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28 febbraio 2012

LA MORALE DELLA DOPPIA EMME

Molti liberali che conosco (sul cui anticollettivismo non ho motivo di dubitare) non riescono proprio a mandar giù le proteste dei Valsusini. 

Gilberto Oneto ha scritto un bel pezzo sull'Indipendenza dove prende le parti dei cittadini che contestano e rivendicano il diritto di decidere cosa fare e non fare sulla loro terra. Niente da fare! Troppi visi coperti, troppi ceffi da centri sociali da manganellare senza pietà.

Ho obiettato in modo pacato e documentato. Mi sono richiamato alle molte analisi che si possono trovare su IBL o su Chicago Blog dove, senza emozioni e ideologie da difendere, competentissimi analisti dal pedigree liberale immacolato dimostrano, numeri alla mano, l'assoluta inutilità della TAV. Ci documentano che il famigerato corridoio 5 altro non è che un tratto di pennarello di un comitato ristretto di eurocrati che non ha alcuna sostenibilità e vantaggio economico.

La reazione al mio rilievo è stata - Ma quei delinquenti comunisti mica protestano sventolando i paper di IBL! Le manganellate per quella gente sono sempre troppo poche! -. Secondo me c'è di più dell'anticomunismo viscerale a motivare una reazione di pancia che non dovrebbe far parte del bagaglio intellettuale di un liberale che in quanto tale, dovrebbe essere portato alla freddezza e alla riflessività.

In questo momento è in fase di ultimazione il tunnel TAV sotto il San Gottardo. Ho avuto modo di seguire alcuni documentari che descrivono questo progetto titanico. Il costo è di gran lunga superiore al tunnel italo-francese ed è tutto finanziato dalla Svizzera che non appartiene alla UE. Gli Svizzeri sono molto gelosi della loro terra, mai e poi mai permetterebbero che la si ferisse o la si deturpasse. Eppure li tutto è filato liscio come l'olio. Come può essere?

27 febbraio 2012

"ITALIA 2012: CHE NE SARA' DI NOI". LA VIDEOCONFERENZA



Il debito pubblico italiano si aggira intorno ai 1900 miliardi di euro.

1.900.000.000.000 €


E' bene ricordarlo. E scrivere le tutti gli zeri che ha questa cifra. 
A molti potrà sembrare strano, ma penso di non sbagliarmi di molto affermando che l'85% degli italiani non sappia a quanto ammonti il debito pubblico nazionale. 
Per rendere l'idea, è come se avessimo contratto un debito di 2,6 milioni di euro (2'600'000 €) ogni santo giorno dalla nascita di Gesù ad oggi. 


Questo debito comporta ogni anno un costo di 90 miliardi per il pagamento degli interessi. Ciò ha portato l'Italia, e con lei gran parte del mondo occidentale, a raggiungere il punto di non ritorno. Il punto cioè in cui si è costretti a chiedere in prestito soldi (ovvero fare debito) per poter pagare gli interessi sul debito già contratto. 


E questa storia va avanti già da qualche decennio. Il debito italiano è impagabile. L'Italia andrà in bancarotta.


Se gli argomenti strettamente economici non vi convincono di questa prospettiva, guardate questa immagine:

26 febbraio 2012

SETTIMANA 20/02 - 26/02: LETTURE CONSIGLIATE

Questa settimana una rubrica di letture consigliate diversa dal solito. 


da Kein Pfusch, interessantissimo blog che non conoscevo, di un ragazzo italiano in Germania. 
da La Valle del Siele: 
da Libertiamo: 

da Rischio Calcolato:
  • "La Rivolta di Atlante è cominciata", di Funnyking
  • Funnyking (Paolo Rebuffo) è stato ospite venerdì sera alla trasmissione Le Invasioni Barbariche su La7. Ecco il video dei suoi interventi:


In settimana mi è stato segnalato inoltre via mail da una delle redattrici del portale InvestireOggi.it il loro dossier sugli F-35:



Sinceramente non sono informatissimo sulla questione. Ho letto tutto il dossier e ciò che capisco è che sia uno dei tanti sperperi perpetuati dalla nostra classe politica con i soldi delle nostre tasse. Se qualcuno tra i lettori sia a conoscenza di particolari che vuole render noti non esiti a contattarmi o commentare.


25 febbraio 2012

VOGLIO DIVENTARE INVISIBILE - La Rivolta di Atlante



Ieri sera Paolo Rebuffo è stato ospite alla trasmissione di Daria Bignardi, le Invasioni Barbariche, per spiegare come mai è ormai immorale, illogico e sbagliato produrre ricchezza nel nostro Paese. La Rivolta di Atlante.


Ecco allora che ho ripreso una bozza dal mio archivio per raccontare una testimonianza diretta di questo fenomeno. E invito chiunque ne abbia una ad inviarci la propria esperienza.


Nelle feste natalizie infatti ho cercato di parlare il più possibile con amici e conoscenti per soddisfare la mia curiosità. Volevo conoscere la reazione alla manovra del governo e sfruttare l'occasione per sapere più in generale le loro aspettative per il prossimo futuro in Italia come in Europa.


Ho avuto conferma di ciò che scrivevo sul blog a dicembre: da chi non si interessa delle dinamiche economico-finanziarie fino ai professionisti e ai manager d'azienda, quasi nessuno si rende conto della tempesta in arrivo, più che altro perché ignaro dei motivi strutturali della crisi. Per chi se lo fosse perso, invito a sottoporsi all'esperimento che ho proposto. Lo trovate qui: "La Quiete prima della Tempesta - Il più grande Esperimento del Week-end".


Ero invece meno sicuro di cosa avrei sentito sulla manovra. Le valutazioni sono varie e spesso condizionate dal pregiudizio (positivo o negativo) sulla natura del governo tecnico.
Voglio però soffermarmi e riportarvi la chiacchierata che ho avuto il piacere di fare con un conoscente di vecchia data.
Si tratta di un libero professionista, di mestiere fa l'architetto. Una persona incredibilmente laboriosa e geniale nel suo ambito. Non si è mai occupato di politica, a mala pena sa cosa siano Pd e Pdl, non legge quasi mai i giornali e non guarda mai i tg. 
Ama il suo lavoro e lo porta avanti con la passione di chi ha trovato la propria strada. Non ha mai chiesto niente a nessuno, è partito quasi da zero, non ha mai chiesto o ricevuto aiuto dallo Stato (anzi deve spesso piegarsi alle follie burocratiche). Produce e offre il proprio servizio agli altri competendo nel mercato.

23 febbraio 2012

PRODI AMMETTE CHE I LEADER EUROPEI SAPEVANO CHE L'EURO AVREBBE CAUSATO DISTRUZIONE, MA SPERAVANO NELL'UNIONE POLITICA


"People only accept change when they are faced with necessity and only recognize necessity when a crisis is upon them"
Jean Monnet

In un' intervista rilasciata a Euronews il 2 Gennaio 2012, Romano Prodi ha affermato:
"Bene, i difficili momenti erano prevedibili. Quando creammo l'Euro, la mia obiezione, come economista ( e parlai di questo con Kohl e tutti i capi di governo) fu: Come possiamo avere una moneta comune senza condividere gli stessi pilastri economici, finanziari e politici? La saggia risposta fu: per il momento abbiamo fatto questo passo avanti, il resto verrà...Ma invece arrivò l'Europa della paura: paura della Cina, paura degli immigrati, paura della globalizzazione. Cosi fu chiaro che questa crisi sarebbe arrivata. Ma l'euro è cosi importante, così conveniente per ognuno -specialmente per la Germania- che non ho nessun dubbio che l'euro sopravviverà e che rappresenterà uno dei punti di riferimento dell'economia mondiale"
Antonio Manno ha tradotto un articolo dal sito The Daily Bell..
_____

Argomento dominante: L'Euro è in piena fioritura

Analisi dal punto di vista del libero mercato : I grandi leader dell'UE sapevano benissimo cosa stesse accadendo all'Unione Europea ed infatti la pianificarono esattamente cosi. 
Da questa scioccante intervista (un estratto sopra) possiamo renderci conto di quanto fossero falsi questi "leader".

Sì, Romano Prodi ora lo ha effettivamente ammesso. 
Coloro che governano l'UE, insieme a coloro che ci stanno dietro, stanno creando un governo mondiale e l'Unione Europea fu evidentemente e ovviamente creata come trampolino di lancio di questo progetto.


L'UE non fu presentata come uno scalino nella scala che portava al governo mondiale, ma è esattamente quello che è diventata. Inizialmente, fu presentata come un semplice accordo commerciale, ma sarebbe già dovuto apparire chiaramente ad un osservatore imparaziale come fosse solo un camuffamento.

Il risultato finale era quello che sta accadendo oggi. Ecco un altro estratto dall´intervista:


Euronews: "Cosa vi guidò, cosa convinse tutti voi sulla necessità di adottare un'unica moneta in Europa?


Prodi :"La stessa cosa che convince me oggi -perché non ho cambiato opinione. Voglio dire, se vogliamo costruire una nuova Europa dobbiamo mettere insieme i pilastri di uno Stato moderno. E questi pilastri sono l'esercito e la moneta. Con "esercito" intendo dire la politica estera, la difesa e la sicurezza; con la moneta il simbolo economico. Ovviamente si può iniziare con uno o con l'altro, ma storicamente abbiamo avuto questa possibilità perché la parte economica si è sviluppata più rapidamente. Questa è la ragione perché, in questo preciso momento, stiamo combattendo con tutte le nostre forze (per raggiungere l'obiettivo). Se l'economia non si unifica e non abbiamo una moneta unica, non possiamo affrontare il futuro"

Non sarebbe potuto essere più chiaro di cosi. 

20 febbraio 2012

"ITALIA 2012: CHE NE SARÁ DI NOI..."

Comunicato Stampa del 20 febbraio 2012

Italia: un Paese ufficialmente in recessione dopo due trimestri di crescita negativa; un debito pubblico a ridosso dei 1.900 miliardi, finanziato da oltre 1.600 miliardi di Titoli di Stato e da una pressione fiscale al 42,6%.

Una bilancia commerciale negativa da sette anni, un’inflazione al 3,7% e una disoccupazione all’8,9%, che colpisce i giovani con meno di 25 anni per il 31%.

Questi i dati che emergono dall’Osservatorio “Italia 2011: un anno di sofferenza” giunto alla quinta uscita – così commenta Maurizio Mazziero della Mazziero Research – uno studio di 35 pagine a cui hanno collaborato anche Leonardo Baggiani e Silvano Fait, due economisti della Scuola Austriaca, e l’analista finanziario Andrew Lawford.

Lo studio verrà presentato al pubblico in una videoconferenza giovedì 23 febbraio alle ore 18,dal titolo Italia 2012: che ne sarà di noi… accessibile attraverso la sezione eventi-live del sito you-videolive.

Dati di dettaglio

Pubblicazione: Osservatorio trimestrale sui dati economici italiani

Titolo: Italia 2011: un anno di sofferenza

Pagine: 35

Estratto: Lo studio pone sotto osservazione i dati economici italiani, esaminando l’evoluzione trimestrale del debito pubblico, dello stock di Titoli di Stato, delle Riserve ufficiali, della crescita del Pil e della bilancia commerciale, dell’inflazione e della disoccupazione.

Come scaricarlo

Lo studio è disponibile attraverso le piattaforme:

Scribd: http://www.scribd.com/doc/82031874

Social Science Research Network (Ssrn): http://ssrn.com/abstract=2007513

Videoconferenza

Titolo: Italia 2012: che ne sarà di noi…

Data: giovedì 23 febbraio

Ore: 18.00 – 19.00

Partecipazione gratuita, iscrizione alla pagina:

http://www.videoliveimage.com/register.php?codconferenza=MZZ06

Per informazioni rivolgersi a Maurizio Mazziero mmazziero@gmail.com

Tel. +39.02.9342002 o Cell. +39.334.1449694

19 febbraio 2012

SETTIMANA 13/02 - 19/02: LETTURE CONSIGLIATE


Questa settimana sono stato molto impegnato, per cui le letture che ho da proporvi sono meno del solito. Poche, ma buone. Anzi, buonissime.
da Libertiamo:
da Rischio Calcolato:
da CafeHayek:
da VonMises.it:

Una citazione (molte altre ne trovate sulla nostra pagina facebook):
"L'oro non è cresciuto in valore, neanche un pochino: lasciami fare un esempio. Duemila anni fa con un oncia d'oro ti potevi comprare una bella "tunica Romana", ed oggi niente è cambiato : ti posso accompagnare da una bella sartoria qui a Ginevra dove puoi comprarti un bel vestito su misura comparabile alla tua bella "tunica Romana", e lo pagheresti ancora un´oncia d´oro. Cosi, per concludere: non è l'oro che cresce in valore, ma è l'euro che perde valore. Più denaro viene stampato, più velocemente questo denaro fiduciario si svaluta rispetto all'oro"
[Claudio Grass, direttore generale di Global Gold - Svizzera]

E un paio di immagini:




LA GRANDE CONTRADDIZIONE DELL'HALF TIME IN AMERICA



Il Super Bowl è l'incontro che assegna il titolo di campione della National Football League (NFL), la lega professionistica statunitense di football americano.
Manning, quarterback dei NY Giants
Quest'anno la finale è stata disputata tra i New York Giants e i New England Patriots, conclusa con la vittoria dei primi. (se vi interessa, qui potete vedere gli highlights del match sul sito della NFL). 
I giornali italiani parlano più dello spettacolo in mezzo (quest'anno protagonista Madonna) che della partita, ma per gli americani si tratta sicuramente dell'evento sportivo più importante dell'anno. 

Paralizza la nazione e ha ogni anno circa 100 milioni di spettatori nel mondo. 
Ecco perché le multinazionali fanno a botte per avere la pubblicità, in particolare quella tra primo e secondo tempo, cioè nell' Half Time. Spesso ad aggiudicarsela sono le case automobilistiche: quest'anno ha vinto la Chrysler, con testimonial niente meno che Clint Eastwood. Se non la avete già vista potete vedere il video originale dal canale Youtube ufficiale di Chrysler qui.
Molto emozionante, sicuramente. Un inno allo spirito di sopravvivenza del popolo americano, ai valori tradizionali americani di individualismo, duro lavoro e libero mercato che hanno reso grande questa nazione.


Peccato che la "Half in America" rappresenti la negazione assoluta di tutti questi valori.

18 febbraio 2012

Guest Post: BISOGNA SVALUTARE L'EURO PER SALVARE L'EUROZONA?


Proponendovi questo articolo salutiamo con estremo piacere l'apertura del sito ufficiale italiano del Ludwig von Mises Institute, in cui è tra l'altro confluito il blog di Marco Bollettino, Ashoka's Corner, che i lettori di Riecho Economia e Libertà hanno imparato a conoscere.  
Il tema principale è la teoria economica, e il fine quello di divulgare le idee della scuola austriaca di economia. Philipp Bagus, autore del libro "La Tragedia dell'Euro" (acquistabile online cliccando sull'immagine a lato) ne è uno dei più giovani e brillanti interpreti. 
Uno degli esponenti più illustri di tale scuola di pensiero economico e filosofico è Friedrich von Hayek, Nobel per l'Economia nel lontano 1974. Presto parleremo di questo autore. 
Per il momento voglio porre alla vostra attenzione le sue parole, risalenti al 1969, sulla questione dell'inflazione, e quindi utili per affrontare la lettura seguente.
‎"Vent’anni fa persi interesse per le questioni monetarie perché ero rimasto deluso da Bretton Woods. La mia previsione che l’accordo sarebbe presto svanito era sbagliata. La sua principale innovazione è stata di attribuire alle nazioni creditrici la responsabilità di ripristinare l’equilibrio dei pagamenti internazionali. Questa soluzione poteva forse essere ragionevole nei deflazionistici anni Trenta, ma non in un periodo di inflazione. Adesso ci troviamo in una fase di prosperità generata dall’inflazione, che per continuare ha bisogno di perpetuare l’inflazione. Se i prezzi salgono meno del previsto, sull’economia viene esercitato un effetto depressivo. Mi aspettavo che dieci anni fossero sufficienti a produrre difficoltà crescenti, invece ci sono voluti 25 anni per raggiungere la fase in cui il rallentamento dell’inflazione produce una recessione. Adesso teniamo la tigre per la coda: per quanto potrà durare ancora questa inflazione? Se liberiamo la tigre (dell’inflazione) ci divorerà, ma anche se dovesse correre sempre più velocemente mentre noi rimaniamo saldamente aggrappati alla coda, saremo comunque finiti! Sono contento che non sarò qui a vedere come va a finire…" (F.A. von Hayek, 1969).
E vi invito a dare un'occhiata a questo grafico.
C'è chi dice che ci siamo..



Il docente di economia a NYU Nouriel Roubini a Davos, Svizzera, il 25 Gennaio 2012, ha dichiarato che le politiche di austerità stanno peggiorando la situazione dell’Eurozona, già in recessione. Secondo Roubini ciò di cui l’Europa ha bisogno è meno austerità e più crescita. In particolare, il professore di NYU è preoccupato per la profonda recessione in cui sono caduti i paesi periferici dell’Eurozona: Spagna, Portogallo, Grecia,  tutti stanno seguendo una rigida politica di austerità. Per esempio, in Spagna il tasso di crescita annuale della spesa pubblica è di meno 12,4% a novembre, contro il meno 15,7% del mese precedente. In Portogallo il tasso di crescita annuale è a meno 3,6% a dicembre contro il meno 2,5% di novembre. In Grecia, infine, il tasso di crescita della spesa è sceso a +2,9% rispetto al +6,2% del mese precedente.

16 febbraio 2012

IL FUORI ONDA DI HERR SCHAEUBLE

Pochi giorni fa c'è stato un meeting dei ministri delle finanze dell'eurozona. La tv portoghese TV124 ha ripreso uno scambio di parole tra un apparentemente inconsapevole Schaeuble (Ministro delle Finanze tedesco) e la sua controparte portoghese Vitor Gaspar. 
Guardate il video.


Schaeuble dice:
"If in the end we need to make an adjustment to the [Portoguese bailout] programme, having taken large decisions about Greece.. this is key. But then, if necessary, an adjustment of the Portuguese programme, we willi be prepared."
Il messaggio è facilmente decifrabile: disponibilità ad un extra bailout per il Portogallo. 
"That's much appreciated" ha risposto il riconoscente Gaspar. Dopodichè Schaeuble tira fuori un caveat molto interessante:
"Members of the German Parliament and public opinion in Germany do not believe that our decisions are serious, because they don't believe in our decisions on Greece."

14 febbraio 2012

C'ERANO UNA VOLTA HANS E GEORGE

Dato il dibattito nato sulla mia pagina facebook (sarò felice di accettare la vostra amicizia) a commento della crisi greca, ho pensato di riproporre una storiella molto divertente. 

Prima però una precisazione. 



Come ho scritto in precedenza, nel mondo attuale è impossibile risalire oggettivamente ai responsabili di una certa situazione. Il motivo è molto semplice: i politici prendono le decisioni. Prendono decisioni riguardanti la vita di altre persone, mettono in gioco i soldi di altre persone (noi), fanno promesse oggi che dovranno essere mantenute da altri tra decenni. Questa condizione non permette di indicare di chi sia la colpa, chi debba pagare,  chi ha sbagliato. 


Non è possibile perché l'unica responsabilità che esiste è individuale. E le scelte individuali ormai sono sostituite da quelle pubbliche in ogni ambito. 

Ecco perché l'unica cosa da fare è solo analizzare la situazione e comprenderne le dinamiche, senza scannarsi per indicare nome e cognome del colpevole, che non esiste.


Supponiamo per un momento che la Grecia sia un essere umano. Lo chiameremo George.
George è un parrucchiere e guadagna $40'000 all'anno. George ha un patrimonio limitato. Non ha risparmi, non ha metalli preziosi, e sta affogando sotto i suoi debiti. Il debito nella sua carta di credito ammonta a oltre $100'000 e le sue spese minime nette annuali ammontano a $45'000, il 10% in più delle sue entrate.  
Le sue prospettive sono pietose, per cui non riesce più ad ottenere nuovi prestiti.
Il vicino di George si chiama Hans e ha una grande famiglia. Tutti i figli lavorano duramente e contribuiscono ai risparmi familiari. Hans vede la situazione di George e decide che il vicinato debba rimanere unito; inizia a prestare a George parte dei propri risparmi e comincia ad accollarsi sempre più debiti personali di George. 
Molti degli altri vicini - Luciano, Seamus e Juan - sono nella stessa condizione di George: stanno annegando nei debiti, per sostenere le altissime spese personali, e nessuna speranza di ripagarli.

12 febbraio 2012

SETTIMANA 06/02 - 12/02: LETTURE CONSIGLIATE


Mentre Atene brucia, pubblichiamo la nostra rubrica con le letture della settimana consigliate dal nostro team. 
da IdeasHaveConsequences (per gli interessati ai temi trattati, mettetevi nei preferiti questo blog a più mani):
da Usemlab:
da Mercato e Libertà:
da Chicago-blog:
da Istituto Bruno Leoni:
da AgainstCronyCapitalism: 
da AthensNews: 
da WallStreetJournal: 
da L'Indipendenza:
da Libertiamo: 
da DailyReckoning:




Don't trust an Economist: 

LA PANCIA VUOTA DEI GRECI

Dramatic drop in budget revenues
 January data show decline of 7 percent, against projections for 8.9 pct rise


Questo è il titolo dell'articolo apparso martedì scorso su Ekathimerini.com.
La notizia, come avrete capito, è che le entrate fiscali greche si sono rivelate in riduzione del 7%, a dispetto di proiezioni che vedevano un aumento dell'8.9%. Incapaci economisti del FMI? Più probabile che sapessero di mentire..
Giovedì scorso sono capitato sulla diretta di Servizio Pubblico, il nuovo programma di Santoro (da quando non c'è più Berlusconi chi se lo fila?). Ho beccato proprio il reportage sulla crisi greca. Vi invito caldamente a guardarlo.





Persone che non ricevono lo stipendio da 9 mesi.
Persone che non possono più pagare l'affitto della casa, che non possono più pagare le bollette della luce, che fanno fatica a comprare da mangiare per i propri figli.

11 febbraio 2012

GOOGLE CAMBIA POLITICA SULLA PRIVACY.



Tu, come praticamente ogni utente internet del pianeta, probabilmente usi Google per qualcosa. Forse Gmail, forse Google Search,forse Google Docs o forse Google Voice.. o forse tutti.


Google recentemente ha iniziato a far circolare la notizia della modifica della politica sulla privacy. La nuova politica sarà effettiva dal 1 Marzo 2012.



Ogni volta che fai una ricerca su google, per esempio, viene registrata. L'indirizzo IP del tuo computer e i cookie rendono l'intera storia delle tue ricerche archiviate.
Quando ricevi una email tramite Gmail, viene registrata nei loro server. Anche se cancelli i messaggi, ne continuerà ad esistere una copia nei server di Google. Il costo marginale di memorizzare dati digitali è talmente ridicolo che non hanno neanche l'incentivo a cancellarli.


E poi, ovviamente, ci sono tutti i governi del pianeta che richiedono i dati degli utenti. Nella prima metà del 2011, il governo degli Stati Uniti ha richiesto informazioni su più di 11,000 accounts Google, e Mountain View le ha fornite nel 93% dei casi. Trovate la notizia sul sito dell'Huffington Post: "Google Government Requests Most Common in U.S., India, Europe".


Di quali account si tratti non lo sappiamo, e mai lo sapremo.

09 febbraio 2012

UNA REPUBBLICA FONDATA SULLA DELAZIONE



La notizia è vecchiotta, risale al mese scorso. 

L'Italia dei furbetti dello scontrino: "Così ho denunciato l'evasione in pieno centro a Milano" (da LaStampa.it)


La ripropongo perché su Facebook ho letto questo status del Professor Carlo Lottieri: 
Dopo questo episodio ecco cosa pare sia successo nella medesima panetteria, solo qualche giorno dopo (da un intervento su Fb): 
"Questa mattina mia moglie era a Milano da Princi (il famoso panettiere) in largo Foppa. A un certo punto sono entrate dieci persone , hanno chiuso la porta , si sono messe una fascia sul braccio(agenzia delle entrate) e hanno cominciato a ispezionare cucine e locale. Chi voleva uscire doveva esibire il documento e aspettare una verifica telematica delle sue credenziali . Mi dice che l'attitudine dei personaggi è stata molto scortese , minacciosa e intimidatoria, manco fossero entrati in un covo di terroristi. Mia moglie viene dall'Ungheria ed ha conosciuto da ragazza il "paradiso del socialismo reale". Mi ha detto: “ecco da noi succedeva la stessa cosa.”


Uno degli aspetti più terrificanti di 1984 di George Orwell era la sua descrizione di come la società si era trasformata in una gigante agenzia di polizia. Le persone erano invitate a denunciarsi l'un l'altra, educate fin dall'infanzia ad essere volontarie spie del governo:
“[Children] adored the Party and everything connected with it… All their ferocity was turned outwards, against the enemies of the State, against foreigners, traitors, saboteurs, thought-criminals. It was almost normal for people over thirty to be frightened of their own children.”



08 febbraio 2012

NON HAI GODUTO DI NESSUN BENEFICIO. PERCHE' PAGARE IL CONTO?

"Esistono due modi per poter andare a dormire tranquilli.. Essere ignoranti o essere pronti"


La popolazione totale di Hong Kong si aggira sui 7 milioni. La forza lavoro è di circa 3.5 milioni. Il sistema fiscale è tanto generoso, che quasi 1.5 milioni di lavoratori non pagano tasse.

Un sigle può guadagnare fino a 11,000 € all'anno senza dover pagare tasse. E una persona sposata  che deve mantenere la moglie può guadagnare 22,000 € tax-free.

Per chi invece deve pagarle, le tasse arrivano ad un massimo del 17%... ma la maggior parte delle persone paga meno. Non esistono l'IVA né la tassa sui redditi da capitale.

Con un regime fiscale tanto liberale penserete, il governo di Hong Kong avrà problemi finanziari e farà fatica a non indebitarsi per sostenere la spesa pubblica, giusto?

Sbagliato.


Infatti, le casse dello Stato di Hong Kong sono inondate di così tanti soldi che il governo ha recentemente annunciato un surplus nelle proiezioni del budget del 3.5% del Pil per l'anno fiscale che finirà il 31 Marzo prossimo. Questo surplus lascerà un tesoretto di circa 85 miliardi di dollari (22 mesi di spese).

O, se preferite, possiamo dire che il governo ha l'equivalente in dollari di 10,000 € di risparmio per ogni uomo, donna o bambino.

I governi occidentali non possono vantare le stesse prestazioni.

06 febbraio 2012

SETTIMANA 30/01 - 05/02: LETTURE CONSIGLIATE



Scusate il ritardo, ieri non sono riuscito a mantenere l'impegno con le letture consigliate della settimana scorsa. Rimedio stasera. 
Ho anche qualche problema al layout del blog (vedo solo io la spalla destra trasferita a sinistra e posizionata in fondo dopo il post? Grazie se commentate dicendomi come vedete voi!).

da NoisefromAmerika:
da Fondazione Scoppa: 
da Libertiamo:
dal blog di Carlo Zucchi:
da LewRockwell:
da BullionVault: 
  • "Oro nel 2012: i fattori da tenere sotto occhio", by Adrian Ash 
da Global Trends:
  • "Eurasia Group Global Trends Quarterly" : Another Year of Uncertainty for the Eurozone, Arab Spring Gives Way to Diverse Business Challenges, Capitalizing on Emerging Market Ties, The Politics and Business of Demographic Change, Business Uncertainty Under Directionless International Climate Policy. (pdf)
da Captain Capitalism: 








Guest Post: LA SPIRALE DEL DEBITO PUBBLICO


In un articolo precedente sostenevo come la massima “pagare tutti per pagare meno” sia fondamentalmente sbagliata. Ho mostrato alcuni grafici che illustravano come a fronte di maggiori entrate dovute al recupero dell’evasione, i governi tuttavia continuavano ad aumentare la pressione fiscale, anziché diminuirla. Avevo concluso dicendo che le maggiori entrate non vanno mai a ridurre lo stock di debito esistente ma vengono subito assorbite in nuove voci di spesa. 
In sostanza il Leviatano, più viene nutrito, più chiede cibo.
C’è però chi contesta questa visione ed afferma che se il governo italiano non può diminuire le tasse, ciò non è dovuto al fatto che spende in maniera irresponsabile, anzi. Si fa notare come i nostri ultimi governi, a partire da metà anni ’90, abbiano mantenuto in attivo il bilancio primario e quindi abbiano sempre speso meno denaro di quanto incassato dal contribuente.


Come mai allora il debito pubblico è continuato ad aumentare? La colpa sarebbe degli odiosi interessi sullo stock di debito preesistente, che soffocano la nazione ed impoveriscono gli Italiani. In pratica i governi che si sono succeduti al timone dell’Italia sarebbero stati responsabili e giudiziosi ma il peso crescente degli interessi chiesti dal sistema bancario internazionale, la cosiddetta  Usurocrazia Globale, avrebbe fatto naufragare qualsiasi tentativo di mettere in ordine i conti dello Stato.
Il corollario è che se avessimo avuto ancora la lira e la possibilità per la Banca d’Italia di monetizzare il nostro debito pubblico a tasso zero, i nostri governi  non solo  non avrebbero avuto alcuna difficoltà a ridurre il debito ma avrebbero potuto farlo senza manovre da macelleria sociale e diminuendo le tasse.
È corretta questa analisi? Secondo me no, vediamo il perchè.
Innanzitutto guardiamo l’andamento dei famigerati interessi sul debito che l’Italia ha dovuto pagare negli ultimi 15 anni.


Come si vede, l’ingresso nell’area Euro a fine anni ’90 aveva permesso al nostro paese di chiedere un tasso di interesse più basso sui propri titoli di debito e questo aveva fatto diminuire, in termini assoluti, la spesa per interessi di più di 30 miliardi di euro. Il tutto mentre il nostro debito pubblico stava crescendo. Perchè cresceva?


La risposta è molto semplice. 
Nel periodo 1997-2009 nelle casse dello Stato sono entrati sempre più soldi. Il tasso di crescita medio delle entrate per quel periodo è stato infatti di quasi il 3% e anche se teniamo conto dell’inflazione le tasse crescevano più del PIL reale. ed il governo doveva pagare sempre meno interessi sul debito, la spesa pubblica aumentava ancora più velocemente e con essa il debito pubblico.
In sostanza i bassi tassi di interesse, grandissima occasione per mettere a posto i conti del paese, si sono rivelati per chi era al governo un incentivo a spendere ancora di più. Se infatti riguardiamo il grafico sull’andamento dell’avanzo primario, possiamo notare come progressivamente questo si sia ridotto sino a scomparire del tutto.

Altro che Usurocrazia Globale che ci ha trascinato in una spirale del debito senza via d’uscita!