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12 gennaio 2012

OTTO SEMPLICI VERITA' CHE DEVI SAPERE SUL 2012

Draghi: «L'incertezza economica rimane elevata, ripresa progressiva nel 2012»
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Pochi giorni fa abbiamo discusso certi eventi che ritengo si avvereranno nei prossimi 
tempi. Per esempio la ristrutturazione delle pensioni pubbliche e della Social Security 
in Europa e negli Stati Uniti, i governi occidentali sempre più stringenti nella monitorazione 
di internet e dei networks mobili. Guerra. Gli USA obbligati a emettere debito in valuta 
estera.
Tutte queste cose sono di facile previsione, date alcune semplici premesse:
1) Tenuto conto del indebitamento pubblico e privato, la maggior parte dei paesi 
occidentali è insolvente.
2) La storia dimostra che la crescita economica in una situazione simile è pressocchè
impossibile. Quando una percentuale così alta del Pil deve essere allocato per il pagamento 
degli interessi, non c'è speranza di crescere. La maggior parte dei paesi in questa posizione o
fanno default o (iper)inflazionano.  Entrambe le cose hanno conseguenze disastrose.
Non dovete credere ai politici o a chi è invitato in televisione (ogni riferimento alle parole 
di Luigi Abete a Ballarò è fortemente voluto). Non pendete dalle loro labbra. Come fate 
ancora a fidarvi dopo quello che hanno fatto, in Italia soprattutto? 
L'amara verità è che una soluzione indolore a questa crisi non esiste.
3) I continuati interventi politici e monetari nell'economia sono controproduttivi
Tassi d'interesse reali negativi servono solo a rendere il problema, e il suo impatto, ancor 
peggiori. 
4) Gli ingredienti combinati di insolvenza: da una parte un sistema finanziario globale basato 
su una moneta di carta straccia e dall'altra stati nazionali in bancarotta hanno creato le
condizioni per una depressione economica di lungo termine, direi epica.
5) Il deteriorarsi delle condizioni economiche porta dritti dritti a scontri sociali
[C'è un bellissimo paper di due economisti europei che afferma l'esistenza di una esplicita correlazione tra i tagli al budget del governo e fenomeni quali l'aumento del tasso di criminalità,
rivolte, o vere rivoluzioni].
6) Anche di fronte ad una popolazione depredata che minaccia la sua sopravvivenza, 
il governo non smetterà mai di mantenere lo status quo: potere a loro, spese a noi. Ancora, la storia mostra che gli stati di polizia, nemici comuni, totale perdita di privacy, 
controllo dei capitali, tasse alte ecc diventeranno la norma.
7) Nessuna di queste restrizioni può evitare agli uomini e ai capitali finanziari di migrare 
laddove vengono trattati al meglio. Ciò affamerà la bestia e alla fine porterà ad un reset completo del sistema. 
8) Questa non è la prima volta che ciò accade, e non sarà l'ultima. Questa volta NON 
è diverso. La nostra società moderna non è unica o speciale, non è immune dalle conseguenze che hanno afflitto gli imperi per millenni.


follow-up:  "Il cambiamento va abbracciato, non temuto"

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