori a disertare il Btp Day. Condividiamo in filo e per segno tutte le motivazioni.
Ascoltate le parole di Oscar Giannino:

24 novembre 2011

Un Asteroide da 10 trilioni si sta per abbattere sull'Eurozona



Vi invito a seguire in questi giorni la crisi dell'euro e vedere come il mercato si comporta nei confronti di un sistema essenzialmente fallito. Il mercato sta inviando un chiaro segnale: siamo in modalità "crisi". Il mercato non mente mai; forse non ha sempre ragione, ma è sicuramente la misura più accurata di come stanno realmente le cose.

Quindi ora, con la potente Germania che fallisce nel tentativo di vendere tutti i suoi bond(asta settimana scorsa, solo €3.644 miliardi dei €6 miliardi di bund a 10 anni messi all'asta all'1.98%), i capitali stanno uscendo dall'Europa cercando sicurezza nella barca americana, nonostante anch'essa faccia acqua da tutte le parti, e tutti i rendimenti sovrani europei si stanno alzando.


Questa clip da CNBC contiene un'intervista a Oliver Sarkozy, fratellastro di Sarkozy (esatto, quello che non ha niente da ridere), che è direttore e capo del Carlyle's global financial services group.

23 novembre 2011

Italia: cosa succede se..


Italia: cosa succede se...

Le risposte che non avete mai avuto il coraggio di chiedere.

Videoconferenza gratuita, venerdì 25, h.18, necessaria registrazione.




La Videoconferenza sarà articolata in tre parti:

 (1) Spiegazione di alcuni fattori economici:
  • Pil, cosa significa e quali voci lo compongono
  • La bilancia commerciale italiana
  • Debito e deficit pubblico
  • Circolante Titoli di Stato
  • Avanzo / Disavanzo primario
  • Entrate tributarie ed extratributarie
  • Sostenibilità del debito
  • Il significato di default
(2) Cosa succede se…

  • Un Paese va in default (il default controllato è possibile?)
  • La BCE (come pare stia succedendo) inizia a stampare
  • La Germania esce dall’Euro
  • L’Italia esce dall’Euro
  • L’Euro si dissolve
  • Una banca va in default (che ne è dei conti correnti, conto titoli, cedole titoli)
  • Domande libere dei partecipanti via chat
     (3) Come cercare di difenderci
La partecipazione alla videoconferenza è libera, previa registrazione alla pagina:

Non fare qualcosa di liberale ora sarebbe un delitto


Da quando Mario Monti ha ricevuto l’incarico di formare il governo, lo spread tra titoli di stato tedeschi e italiani non si è ridotto e questo ha spinto i commentatori di centrodestra a dire che il problema non era Berlusconi, in risposta ai commentatori dell’altra sponda, che fantasticavano di un calo dello spread di almeno 100 punti base se Berlusconi si fosse dimesso.Tesi smentita dai fatti, benché faccia acqua anche quella destrorsa. Il fatto che lunedì 7 novembre, in seguito alle voci di dimissioni di Berlusconi il rendimento sui titoli di Stato sia iniziato a calare mentre dopo la smentita delle voci abbia immediatamente iniziato a salire, è un segnale inequivocabile che per i mercati Berlusconi era il problema. 
Da allora il rendimento sui nostri titoli pubblici è rimasto sostanzialmente quello e checché ne dicano i berluscones il fatto che la corsa verso l’alto dei rendimenti su Bot e Btp si sia arrestato è già un fatto positivo. Se Berlusconi fosse rimasto, molto probabilmente sarebbero aumentati e questo avrebbe avuto risvolti drammatici per il paese.

21 novembre 2011

La voce del Tea Party Italia: meno tasse, più libertà! Manifestazione Milano Sabato 26 Novembre



Il ritrovo è per le 14:30 in piazza di San Babila.
Per chi volesse partecipare e viene da fuori Milano ci può scrivere alla nostra email riechoblog@hotmail.it, cercheremo di metterlo in contatto con altri manifestanti provenienti dalla stessa zona geografica.





Diamo spazio al portavoce del Tea Party Italia, Giacomo Zucco, in previsione dell’importantissima manifestazione nazionale di Milano di sabato prossimo. In questi giorni lo spauracchio tasse è incombente più che mai nei pensieri dei cittadini italiani. Ecco in poche righe il Tea Party pensiero, con una breve introduzione sulla nascita del movimento a livello mondiale. Per chi volesse maggiori informazioni, questo movimento è molto attivo sulla rete e su Facebook. (https://www.facebook.com/groups/teapartyitalia/)
La più grande e antica democrazia liberale del mondo è nata da una rivolta fiscale, e ad innescarla è stato il “Boston Tea Party” (letteralmente: “ricevimento del tè di Boston”) del 1773, plateale gesto con cui i coloni rovesciarono in mare le casse di tè inglese per protestare contro la tirannia fiscale imposta dalla Corona. Ma il governo elefantiaco e vorace cacciato dalla porta con la vittoria militare del 1783, è gradualmente rientrato dalla finestra della politica, fino a giungere ad una situazione più pesante di quella coloniale: è in questo quadro che, nel 2008, un vasto e diversificato movimento di protesta si è organizzato nuovamente sotto il simbolo della rivolta che ha fatto da scintilla per la Rivoluzione Americana. La parola “Tea” è stata reinterpretata come acronimo di “Taxed Enought Already” (“già abbastanza tassati”), e il nuovo Tea Party si è evoluto da semplice coordinamento di protesta a vera e propria “lobby” di pressione, che è arrivata a condizionare l’intera politica americana battendosi contro il salasso fiscale, la burocrazia asfissiante, gli sprechi della spesa pubblica, la corruzione politica, i debiti irresponsabili, le politiche monetarie disastrose. La crisi economica mondiale evidenzia un problema di statalismo mondiale: così in qualche anno il movimento mette radici in tutto il mondo, Italia compresa (un paese che di ricette anti-stataliste ha un particolare e disperato bisogno).


Prioritario studiare, ma anche ragionare


"In Italia è prioritario studiare economia". Affermazione condivisibile, con la precisazione che dipende da quali argomenti/teorie si studiano e quale uso ne viene fatto.
Leggo un articolo di Phastidio in cui l'autore sostiene la necessità di studiare economia (soprattutto nel nostro paese) per evitare "di farsi raccontare idiozie dal politico di turno" e di giungere a conclusioni errate. Fin qui, tutto bene. Aggiungo io che, dopo aver studiato un argomento, bisogna anche ragionarci sopra: non tutto ciò che si legge è esatto al 100%. Dopo aver studiato diverse teorie economiche, per esempio, bisogna necessariamente ragionare per capire quali ci sembrano più plausibili. Questa riflessione nasce dal seguito dell'articolo, dove secondo me viene meno l'atto di ragionare.

PERCHE' LA CINA E' DIRETTA VERSO UNA CRISI




C'è un concetto fondamentale in economia chiamato la legge dei rendimenti marginali decrescenti. Suona complicata, ma in realtà è molto semplice da comprendere. 


Immagina per un momento che ci sono due città divise da un grande fiume. Le comunicazioni e il commercio sono molto rari, ovviamente. Ma se costruisci un ponte, il risultato sarà un tremendo aumento delle possibilità di commercio e scambi. L'attività economica cresce in modo sensazionale. 


Costruisci un altro ponte mezzo miglio distante dal primo e diminuirà la congestione del traffico, si velocizzerà il tempo del viaggio e si creeranno altri miglioramenti per l'economia della zona. Ma il rendimento addizionale sull'investimento per il secondo ponte impallidirà di fronte a quello del primo. 


E così per il terzo, il quarto, il quinto ponte costruito. Ogni ponte successivo porta un vantaggio sempre minore all'economia. 
Ciò che la Cina ha fatto per anni fino ad ora, è l'equivalente di aver costruito migliaia di ponti, ognuno dei quali ha prodotto per l'economia rendimenti marginali decrescenti. In più, la Cina ha costruito questi ponti, per così dire, anche quando non erano necessari.

Considera che la percentuale degli investimenti in immobilizzazioni in Cina, superiore al 65%, è la più alta per tutte le maggiori economie della storia moderna. Inoltre, l'autorità pubblica per l'elettricità ha recentemente riportato che ci sono 64.5 milioni di abitazioni in Cina nelle quali l'elettricità è letteralmente inutilizzata. Gli investimenti fatti stanno producendo bassi rendimenti. 


Quando sono stato in Wuhan quest'estate, ho visto con i miei occhi esattamente questo fenomeno. Forse non ne avete mai sentito parlare, ma Wuhan è un'importante città commerciale con più di 10 milioni di abitanti. 
Viaggiando su un lato dell'autostrada a 8 corsie verso l'areoporto, senza incontrare altri veicoli, abbiamo passato condomini su condomini, tutti vuoti come se si trattasse di un cimitero di costruzioni. 


Alla fine abbiamo attraversato un nuovo ponte, gigantesco, sul fiume Yangtze. A circa mezzo miglio, un altro ponte delle stesse dimensioni stava per essere completato, e così altri seguendo l'orizzonte con lo sguardo. 
Ero sbalordito. Non c'era traffico. Non c'erano attività commerciali. Non c'erano persone. Non c'erano pedaggi. Solo spazi vuoti, e tanti costosi e ridicoli ponti. L'atmosfera ricordava quella di qualche bizzarro film di zombie. 


Ci sono migliaia di progetti simili sparsi per tutta la Cina, per la maggior parte finanziati con debiti. E, senza flussi di cassa diretti di profitti e con la manutenzione richiesta, questi progetti infrastrutturali sono diventati enormi passività nel bilancio del governo cinese. 


La credenza convenzionale è che l'economia cinese continuerà a crescere del 8 o 9% all'anno in modo indefinito. E moltissime persone si stanno bevendo questa "Kool-Aid". A me suona molto come i vecchi ritornelli che abbiamo sentito in tutti questi anni, del tipo "i prezzi degli immobili vanno sempre su". Le ultime parole famose. 


Io seguo un altra regola: "Ogni boom artificiale scoppia. L'unica domanda è quando." E la Cina ha avuto uno dei più grandi boom economici della storia degli ultimi decenni. Infatti, il consumo di cemento per capita in Cina era agli stessi livelli di Taiwan e Giappone esattamente prima che queste politiche economiche di boom infrastrutturale sfondassero il muro. 


Una delle mie speculazioni preferite al momento è lo short degli stocks delle compagnie il cui modello di business è basato sull'eterna crescita cinese.


Per darti un'idea, c'è una compagnia che vende minerale di ferro SOLO in Cina. Ed è in procinto di triplicare la capacità di produzione in un momento in cui la domanda in Cina sta rallentando in modo marcato e i prezzi dei minerali di ferro sono crollati di quasi il 25% negli ultimi mesi. 


Concedo che shortare aziende è sempre un tentativo rischioso, ma in generale mi sento di consigliarvi un sano scetticismo la prossima volta che penserai se investire o meno in una compagnia basata sulla "storica crescita cinese".

La Causa della Crisi Greca spiegata con un Grafico



Nonostante la popolazione greca negli ultimi 30 anni sia cresciuta del solo 16%, il numero di burocrati è saltata vertiginosamente a più del 100%Cinque volte più veloce della crescita della popolazione, una crescita insostenibile. E questo è solo il numero di impiegati. Il grafico non mette in conto i loro stipendi, le loro pensioni a 50 anni, le auto blu e tutti i privilegi annessi. Aggiungeteci la corruzione endemica, l’evasione fiscale, un mercato che si sostiene solo sul turismo estivo e vi renderete conto che l’azienda Grecia era inevitabilmente sulla via del fallimento da decenni. (via libertarianation.org)





18 novembre 2011

Il dibattito su democrazia e mercati: risposta a Farrell: Vedere le storture non significa volere la tirannide



Il mio collega Nicholas Farrell mi ha accusato di non amare la democrazia e l’enfasi con cui l’ha fatto merita una risposta puntuale e non banale. Spero di riuscire a fornirla. Come Farrell sa bene, sono un liberale senza se e senza ma e come tale un po’ diffido della democrazia. 
Infatti, mentre il liberalismo è un’ideologia che mira a limitare il potere politico, la democrazia tende a legittimarlo. O, detto in maniera meno dottrinale, la democrazia sono due lupi e una pecora che decidono cosa c’è per pranzo, il liberalismo è la pecora con un fucile in mano che pretende di dire la sua sul menù. Del resto, anche Winston Churchill disse che era il peggior sistema politico eccetto tutti gli altri. Insomma, il male minore. Ma sempre un male. In realtà, non ho fatto un’apologia della dittatura. Infatti, nel mio pezzo di lunedì scrivo: 
“Purtroppo, gli stati sotto schiaffo dai mercati sono come le imprese in amministrazione controllata. La sovranità dei primi viene meno come la proprietà delle seconde”. 

16 novembre 2011

Libertarianism.org


Sappiamo bene che molti dei nostri lettori non sono libertari ma per coloro che non lo so e vorrebbero approfondire il Cato Institute ha appena lanciato un nuovo sito web, Libertarianism.org.


Il Libertarismo non è un gruppo di frangia, la maggior parte dei Padri Fondatori Americani di stampo Jeffersoniano erano ciò che oggi chiamiamo "libertarians". Gli ideali di Hume, Locke e Adam Smith furono portati a compimento per creare quel fenomeno che sono gli Stati Uniti d'America.

                    

15 novembre 2011

Salirò, salirò, salirò, salirò


Mentre quello italiano torna a sfondare i 530 punti basi, lo Spread tra Belgio e Germania dei titoli a 10 anni ha raggiunto i suoi massimi dal 1993.

chart

Ieri abbiamo riportato alcuni dati sulla situazione francese.. insomma le cose continuano a peggiorare, e gli elefanti a ballare.
Quello che sta succedendo è semplice, ed ampiamente previsto. Le leggi economiche sono leggi naturali, non possiamo fingere che non esistano perché non viviamo nell'eden, dobbiamo fare i conti con la realtà, e la realtà ci dice che quando uno stato spende troppo più di quello che produce, prima o poi fallisce. Il socialismo nel lungo termine è insostenibile.

Europoly

I Segnali sono chiari: la Depressione è alla Porte


14 novembre 2011

I mercati hanno sempre vinto sulla democrazia (e forse è meglio così)



La fine dell’era Berlusconi sta trascinando nel delirio ciò che rimane dei suoi più accaniti sostenitori. L’appello al voto da parte di Vittorio Feltri, Alessandro Sallusti e Giuliano Ferrara denota lo stato di confusione mentale che sta colpendo gli orfani del Cavaliere.Intendiamoci, non è che da un eventuale governo Monti ci si debba aspettare chissà quali miracoli. Può darsi che, come vanno dicendo i suoi detrattori, si trovi prima o poi nell’impossibilità di operare; del resto, qualche segnale in proposito non manca. Detto questo, però, occorre fare i conti con la realtà così com’è e non come vorremmo che fosse. L’Italia, soprattutto per colpe proprie e del suo governo, è sotto attacco da parte dei mercati. I suoi titoli del debito pubblico a 2, 5 e 10 anni vengono collocati a un rendimento prossimi al 7% e nei giorni scorsi tale soglia è stata superata. Fatto gravissimo, perché, come ha ricordato Oscar Giannino nei giorni scorsi, le camere di compensazione di Parigi e Londra (quelle in cui vengono regolate le compravendite dei titoli mobiliari) non hanno accettato i titoli del nostro debito pubblico come collaterale nelle compravendite, il che significa che per il mercato mondiale i titoli del debito pubblico italiano valgono meno della cifra stampata su di essi, ossia che della garanzia offerta dallo Stato italiano non sanno che farsene. E una volta superata la soglia del 7%, se non si inverte subito la rotta, i rendimenti possono schizzare oltre il 10%-20% in poche settimane provocando la bancarotta nazionale.

Francia: Oops - French Banck Exposure on Italian and Greek Public Debt


Ricordiamo l'esposizione delle banche europee ai debiti pubblici italiani e greci. Le banche francesi sbaragliano la concorrenza.

La Patrimoniale arricchisce i Poteri Forti



Chiediti sempre nelle tasche di quali famiglie vanno i soldi che lo stato ti estorce. Le tasse sono sempre contro il popolo, mai a favore del popolo. La patrimoniale non colpisce i veri ricchi, colpisce la gente comune.
Le tasse le pagano solo coloro che non hanno potere, la gente comune, i lavoratori, i ceti produttivi.
Le tasse le riscuotono i veri ultraricchi, le famiglie padrone degli Stati, i potenti, coloro che pilotano (verso le loro tasche) il grosso della spesa pubblica.
Se a te stesso, alla tua famiglia, non ci pensi tu, non ci penserà nessuno. Difendi i risparmi e il patrimonio, grande o piccolo che sia, della tua famiglia: puoi contare solo su quello. 

Il Vero Rapporto tra Occupati e Disoccupati



Riceviamo e pubblichiamo volentieri l'analisi di Maurizio Mazziero sul reale rapporto tra occupati e disoccupati in Italia.


Il reale rapporto tra disoccupati e occupati dovrebbe essere quello tra coloro che hanno un impiego e coloro che, pur essendo in età attiva, non lo possiedono; in Italia il rapporto è pari al 50% con una lieve prevalenza di coloro che non possiedono un lavoro.

Olè.


Il Vero Rapporto Tra Occupati e Disoccupati

Abolire il contante? No, grazie – una risposta a Milena Gabanelli



 Ieri parlavo con un ragazzo, ventenne. Dopo un'esperienza nel campo del montaggio di pannelli, ha deciso di cambiare e cercare lavoro. Lo avrebbe trovato come idraulico. A nero. Perché? Perché gli è stato detto che se lo avessero regolarizzato, dargli 1000 euro di stipendio avrebbe significato dover pagarne altri 1000 allo Stato. Più di quello che la sua assunzione avrebbe fatto fruttare.
Allora, di chi è colpa l'evasione fiscale? Se lo Stato con le sue tasse distrugge posti di lavoro, forse che il sistema fiscale andrebbe cambiato? Ecco la ragione economica per cui siamo contrari all'abolizione del contante e alla lotta all'evasione (in queste condizioni).
Marco Bollettino, da Ashoka's Corner, commenta passo per passo l'articolo scritto da Milena Gabanelli che individua nella lotta all'evasione tramite abolizione del contante la soluzione ai problemi che l'Italia sta affrontando. Tutto nasce da un'analisi errata delle vere cause di questa crisi del debito. Cioè, troppo intervento dello Stato e troppe tasse.







Milena Gabanelli, conduttrice della trasmissione Report su Raitre, propone, dalle pagine delCorriere della Sera, la sua ricetta per risanare i conti dello Stato. Pur apprezzando spesso le inchieste del suo programma, devo dire che in questo articolo la giornalista cade vittima di tutta una serie di fallacie economiche che purtroppo hanno messo radici nel pensiero main stream. A partire da queste considerazioni sviluppa poi una soluzione che a prima vista pare la panacea a tutti i mali del paese mentre in realtà la “cura” è di gran lunga peggiore del “male”. Leggiamo insieme. 
Non sono un economista, non sono un’esperta di finanza, ma una giornalista generica che ogni tanto prova a capire temi complessi, per poi spiegarli agli utenti. Oggi, come tutti, mi pongo questa domanda: “Come se ne esce?” Il debito italiano conta 1.843 miliardi, il PIL 1.548. I mercati non si fidano del fatto che l'Italia possa ripagare i propri debiti. 
Perchè non si fidano? 
Perché gli investitori pensano che tale avanzo (avanzo primario) sparirà in presenza di una recessione (italiana, europea, mondiale). Il nodo è il rapporto debito/PIL, che per l’Italia è troppo elevato. Tant’è vero che la Gran Bretagna, con un deficit più che doppio rispetto al nostro, riesce a farsi prestare soldi ad un tasso di interesse che è meno di un terzo di quello che paghiamo noi, proprio perché la Gran Bretagna ha un rapporto debito/PIL che è circa la metà del nostro.
In realtà la questione è un po’ più complicata ma in sostanza è vero: abbiamo il terzo debito pubblico al mondo.
La “complicazione aggiuntiva” è che la Gran Bretagna emette debito in una valuta, la sterlina, che viene “stampata” dalla Bank of England, così come gli Stati Uniti con il dollaro. L’Italia invece emette debiti in euro e quindi lo Stato non può seguire la via “facile” della monetizzazione del debito e della svalutazione per tirarsi fuori dai guai. Le tesi per cui sia “tutta colpa dell’euro che non possiamo stampare”, proposte della nostra classe dirigente nascono proprio da questa idea.
In pratica non possiamo “barare” sul debito, quindi cosa possiamo fare? 

11 novembre 2011

BLOGECONOMYDAY SABATO 12 NOVEMBRE WEB TV LIVE EVENT



Segnaliamo a tutti il BlogEconomy Day l'evento che si terrà domani a Castrocaro Terme: l'appuntamento annuale dei maggiori blogger italiani di economia e finanza. Appena possibile posteremo sul nostro blog le registrazioni video.

Qui potete trovare il programma del convegno.



da Mercato Libero _________________________________________________________________
PER COLORO CHE NON HANNO LA FORTUNA DI POTER ESSERE CON NOI A CASTROCARO TERME SABATO SARA' POSSIBILE ASSISTERE A UNA PARTE DEL CONVEGNO (ahime' non a tutto...)

INIZIO COLLEGAMENTO SABATO MATTINA ALLE ORE 10.30 CON LA BAND DEI TRADERS CHE CI RACCONTANO LA LORO VIEW SUI MERCATI AZIONARI E MONETARI

PER VEDERE IL CONVEGNO CLICCA QUESTO LINK:

"LA DIRETTA WEBTV DA CASTROCARO TERME DALLE 10.30 ALLE 13.00 E DALLE 14.30 ALLE 19.00 "


DURANTE IL POMERIGGIO SI ALTERNERANNO TANTISSIMI BLOGGER D'ECCEZIONE E I TEMI SONO DI QUELLI "HOT"
RICORDO 3 OSPITI DI ECCEZIONE NEL POMERIGGIO IN VIDEOCONFERENZA

Depoliticizzare Tutto



Siamo di fronte ad un fatto molto triste, riconosciuto da pochi purtroppo ma di cui tutti se ne lamentano. La democrazia. Essa è un sistema congeniato per tenere a bada le masse con le briciole, mentre i pochi al potere pasteggiano con grandi portate da gourmet. Questa redistribuzione viene mandata avanti con un meccanismo di furto, perché chiunque si rifiuta di pagare le tasse verrà mandato in prigione. Ma qualcuno obietterà: "Ma la maggior parte delle persone vuol pagare le tasse." Benissimo, allora perché sono obbligatorie e non volontarie? In una società capitalista l'imprenditore soddisfa nel miglior modo il cliente e dà lavoro alle persone, di quale "giustizia sociale" ci sarebbe ulteriormente bisogno? I politici sono degli attori che attraverso la forza promettono di interferire nel mercato a favore di coloro che si presentano sotto i loro palazzi per chiedere un tozzo di pane in più rispetto al loro vicino. E' una spirale senza fine, che porta solo più miseria e sofferenza a scapito della libertà e della prosperità.
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di Stephen Mauzy 


Che tipo di persona ricava profitto — monetario o psichico — da cariche elettive? Per lo più il tipo di persona che mi sforzo di evitare: la vicina di casa ficcanaso veloce nel commentare chi viene a trovare vostra figlia; l'erudito universitario irritato dalla riluttanza del mondo ad abbracciare la sua brillantezza; il Luddista sentimentale che crede che ieri è sempre meglio di oggi; l'appassionato organizzatore di comunità le cui sentenze sono troppo condite con "noi" e "dobbiamo".


Sono sicuro che quelli che concorrono per la carica la pensano diversamente, in particolare quelli che concorrono per criche minori — la carica in cui il profitto è per lo più psichico. Forse questi servi pubblici pensano di essere ambiziosi. Dopo tutto, queste burocrazie possono essere un primo passo di un cammino verso più vanagloria, incarichi più remunerativi pubblici: la Camera degli Stati Uniti, il Senato degli Stati Uniti — e se uno è squisitamente magistrale nel parlare con eufemismi, la presidenza. Queste cariche superiori conferiscono notevole ricchezza anche alla persona più stolta. E se uno non ha il fegato di passare a livello nazionale, una sinecura eccessivamente remunerativa lo attende in molti stati minori e cariche locali.

Lo Spread


Dopo le gaffes di alcuni parlamentari intervistati da Le Iene, ecco una semplice spiegazione di cosa è lo spread e soprattutto delle implicazioni per le casse dello Stato in seguito al suo aumento.

L'Ignoranza dei Parlamentari e l'Indignazione

Una semplice domanda: a quanto ammonta il debito pubblico? 
Questo è quello che (non) hanno risposto alcuni dei nostri parlamentari: 
 
Qui il video intero.
Tutti scandalizzati. Dal web alla stampa.
Anche io lo sono, ma ho sempre pensato che i politici siano lo specchio della società.
O credete forse che il cittadino medio sia molto dissimile del politico medio? Pensate forse che siano molti in Italia a sapere a quanto ammonta il debito? 
Sento già la risposta: "I politici hanno la responsabilità di gestire lo Stato e quindi loro devono sapere queste cose, non noi."
Ecco secondo me è esattamente questa la logica che ha portato il Paese nel baratro attuale: l'incomprensione dell'azione umana.
Non crediate di risolvere i problemi dell'Italia cambiando i politici, sostituendo i politici attuali con altri "onesti", "puliti", "seri", "migliori". E' un'illusione. 
La soluzione è togliere potere ai politici, delegar loro meno possibile della nostra vita, affidare al mercato, cioè alla cooperazione tra individui, la maggior parte della vita economica di questo Paese. Finiamola di Credere nello Stato.



Governo tecnico? Dipende dal tecnico


In questi giorni il dibattito politico italiano si sta concentrando sull' opportunità o meno di mettere in piedi un governo tecnico che sostituisca quello moribondo (o forse sarebbe meglio dire "defunto") di Berlusconi. In pratica il signor Mario Monti diventerebbe il Primo Ministro di un governo composto da partiti delle attuali maggioranza e opposizione, benchè non tutti i partiti di questi schieramenti siano d' accordo. L' idea, detta brutalmente, è quella di dare a Monti l' onere di fare tutte quelle riforme altamente impopolari che nessun altro politico avrebbe il coraggio di mettere in pratica (pena la sconfitta elettorale e/o la perdita del fitto sistema di clientelismi legato alla politica italiana). La questione che ci interessa, fondamentalmente, è capire cosa cambierebbe qualora si avverasse l' ipotesi del governo tecnico.

08 novembre 2011

Questo è il quadro della situazione, tutt'altro che felice

Nel nostro ultimo articolo abbiamo commentato l'iniziativa di Giuliano Melani, cioè l'invito ai cittadini italiani di comprare i titoli di Stato per permettere all'Italia di pagare tassi d'interesse sostenibili e scongiurare il default. 
A quanto pare non molti hanno aderito e stamattina il rendimento dei Btp a 10 anni ha toccato un nuovo record: 6,729%. Siamo molto vicini al punto di non ritorno:
"L'Italia è vicina al punto in cui non sarà più in grado di permettersi di chiedere prestiti sui mercati: i rendimenti sui titoli a 10 anni sono vicini alla soglia del 7%, un segnale d'allarme visto che Grecia, Portogallo e Irlanda hanno avuto bisogno di essere salvate poco dopo aver raggiunto tali livelli. Lo afferma il Wall Street Journal, sottolineando che "con 1.900 miliardi di euro di debito e 200 miliardi di euro di debito a maturazione il prossimo anno, l'Italia può a malapena permettersi che i tassi restino a questi livelli."
C'è ancora una diffusa convinzione che se i mercati ce ne dessero la possibilità, cioè il tempo concedendoci bassi tassi d'interesse, la politica italiana sarebbe in grado di risolvere i problemi facendo le dovute riforme e mettendo in atto le richieste della lettera della BCE.
La verità purtroppo è un'altra
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"Si potrebbe obbiettare che il Governo, folgorato improvvisamente da una scarica di onestà, potrebbe davvero sfruttare tassi minori per risanare i conti. Purtroppo abbiamo già sperimentato l' evidenza empirica del contrario. Quando l' Italia è entrata a far parte dell' euro-area, gli interessi sui suoi titoli di debito sono diminuiti sensibilmente (come si può verificare qua): questo avrebbe consentito di evitare deficit di bilancio e di iniziare a ripagare il debito, ma così non è stato. Ancora: nel 2009-2010 i tassi di interesse sono diminuiti e sono rimasti bassi (circa 2%) fino a maggio 2011. In pieno svolgimento della crisi greca, sarebbe stato opportuno ed intuitivo cogliere l' occasione per raggiungere almeno il pareggio di bilancio...ma così non è stato. Ogni volta la spesa pubblica è aumentata fino ad utilizzare tutti i soldi "risparmiati" dal calo del tasso di interesse. Allora si è dimostrata la fallacia della proposta di Melani, sia in teoria che in pratica."
Per aver più chiaro come sono andate le cose, ottimo esempio per verificare la nostra teoria sull'anatomia dell'azione politica, vi proponiamo questo grafico.
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 (la parte finale de "La Tragedia dell'Euro" è interamente dedicata all'analisi del periodo di transizione dalla Lira all'Euro. Vi consiglio caldamente di comprare il libro e leggerla, è molto utile a capire il perché del raddoppio improvviso dei prezzi. E non si tratta dell'avidità dei commercianti..)

Un non improbabile scenario da incubo


Pubblichiamo l'ultimo articolo scritto da Antonio Martino sul suo blog, felici di constatare che finalmente si è avvicinato al nostro punto di vista anche sulla politiche monetarie. Stessa cosa vale per Oscar Giannino che nel suo ultimo editoriale su Panorama sostiene che sia la crisi del debito europeo sia la crisi finanziaria sono figlie "dell’eccesso di liquidità monetaria e dei bassi tassi praticati da Alan Greenspan per anni alla guida della Federal Reserve".



Le considerazioni che seguono mi sono state suggerite dalla lettura di un articolo del mio amico Gerald O’ Driscoll sul Wall Street Journal (3 novembre). Le riprendo senza imbarazzo perché si tratta di considerazioni evidenti, che sono sotto i nostri occhi da tempo e che non abbiamo ancora metabolizzato. Il tema di O’ Driscoll è semplice e sconvolgente: la crisi finanziaria dell’Europa riguarda anche gli Stati Uniti e non solo indirettamente. 
Il meccanismo è noto: lo Stato fa promesse “sociali” ai suoi cittadini – pensioni generose erogate in età lavorativa, assistenza sanitaria gratuita per tutti, inamovibilità dell’impiego – che a un certo punto scopre di non potere mantenere per mancanza di soldi. Avendo già spremuto tutto il possibile dal settore privato e non potendo aumentare ancora il prelievo fiscale senza stroncare l’economia, ricorre all’indebitamento; quando i privati non assorbono più le cambiali dello Stato, questi si rivolge alle banche, promettendo in cambio che ne garantirà la solvibilità. E’ uno schema truffaldino che nemmeno Bernie Maddoff avrebbe potuto concepire: le banche comprano titoli di Stato in cambio della promessa di salvataggio in caso di difficoltà.

07 novembre 2011

Comprare titoli di Stato per salvare l' Italia? No, prego


Nei giorni dei record dello spread tra Btp e Bund (stamattina ha toccato i 496 punti) la domanda posta nel sondaggio di Sky TG24 è la seguente:

"Il nostro Paese sotto attacco sui mercati, compreresti titoli di Stato italiani?"

Qui potete vedere i risultati. Per il nostro commento a riguardo..buona lettura.


          Qui potete rivedere la puntata di Otto e mezzo di cui Melani (foto) è stato ospite
Da un po' di tempo lo Stato italiano sta affrontando dei seri problemi finanziari: detto in parole povere, fatica sempre più a trovare persone disposte a prestargli denaro. La (logica) conseguenza di questa situazione è l' aumento del tasso di interesse che lo Stato deve corrispondere ai suoi creditori per invogliarli a prestargli altri soldi; questo rende ancora più precaria la condizione dei conti pubblici. Quindi non c'è dubbio sul fatto che questo sia un problema da risolvere, resta però da capire il modo in cui farlo.
In questi giorni il signor Giuliano Melani ha comprato una pagina del Corriere della Sera per spiegare ai cittadini di questo paese la sua soluzione al problema: in breve, comprare in massa (e al minor tasso di interesse) i titoli di debito pubblico. La teoria di Melani è questa: se gli Italiani aumentassero la domanda di titoli statali, lo Stato italiano potrebbe pagare interessi minori su di essi - quindi eviterebbe il fallimento e/o i pesanti tagli alla spesa pubblica che altrimenti sarebbero necessari. L' alternativa quale sarebbe ? Nella pagina scritta da Melani si legge che l' aumento del tasso di interesse porterebbe a "meno asili, meno cure, meno pensioni e soprattuttosvalutazione pazzesca di tutti i titoli mobiliari" : sarebbe quindi nell' interesse di tutti comprare (chi più, chi meno) almeno un po' del debito statale. Ma è proprio così ? No: la proposta di Melani è frutto di un' analisi miope che ignora la causa del problema e, di conseguenza, anche la sua soluzione. 

Come l'Istruzione Pubblica mutila i nostri ragazzi, e Perché


A te che ti stai chiedendo cosa ci passi per la testa di pubblicare articoli sulla scuola nel momento più delicato degli ultimi decenni per il nostro Paese, nel mezzo di una crisi politica gravissima e di una crisi economica globale che molto probabilmente evolverà in una lunga depressione, diciamo di fermarti un attimo e riflettere.
La verità è che certe cose, come la bancarotta di uno Stato, non accadono casualmente. Se siamo arrivati a questo punto un motivo c'è. Ed è che tutti o quasi abbiamo voluto e accettato un certo tipo di società. Tutti o quasi abbiamo creduto nello Stato.
E questa fede comune nello Stato non deriva da nessun'altra parte se non dalla nostra formazione ed educazione. Cioè da quello che ci hanno insegnato a scuola.
A dover cambiare è il modo di pensare. Deve avvenire una rivoluzione culturale.
Altrimenti la gente continuerà a chiedere allo Stato di risolvere i problemi creati dallo Stato stesso.


(John Taylor Gatto è un ex "Insegnante dell'Anno" della città e dello stato di New York, e autore, più recentemente, di The Underground History of American Education. Potete trovare il suo sito web qui)




Ho insegnato per trent'anni in alcune delle peggiori scuole a Manhattan, e in alcune delle migliori, e durante questo periodo sono diventato un esperto in noia. La noia era ovunque nel mio mondo, e se chiedevi ai ragazzi, come facevo spesso, perché si sentissero così annoiati, davano sempre le stesse risposte: dicevano che il lavoro era stupido, che non aveva senso, che lo sapevano già. Dicevano di voler fare qualcosa di reale, non solo starsene seduti senza far nulla. Dicevano che gli insegnanti non sembravano saperne molto delle loro materie e chiaramente non erano interessati ad impararne di più. E i ragazzi avevano ragione: gli insegnanti erano annoiati tanto quanto loro.


06 novembre 2011

Verso il punto di non ritorno con allegra spensieratezza

 Nonostante la Bce, i rendimenti sui Btp a 10 anni hanno raggiunto il 6,33%. La soglia del 7%, considerata come il punto di non ritorno per la sostenibilità del debito pubblico, si sta pericolosamente avvicinando senza che governo e maggioranza mostrino la giusta consapevolezza del problema.

Come ha sottolineato il Senatore Nicola Rossi, da alcuni mesi presidente dell’Istituto Bruno Leoni, non ci si può meravigliare della diffidenza verso l’Italia se, nei giorni scorsi, il Presidente del Consiglio, in seguito alle (stralegittime) pressioni dell’Unione Europea, se ne è uscito dicendo che “Qualche cosa ci inventeremo”. Se chi ha un mutuo si rivolgesse così alla banca che lo richiama per la quarta volta, finirebbe in mezzo a una strada il giorno seguente. La missiva inviata all’Unione Europea conteneva tante belle promesse, le stesse fatte tre anni e mezzo fa in campagna elettorale e rimaste lettera morta tutto questo tempo. I mercati dicono che Berlusconi e i suoi alleati non hanno sufficiente credibilità per affrontare le sfide che attendono l’Italia. Sfide ardue che richiederanno sacrifici che difficilmente sarà in grado di chiedere agli italiani un Presidente del Consiglio così fortemente avversato da una buona metà del paese. E per di più con una maggioranza risicata, parte della quale (la Lega) fortemente spaccata al suo interno, del tutto avversa alle riforme liberali di cui il paese ha bisogno e completamente priva di quel minimo di senso morale che consente a una forza politica di abbandonare le sue posizioni più irragionevoli, come quella sulle pensioni di anzianità.

04 novembre 2011

Giù i Tassi d'Interesse - L'inflazione spiegata ai Bambini


Mario Draghi ha ordinato il taglio dei tassi d'interesse praticamente nel tragitto tra la porta e la poltrona del suo ufficio da nuovo Presidente della Banca Centrale Europea. Non ha aspettato neanche di sedersi e via: giù i tassi!

Il taglio è stato di un piccolo 0,25%, ma questa mossa ha un significato enorme. In poche parole la BCE sarà sempre più simile alla Federal Reserve, la Banca Centrale degli Stati Uniti. 

Cioè non si limiterà più ad assicurare la stabilità dei prezzi, ma avrà anche il compito di stimolare la crescita, stampando moneta. Un Addio all'Ultimo Pilastro di Stabilità.


Per comprendere le implicazioni economiche di questa scelta, è necessario conoscere e sapere cosa sia il tasso d'interesse. Possiamo riassumere che l'interesse sia il prezzo del denaro. Quanto costa comprare denaro, cioè avere prestiti. 

Tutti gli economisti sono d'accordo che il controllo dei prezzi da parte del governo sia una distorsione pericolosa per l'economia. 

Quando però si tratta del prezzo del denaro, l'idea dominante è che il controllo è necessario ed indispensabile perché il denaro è un bene particolare, diverso da tutti gli altri.

E' vero che il denaro, la moneta, abbia un ruolo fondamentale nell'economia, ma proprio per questo controllarne il prezzo è sbagliato. Proprio in virtù della sua funzione, il prezzo del denaro influenza tutta l'economia.


Se un sistema che prevede il controllo del prezzo del denaro vi sembra un sistema di capitalismo e di libero mercato....