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31 gennaio 2012

CONTRO IL PROTEZIONISMO

Il protezionismo è uno di quei temi che si presenta periodicamente, nonostante ogni volta venga puntualmente smentito. Ma poi qualcuno inizia a riproporre le stesse tesi (fallimentari) e il ciclo si ripete. Questa volta il "portavoce" è Maurizio Blondet.

A distanza di un secolo l'uno dall'altro, due grandi pensatori liberali - Bastiat e Hazlitt - avevano già affrontato le teorie protezioniste. In questo articolo non si dirà nulla di nuovo, insomma. Dal punto di vista etico, il protezionismo è una violazione della libertà individuale: impedisce a adulti consenzienti (che abitano in paesi diversi) di avere rapporti commerciali tra loro. Dal punto di vista economico, il protezionismo danneggia il paese che lo applica. Vediamo come. Il commercio consiste nello scambio volontario di beni tra due persone: entrambe ne beneficiano, altrimenti lo scambio non avrebbe luogo. Se Tizio ritiene che il suo denaro valga più del vino di Caio, Tizio non compra il vino di Caio. E viceversa. Lo scambio può avvenire solo se Tizio ritiene più utile il vino di Caio rispetto ai propri soldi e se Caio ritiene più utile il denaro di Tizio rispetto al proprio vino. Dunque qualsiasi misura volta ad impedire o ostacolare il commercio danneggia sia chi vorrebbe comprare, sia chi vorrebbe vendere. Questa affermazione è sempre valida, anche quando le persone coinvolte appartengono a paesi diversi. Dunque qualsiasi affermazione che sostiene il protezionismo, evitando questo argomento, è fallace: bisogna solo trovare l'errore (più o meno velatamente) nascosto in essa.

Nel suo articolo, Blondet sostiene che la Cina pratichi un "gioco sleale" verso l'Occidente. Cito:



< La Cina invece può infischiarsene delle norme sull'inquinamento, alloggiare i suoi schiavi nei dormitori, violare i minimi sindacali, e distorcere il valore della sua moneta nazionale tenendolo artificialmente basso con interventi monetari di Stato, senza incorrere nelle multe miliardarie del WTO. >


Iniziamo dal fatto che, per definizione, questa non è concorrenza sleale (utilizzo di tecniche e mezzi illeciti per ottenere un vantaggio sui competitori o per arrecare loro un danno). Il fatto che la Cina abbia delle leggi sul lavoro diverse non comporta alcun illecito: ogni paese adotta le leggi che ritiene più opportune. A parte il fatto che in Cina esiste il salario minimo (altra misura statalista che condanna alla disoccupazione le fasce più deboli della società), non ci sarebbe alcuna slealtà qualora non esistesse. Se in un paese esiste una legge e un'azienda non la rispetta, allora quest'ultima pratica "concorrenza sleale" perchè le altre sono obbligate a fare diversamente. Ma nessuno obbliga Italia, Francia etc a far rispettare una legge sul salario minimo, è una libera scelta di questi paesi. La stessa logica vale anche per l'inquinamento e per la svalutazione monetaria: si tratta di scelte che competono alla Cina e, per definizione, non possono essere considerate "illecite". Ciò non toglie che, dal punto di vista liberale, la Cina violi parecchi diritti individuali. Tuttavia, a meno di voler intervenire manu militari, quello che fa un paese coi suoi cittadini è affar suo. Se invece si vogliono boicottare i suoi prodotti, si lasci a ogni cittadino la libertà di scegliere se farlo o no.

30 gennaio 2012

SETTIMANA 23/01 - 29/01: LETTURE CONSIGLIATE



Eccoci puntuali con la nostra rubrica settimanale. Buona lettura.
da NoiseFromAmerika: 
da Wikipedia:
da RischioCalcolato:
da Usemlab: 
da Zerohedge:
Da DDay:



Clicca qui per ingrandire


..e un pò di umorismo:




Buona notte e buon inizio di settimana
Riecho





29 gennaio 2012

FA COME DICO, NON COME FACCIO..

"Esistono due modi per poter andare a dormire tranquilli.. Essere ignoranti o essere pronti"


C'è una deliziosa ironia nell'attuale politica economica nel mondo. 
Nel 1997 e 1998 quando scoppio la crisi finanziaria asiatica e tutto collassò, le prescrizioni della World Bank e del Fondo Monetario Internazionale per le economie asiatiche fu:


1. ALZARE i tassi di interesse,
2. TAGLIARE la spesa pubblica,
3. deregolamentare, liberalizzare, e aprire agli investimenti esteri per attrarre capitali,
4. lasciare FALLIRE le banche zombie.


Jakarta
L'Asia attraversò una brutale recessione dopo aver ingoiato questa forte medicina, ma i due paesi che furono più fedeli a quelle politiche, la Sud Corea e l'Indonesia, sono oggi due delle economie più dinamiche del continente, e del pianeta.


Riemersa dalla recessione del 2000, l'Indonesia ha conosciuto più di dieci anni di veloce ed ininterrotta crescita economica. Tanto che un manager di fondi d'investimento ha recentemente affermato che Jakarta ormai è "troppo moderna" per interessargli. E' già "sviluppata".

Seoul

 Anche la Sud Corea è uscita più forte dalla crisi di 14 anni fa. E'   
 sconvolgente vedere quanto e come è cambiata Seoul in 10 anni. 


 La Sud Corea ha ormai raggiunto lo status di paese sviluppato,  
 traguardo da sempre molto desiderato dai politici coreani, burocrati e  
 uomini d'affari, come dai cittadini comuni.


 Oggi è il paese più cablato del pianeta. Le sue aziende in campo 
 tecnologico, Samsung Electronics in testa, fanno paura persino ad 
 Apple. Molti amici mi hanno testimoniato le ottime prestazione del 
 nuovo Samsung's Galaxy S2, preferito all'IPhone. 


 Insomma, Indonesia e Sud Corea hanno "resettato" il loro sistema 
 negli anni '90 e sono ripartite più forti e dinamiche che mai. 

Federal Reserve Chair Ben Bernanke Press Conference



La Fed si aspetta una crescita economica modesta nel quadrimestre a venire. Il settore immobiliare è ancora depresso.





 "Come indicato nel report rilasciato questo pomeriggio, al fine di supportare una più solida ripresa economica e di assicurare che l'inflazione nel tempo si mantenga a livelli consistenti con il nostro mandato, la commissione intende mantenere una istanza altamente accomodante per la politica monetaria. In particolare, la commissione ha deciso di mantenere il range per i tassi d'interesse tra lo zero e il 25% e anticipa che le condizioni economiche sono tali da costringere a tenere i tassi a questi livelli eccezionalmente bassi almeno fino al 2014".

28 gennaio 2012

Presentazione "Credere nello Stato? Telogia Politica e Dissimulazione da Filippo il Bello a Wikileaks".



Si è svolta a Torino, presso la libreria Danti Alighieri, piazza Carlo Felice, la presentazione dell'ultima fatica di Carlo Lottieri, Professore di "Dottrina dello Stato" all'Università di Siena:

"Credere nello Stato? Teologia Politica e dissimulazione da Filippo il Bello a Wikileakes", Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2011. Potete acquistarlo online qui. Luigi era presente all'evento e vi propongo il suo resoconto:

Ha dialogato con l’autore Paolo Heritier, filosofo del diritto dell’Università piemontese, il quale, introducendo il volume, ha subito sottolineato la freschezza e la vivacità del saggio, in un momento storico nel quale è raro, per ciò che riguarda il rapporto del potere con le confessioni religiose e la stessa teologia politica, imbattersi in scritti interessanti e ben argomentati. 

Non ha lesinato però critiche al libertario italiano: secondo Heritier, infatti, la demitizzazione dello Stato moderno è accompagnata dal pericolo, altrettanto subdolo, di nuove idolatrie mondane, quali quella del mercato o dell’economia speculativa in genere; da qui, il bisogno di una Cristologia, della quale, però, non sembra esservi traccia nel libro.

Per Lottieri, invece, questo pericolo non esiste, perlomeno riguardo al mercato: esso, infatti, non è altro che il luogo nel quale si concretizzano le libertà prepolitiche e inviolabili dell’individuo, attraverso la catena degli scambi volontari: si tratta, semplicemente, di riconoscere la sovranità dell’individuo nell’ottica di un’etica del tu, in grado di riportare la società odierna alle sue autentiche radici cristiane e liberali, per cui l’altro e le sue proprietà meritano un rispetto assoluto.

26 gennaio 2012

VITA, LIBERTA' E RICERCA DELLA FELICITA'



Settimana scorsa ho scritto che bisognerebbe sempre guardare al lato positivo della vita. Ho detto che il cambiamento va abbracciato, non temuto.
Sì va bene, belle parole, bei consigli, ma chi è che davvero ha il coraggio di prendere una decisione del genere? Nessuno, direte. 
Proprio ieri l'altro sono venuto a conoscenza del fatto che un amico ha deciso di lasciare l'Italia. Prende la sua famiglia, sua moglie e sua figlia di due anni, e se ne va in Nuova Zelanda. 
Lascio spiegare a lui stesso il perché di questa decisione, pubblicandone la nota: "Vita, Libertà e Ricerca della Felicità".
Buona lettura.




Ho 39 anni e statisticamente sono circa a metà della mia vita.
Ritengo di avere una sola vera responsabilità, quella nei confronti di mio figlio di due anni.
Ho sempre lavorato sia come dipendente sia come lavoratore autonomo e ho sempre pagato le tasse anche quando mi sono sembrate delle abnormità. Le ho pagate anche se l'esperienza di ogni giorno mi ha mostrato che specie in questo paese mantengono o sussidiano un sacco di persone che fanno finta di lavorare, molte delle quali hanno un reddito superiore al mio, mentre chi è davvero in difficoltà spesso è abbandonato a se stesso.
Sono un risparmiatore, l'unico debito che abbia mai fatto è stato il mutuo della mia prima e unica casa. Sono stato educato alla vecchia maniera e cioè che il risparmio e l'investimento creano ricchezza, non il consumo. E' solo pochi anni fa che ho scoperto la scuola austriaca di economia che dice quello che i nostri vecchi hanno sempre detto. Ed è con gli strumenti economici che questa scuola mette a disposizione che ho capito con anni di anticipo (come molti "austriaci") la natura sistemica di questa crisi e il suo esito ineluttabile specie per questo paese.

25 gennaio 2012

THE FINAL COUNTDOWN

"Esistono due modi per poter andare a dormire tranquilli.. Essere ignoranti o essere pronti"

Ho tradotto questo pezzo pubblicato da Zerohedge. Alla fine troverete una simpatica sorpresa.. non ci avevate mai pensato eh?
“Under the circumstances, discussions with Greece and the official sector are paused for reflection on the benefits of a voluntary approach.” Gli incontri sul debito “have not produced a constructive response.”
- The Institute of International Finance, January 13, 2012


“The war situation has developed not necessarily to Japan’s advantage..”
- Imperatore Giapponese Hirohito dopo il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, annunciando agli Alleati la resa del Giappone.


C'è una terribile arroganza nel cuore degli uomini. Come ogni essere vivente su questo pianeta siamo prodotti della natura, ma ci consideriamo superiori a tutti gli altri. Siamo circondati regolarmente da segni della nostra vulnerabilità, ma li archiviamo subito su un piano spirituale, come se fossero "atti di Dio", come a dimostrare che non era possibile prevederli.


In un significativo saggio di Politica Estera, "The Black Swan of Cairo", Nassim Taleb mostra come i tentativi delle nostre autorità di sopprimere la volatilità in realtà finisce per rendere il mondo meno prevedibile e più pericoloso.


“Although the stated intention of political leaders and economic policy makers is to stabilize the system by inhibiting fluctuations, the result tends to be the opposite. These artificially constrained systems become prone to “Black Swans” – that is, they become extremely vulnerable to large-scale events that lie far from the statistical norm and were largely unpredictable to a given set of observers.”


C'è un'analogia con il mondo naturale. Negli anni '60 e '70, gli stati americani del mid-west furono vittima di incendi. I costanti interventi del US Forest Service sembravano avere poco effetto - anzi, i problemi sembravano essere peggiorati. Con il tempo, i forestali giunsero a ritenere che gli incendi erano un elemento normale e salutare per l'ecosistema. 


Continuando a sopprimere i piccoli focolari, stavano inconsapevolmente creando le condizioni per incendi più grandi e meno contenibili. E' ovvio che gli incendi sono necessari per rimuovere la boscaglia secca e detriti vecchi. Se vengono spenti, l'inevitabile incendio successivo avrà a disposizione molto più combustibile.

23 gennaio 2012

GUESTO POST: IL GOVERNO MONTI E LA COMPAGNIA DEL MISSISSIPPI

Se andate sulla home page del Corriere della Sera troverete un articolo dal titolo "Debito, il piano per ridurlo", di Massimo Mucchetti. 
Prima di scoprire di cosa si tratta, vi invito a leggere il post di Marco Bollettino, da Ashoka's Corner. Per capire tecnicamente come funziona il trucco ascoltate Giannino, ne ha parlato stamattina nella sua trasmissione. E traetene le vostre conclusioni.

Vi racconto una storia.

Nel settembre del 1715, a Parigi, moriva Luigi IV, il Re Sole, lasciando la Francia, dopo venticinque anni di guerre, sull’orlo della bancarotta. Il nuovo re era un infante ed il reggente, il Duca di Orléans, si trovava a dover fronteggiare una situazione disperata. La corona, per finanziare le guerre, si era infatti indebitata fino all’osso, emettendo dei titoli, i billets de monnaie ed i billets d’état, che erano gli antenati dei nostri odierni titoli di debito pubblico. Chi possedeva questi “pagherò” riceveva un tasso di interesse e poteva in qualsiasi momento redimerli in oro ed argento.

I creditori però  non volevano quei pezzi di carta, che sul mercato venivano quotati dal 20% al 50% del loro valore nominale, e di redimerli non se ne parlava: le casse francesi erano vuote e per editto del Re i pagamenti erano stati sospesi. Come fare?

Venne in soccorso del Duca d’Orléans un suo amico, l’economista scozzese John Law, che aveva un’idea tutta sua su come utilizzare un sistema monetario nuovo, slegato dai vincoli metallici, che avrebbe al contempo risolto i problemi debitori della corona e reso ricchi i Francesi.

Settimana 16/01 - 22/01: Letture consigliate



Da settimana scorsa ho deciso di fissare un appuntamento domenicale. Un elenco degli articoli e post che leggo durante la settimana e trovo interessanti. Ecco quelli che pongo alla vostra attenzione stasera:
da TheFrontPage: 
da Chicago-blog:
da Usemlab.com:
  • Intervista (audio) a Francesco Carbone (miracolo bernanke, bce, recessione italia, borse americane e unicredit). Imperdibile, come sempre. 
da RischioCalcolato:
da AgainstMonopoly:
  • qui trovate una serie di articoli di Stephan Kinsella sul diritto d'autore. Tema molto caldo viste le leggi che in questi giorni stanno passando al Congresso americano. Stefano Magni qui fa un buonissimo riassunto di cosa sta accadendo.
da RealityCheck:
da Express.co.uk:
dal DailyMail:
da L'Indipendenza:
Buona lettura, e buonanotte.

22 gennaio 2012

IL CAMBIAMENTO DEVE ESSERE ABBRACCIATO, NON TEMUTO

"Esistono due modi per poter andare a dormire tranquilli.. Essere ignoranti o essere pronti"


Follow-up de "Otto verità che devi sapere sul 2012".

Può essere che anticipi eccessivamente i tempi, ma preferisco essere d'anticipo piuttosto che pensare a queste cose mentre sto preparando le valigie per scappare. Dopo tutto, le cose potranno sembrare abbastanza tranquille e normali per molto tempo.
I cambiamenti avvengono lentamente, poi sempre più veloci finché tutto si stravolge in pochissimi giorni.
L'Impero Romano, per esempio, iniziò il suo spettacolare declino dopo che Augusto divenne di fatto imperatore nel 27 a.C. Fu susseguito da una serie di miseri fallimenti - Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone, ecc. Ma Roma rimase in stato confusionario per centinaia di anni, oscillando tra crescita e declino.
I cambiamenti erano graduali. Una piccola svalutazione monetaria qui, un piccolo eccesso di spesa là. Assassini interni e guerre esterne. Durante tutto questo, però, le persone più attente capirono la direzione presa e l'inevitabile conclusione.. e molti cittadini di Roma si imbarcarono alla ricerca di pascoli più verdi. 
I cambiamenti graduali diventarono sempre più pronunciati.. e più erano pronunciati, più erano le persone che se ne andavano. Secondo i conti di Gibbon nella sua opera "The Hystory of the Decline and the Fall of the Roman Empire", la città di Roma perse circa il 75% della sua popolazione negli ultimi 50 anni del V secolo.
La storia è piena di altri esempi di nazioni una volta orgogliose che dopo decenni di problemi, sono crollate in poco tempo. L'Impero Ottomano. La Dinastia Ming. La  Francia feudale. L'Unione Sovietica.

Guest Post: (S)PDL, sono pazzi da legare!



[Ieri mi sono collegato online solo qualche minuto dopo pranzo. Mi è bastato per notare una furiosa condivisione da parte dei miei contatti facebook: si trattava di un articolo di Milano Finanza, ripreso dalla rassegna stampa del sito del governo italiano, dal titolo: Il Pdl si converte al taglia-debito.

Il partito di maggior resistenza a ipotesi patrimoniali partorisce una mostruosità del genere. Contemporaneamente il sindaco di Roma, Alemanno, ospite da Fazio a Che Tempo Che Fa (è stato un caso che guardassi la televisione in quel momento, niente paura) sostiene l'importanza, in una crisi come quella che stiamo vivendo, di spostare il carico fiscale dalle imprese e lavoro dipendente ai grandi patrimoni.
Chiari segnali, a mio modo di vedere.


Un amico mi ha segnalato per email l'articolo scritto da Marco Bollettino, autore di Ashoka's Corner, a commento della proposta Pdl. Seguo sempre questo blog e ve lo consiglio.
Come è già successo, ripropongo qui il suo acuto e divertente contributo.]


UPDATE: un amica mi ha segnalato un errore di calcolo presente nell'articolo di MF. "Su un patrimonio di 150 mila euro si pagherebbe il 6 per mille (9 mila euro), su un patrimonio di 1,1 milioni I`ll per mille (121 mila euro)." Il 6 per mille di 150 mila euro sono 900 euro e l'11 per mille di 1,1 milioni sono 12.100 euro. La sostanza non cambia.

Quando pensavate di averle sentite tutte...


Il debito pubblico va abbattuto, e in fretta. Ieri in un convegno al Senato è stata la volta del Pdl. Il più grande partito presente in Parlamento e azionista di maggioranza del governo guidato da Mario Monti, ha presentato una sua proposta taglia-debito. A firmarla è stato il senatore Mauro Cutrufo, ma a sostenerla c`erano tutti i maggiorenti del partito, dal capogruppo Maurizio Gasparri a Gaetano Quagliariello fino all`ex ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Abbattere il debito pubblico! Finalmente! Che si siano resi conto che la spesa pubblica di 800 miliardi di euro è insostenibile e che quindi è necessario tagliarla, in modo da ridurre contemporaneamente la pressione fiscale e lo stock di debito, rilanciando la crescita? 

Ovviamente NO!

Che cosa prevede la proposta del Pdl? L`idea riguarda l`introduzione di una tassa di scopo, battezzata «contributo per il riequilibrio», che dovrebbe essere pagata da tutti i contribuenti, ma che colpirebbe anche le rendite finanziarie.L`imposta verrebbe applicata in funzione del reddito complessivo reale percepito e in forma progressiva.

20 gennaio 2012

UN'ALTRA CONSEGUENZA DEL DECLINO ECONOMICO

"Esistono due modi per poter andare a dormire tranquilli.. Essere ignoranti o essere pronti"


10 anni fa, il governo argentino cadde. Schiacciata dall'eccessivo deficit spending e da una moneta irrealisticamente legata al dollaro Usa, l'Argentina è divenuta l'esempio migliore per una golden rule dell'economia: "that which is unsustainable will not be sustained." .."ciò che non è sostenibile non sarà sostenuto".
In pochi giorni, il paese cambiò un bel pò di presidenti, la valuta collassò, l'inflazione esplose, la disoccupazione raggiunse livelli inimmaginabili, il tasso di criminalità aumentò vertiginosamente, e il governo fece default sul proprio debito. 
Dopo aver zoppicato per gran parte dello scorso decennio con una agenda socialista, il governo argentino si ritrova a quel punto. L'economia si sta deteriorando rapidamente, e l'inflazione supera il 25%. 
Naturalmente, l'amministrazione del Presidente Cristina Fernandez insiste nel sostenere che l'inflazione non sia un problema, nonostante il peso argentino abbia perso il 25% del suo valore nei confronti del dollaro Usa negli ultimi tre anni (e molto di più nei confronti dell'oro).
Nel frattempo, Fernandez ha preso in prestito il ruolo da Atlas Shrugged. Ha imposto il controllo dei capitali, ha razziato i fondi pensione, nazionalizzato la proprietà privata, e preso il controllo dei media... il tutto nel vano tentativo di rimandare la fine dei giochi.
Poche settimane fa, il governo ha approvato un pacchetto di nuove leggi, essenzialmente incriminando le proteste pubbliche con la scusa della lotta al terrorismo. La legislazione, passata codardmente in una sessione notturna del periodo festivo, prevede severe punizioni per vari crimini definiti molto astrattamente come terroristici.
Fernandez stessa afferma che la legge non sarebbe mai stata invocata per restringere i diritti legittimi degli argentini. Ciò, detto da una donna che contemporaneamente ha fatto approvare una legge per mettere sotto il suo controllo l'industria nazionale giornalistica.



19 gennaio 2012

NON TI DO LAVORO. SONO SOCIALMENTE IRRESPONSABILE?

Questo è il follow-up de: "Ecco perché non ti do lavoro", post scritto da un imprenditore ungherese che ho conosciuto su facebook,  in cui spiega i motivi per cui ha desistito dall'idea di vendere il suo appartamento e utilizzarne il ricavo per investire in una nuova azienda. 

Come avevo previsto, quel post ha turbato molti e provocato forti reazioni in moltissimi lettori. Sono arrivati commenti indignati ovunque: qui sul blog sulla mia pagina Facebook, su Politicainretesu RischioCalcolato, su Oknotizie

Questa è la personale risposta di Andor Jakab. Anche qui, non fermatevi prima di averlo letto tutto.
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Devo scusarmi. Ieri ho postato: "Ecco perché non ti do lavoro". Sono stato molto rude. E' stata una cosa oltremodo scortese. Come se non fosse abbastanza, ho pure sbraitato che "non assumerei una donna". Avrei dovuto controllare il mio linguaggio. Chiedo sinceramente scusa. A volte posso davvero sembrare anti-sociale. Per favore datemi la possibilità di spiegarmi. I miei comportamenti anti-sociali derivano da un grosso trauma avuto da bambino che mi ha tormentato durante tutta l'adolescenza e può ancora influenzare la mia tempra. Ma voglio cambiare. In realtà sono già cambiato. Vi darò lavoro. Questa è una proposta di lavoro, ho anche preparato un contratto. Non preoccupatevi, è molto conveniente e anche politicamente corretto.
Nel mio precedente e incendiario post ho condiviso il mio personale pensiero sul motivo per cui non voglio vendere il mio appartamento, far partire una nuova compagnia e dare lavori ben pagati (secondo gli standards ungheresi) a una dozzina di persone. Ho provato ad essere socialmente responsabile, ma evidentemente non mi sono sforzato abbastanza.


Quando originariamente postai quell'articolo in Ungheria, mi colpì molto quante fossero le persone interessate al mio personalissimo problema. Ho pensato, perché tutte queste offese? Voglio dire, ci sono così tante altre offerte di lavoro. Perché sono così arrabbiati con me per non dar loro un lavoro? Ora che ho tradotto l'articolo in inglese, mi è chiaro un altro fatto ancor più sbalorditivo. Che io dia o meno lavoro non interessa solo a milioni di ungheresi, ma a milioni di persone da tutto il pianeta Terra. E' diventato il post #1 su Hacker News.

17 gennaio 2012

Pensioni pubbliche: ecco il risultato


Nel corso della trasmissione "L'aria che tira" andata in onda su La7 
la settimana scorsa, Giacomo Zucco (portavoce di Tea Party Italia
è intervenuto su vari temi - concorrenza fiscale, spesa pubblica, Equitalia 
etc. Dopo che Zucco ha suggerito di ridurre la pressione fiscale italiana 
al 20% del PIL, la conduttrice Myrta Merlino gli ha chiesto: "una pressione 
fiscale del 20% non vuol dire, sostanzialmente, azzerare lo Stato, i servizi 
pubblici, il welfare ?"


Come spiegato in un articolo di Pietro Monsurrò, per garantire i servizi essenziali 
dello Stato (difesa, tribunali, polizia e spese in conto capitale) viene speso 
attualmente il 10% del PIL - compresi gli sprechi da cui non sono esenti queste 
voci di bilancio. Donando 1000€ al mese al 20% più povero della popolazione e 
altri 500€ al successivo 20% (misura che garantirebbe a tutti servizi come sanità, 
scuola e pensione sociale) si ottiene un importo pari al 14% del PIL. La conclusione 
è che si potrebbe ridurre la pressione fiscale ad un importo compreso tra il 20 ed il 
25% del prodotto interno lordo. Attualmente, invece, la spesa pubblica italiana supera 
il 50% del PIL.


NASCERE IN UN PAESE IN BANCAROTTA

"Esistono due modi per poter andare a dormire tranquilli.. Essere ignoranti o essere pronti"


Una maestra d'asilo trova nella tasca di una bambina di quattro anni un biglietto con su scritto: "Oggi non tornerò a prendere Anna perché non posso permettermi di prendermi cura di lei. Per favore abbiatene cura voi. Mi dispiace. Sua madre".


Due gemelli neonati ricoverati perché la madre, malnutrita, non riusciva ad allattarli.
Una madre costretta ad affidare la figlia di 8 anni ad un'associazione di volontariato perché dopo 1 anno di disoccupazione non è più in grado di nutrirla.


Bimbi e neonati abbandonati alle porte dei preti.
Il reportage della BBC News: "THE GREEK PARENTS TOO POOR TO CARE FOR THEIR  CHILDREN"racconta la realtà greca: "La crisi finanziaria della Grecia ha portato in molte  famiglie una disperazione tale da costringerle ad abbandonare la cosa più preziosa al mondo -  i loro stessi figli"


Bloomberg ci informa che i farmacisti greci faticano a trovare l'aspirina da fornire ai loro clienti. L'Associazione dei farmacisti avrebbe denunciato una carenza pari a circa la metà dei farmaci comunemente più utilizzati.


Nel frattempo secondo un articolo riportato da Rischio Calcolato, "i medici degli ospedali della capitale Atene trattano solo i casi urgenti, gli autisti degli autobus sono in sciopero, nelle scuole mancano i libri di testo e migliaia di dipendenti statali protestano contro il loro licenziamento".