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30 aprile 2012

LETTURE CONSIGLIATE

Dall'Italia.. un paper di confronto della tassazione in Europa che smonta definitivamente il mito della mancanza di risorse dello Stato Italiano.. una spiegazione di perché l'operato del Governo Monti non è "rigore" ma "suicidio".. e un ottimo articolo sul futuro della moneta.
 
Dall'Europa.. la chicca della settimana è la notizia riportata da Reuters sulle vacanze dei tedeschi in Grecia.. un'analisi della pericolosità della situazione spagnola.. e un insieme di sconfortanti dati sugli sprechi dell'eurocrazia.

Dal Mondo.. una discussione filosofica sul rapport tra tasse e libertà... la verità sui dati dell'occupazione in America e una previsione facile facile: l'Argentina finirà molto male! Nonostante le cazzate che girano in rete secondo cui l'Argentina con la Fernandez ha abbracciato un nuovo modello economico..
 
Le letture consigliate verranno inviate a tutti i sottoscrittori della Newsletter stasera a mezzanotte.
Ricordo che chi sottoscrive riceverà anche il nostro Free Report "Esistono due modi per poter andare a dormire tranquilli.. Essere ignoranti o essere pronti".

29 aprile 2012

SUCCESSO E SOLDI = INTRALLAZZI?


Temo una conseguenza nefasta che si aggiunge a questa inarrestabile discesa verso gli inferi. Una conseguenza che potrebbe definitivamente ammazzare qualunque speranza di risalita in un futuro più o meno lontano.

Il sottoscritto e i tanti suoi amici (tanti per una persona, pochissimi per una nazione) inorridiscono nel sentire un coro così potente (un assordante raglio cosmico), di quanti attribuiscono al liberismo e al capitalismo in generale la causa delle nostre sventure.

Tocca sentire persino degli imprenditori, invocare la guida dello stato in economia e paventare un mondo senza pianificatori e regolatori.

Perchè? Come può essere? Certo per ignoranza, ma secondo me c'è di più. La logica è la seguente.

E' vero o non è vero che le libertà imprenditoriali, economiche ed individuali sono state progressivamente compresse e limitate dal 2° dopoguerra ad oggi?

E' vero o non è vero che, man mano che questo processo proseguiva, contemporaneamente all'ingrassamento dello stato, l'imprenditoria ha dovuto adattarsi e diventare complice della politica?

E' vero o non vero che le nuove generazioni (anche imprenditoriali) non sono mai state neanche lontani testimoni delle enormi fortune che si potevano realizzare contando solo sulle capacità imprenditoriali, come i Borghi, gli Olivetti, i Piaggio e i tanti astri che brillarono in una brevissima stagione che chiamiamo boom economico?

Secondo me è vero. Sono almeno trent'anni (forse quaranta) che non nasce niente senza venire a patti con la politica. Mi riferisco alle aziende che, fatte le proporzioni, sarebbero le nostre Microsoft, Oracle, Google o Samsung. L'hanno sfangata, finchè è durata, le piccole e piccolissime aziende. Ma senza i colossi le economie rimangono fragili.

Quali esempi possiamo citare negli ultimi anni? Il boom di Mediaset (Berlusconi era appoggiato da Craxi), le ricchezze di Tronchetti Povera con la Telecom (che ha spolpato Prodi e d'Alema quando avevano bisogno di fare cassa e poi ha mollato il pacco), l'Avvocato Agnelli (che privatizzava i profitti e socializzava le perdite), l'Ing De Benedetti (col culo al caldo delle sue relazioni politiche che si è divorato l'Olivetti), i Benetton (che si sono comprati a due soldi il monopolio delle autostrade e hanno fatto i miliardi chiedendo l'elemosina ai caselli). Per non parlare dei tanti palazzinari che hanno riempito le copertine di Data Manager per anni.

Certamente, abbiamo Luxottica, i sarti internazionali e qualche multinazionale tascabile. Ma sono floridi perchè fanno business all'estero e stanno progressivamente sbaraccando.

Quindi nell'immaginario collettivo, successo e soldi uguale intrallazzi. Ergo, capitalismo uguale affari sporchi. Poi ogni capitalista predica in pubblico il liberalismo e quindi, conclusione: liberalismo = capitalismo = intrallazzo.

Io penso che la gente ragioni in questo modo e che sia confortata da quello che ha visto, e non ha visto miraggi, ha visto la realtà.

Se aggiungiamo che gli mancano completamente le basi culturali per capire che il capitalismo sano (quello che rischia del suo) e il liberismo vero (dove vinci se i clienti comprano i tuoi beni e servizi, altrimenti fallisci miseramente) nessuno sotto i cinquant'anni l'ha mai visto, il cerchio si chiude e ci ritroviamo a celebrare una società che, almeno qui in Italia, visse solo un giorno come le rose.

di Mauro Gargaglione
contributor Riecho Economia e Libertà

27 aprile 2012

CREATIVITA' DI STATO: ELUSIONE E' REATO

Poche settimane fa il governo britannico ha annunciato che la Barclays PLC, una delle banche più grandi e antiche del paese, dovrà pagare una multa di 800 milioni di dollari per aver eluso il fisco. La banca avrebbe cercato e trovato degli espedienti per aggirare la legislazione e pagare meno tasse, e il governo sta cercando di modificare la legislazione di modo da non permettere più queste pratiche. 
The UK government is so shocked by a bank breaking a promise not to exploit a legal tax loophole that it is introducing retroactive legislation to block it. Trovate la notizia qui

Aspetta un attimo. Fermi tutti.

Se il governo deve modificare la legislazione di modo da chiuderne i 'buchi' che permettono l'aggiramento, allora è logica conseguenza affermare che quei buchi al momento sono legittimi. Quindi l'elusione fiscale praticata da Barclays è perfettamente legale.

Dopotutto, questo è ciò che significa elusione fiscale - evitare di pagare le tasse in modo legale trovando escamotages o cavilli. L' evasione fiscale è invece una violazione intenzionale della legislazione. Barclays ha attuato la prima delle due.

Com'è possibile allora che il ministero del tesoro britannico possa comminare una penale a Barclays per aver fatto una cosa perfettamente legale? Tecnicamente, non può. Ecco perché le modifiche in atto alla legislazione verranno presentate come RETROATTIVE.

In altre parole, poiché il governo non può legittimamente punire Barclays, stanno andando indietro nel tempo per cambiare la legge e rendere l'azione di Barclays illegale.. il tutto ovviamente al solo scopo di racimolare entrate extra.

Con una sentenza di Febbraio la Corte di Cassazione si è pronunciata sulla astratta riconducibilità di condotte di elusione all'area di applicazione di reati fiscali. Essa ritiene che anche condotte non costituenti violazione di obblighi positivamente stabiliti ma solo aggiramento dei medesimi attraverso la realizzazione di fattispecie equivalenti a quelle imponibili possano integrare reato.
Nella nostra rubrica di Letture consigliate di settimana scorsa abbiamo segnalato un articolo di Davide Giacalone, in cui si denunciava una norma dell'ultima delega fiscale varata dal Consiglio dei Ministri: 


"Nella delega fiscale, che è stata varata dal Consiglio dei ministri e che spero il Parlamento abbia la lucidità e la capacità di cambiare, è scritto che sarà condannato, quale abuso di diritto "l’uso distorto di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio d’imposta”, e ciò anche nel caso in cui tale condotta sia “non in contrasto con alcuna specifica disposizione”. Il cittadino e l’impresa saranno perseguibili quando, pur attenendosi alla legge, la “causa prevalente dell’operazione” sarà la ricerca di un vantaggio fiscale. Potranno sottrarsi alla condanna solo ove dimostreranno, loro, non lo Stato, che ci sono “ragioni extrafiscali non marginali” capaci di giustificarli." 


Le condizioni economiche dell'Italia le conosciamo tutti, ma non dimentichiamo che anche quelle inglesi non sono delle migliori. Il Tesoro ha da poco annunciato (pdf) che gli introiti fiscali sono stati inferiori delle attese. Nonostante il costante aumento dell'imposizione fiscale in Gran Bretagna (ormai al 50%), le entrate da tassazione del reddito sono scese di 800 milioni rispetto all'anno scorso, una caduta del 4.68%.

In questo momento storico assistiamo alla ricerca degli Stati nazionali di prendere un pezzo sempre più grande di una torta che continua a rimpicciolirsi. La torta diventa più piccola e lo Stato aumenta le tasse per ottenere un pezzo più grosso.. il contrario di ciò che andrebbe fatto.


L'Italia in questo batte sicuramente ogni record e tutti ne vediamo chiaramente le conseguenze.

In giro per il mondo esiste qualche esempio di Stato che è felice di pretendere una piccola parte di una grossa torta. Hong Kong, come Singapore, ha tasse basse e nonostante questo i conti pubblici sono in surplus, come vi abbiamo raccontato.

Un esempio più vicino a noi è l'Estonia. O la Bulgaria, dove c'è una flat tax al 10%. Un'altra considerazione di cui tener conto è la seguente: non c'è l'incentivo all'evasione perché le tasse sono basse e il sistema fiscale semplice.

La semplice verità è che gli Stati occidentali sono in bancarotta. Politici e parassiti sono tanto disperati che sono pronti a far di tutto pur di confiscare la ricchezza dei cittadini.
La direzione è quella che abbiamo tutti di fronte agli occhi: aumento della tassazione e  deterioramento dei diritti dei cittadini.

24 aprile 2012

VALUTE IN CADUTA LIBERA

Nel 1913, il Congresso degli Stati Uniti autorizzò la creazione della Federal Reserve. Il suo mandato era limitato, ma è cresciuto nel tempo fino a divenire il pianificatore centrale di tutto il sistema monetario. Nel 1933, il Presidente Roosvelt rese illegale il possesso di oro. Nel 1944, le potenze alleate, presto vittoriose nella II Guerra Mondiale, firmarono un trattato a Bretton Woods che sancì l'uso del dollaro americano come se fosse oro. Il dollaro era diventato la valuta di riserva mondiale. Le banche centrali di tutti i firmatari avrebbero detenuto dollari e preso a prestito dollari, e costruito la piramide di credito nella propria valuta sulla base del dollaro.

Il dollaro americano era redimibile dalle banche centrali straniere, e quindi era uno schema che effettivamente permetteva alle varie valute di avere  un cambio fisso tra loro e con l'oro. Ciò, almeno, aveva la virtù di frenare l'espansione del credito, dal momento che si manteneva un legame con l'oro e quindi con la realtà.

Il problema di fissare il prezzo di qualcosa relativamente a qualcos altro è che ciò che viene sottovalutato sarà tesaurizzato, e ciò che è sopravvalutato sarà svenduto. Il governo degli Stati Uniti pose il prezzo dell'oro troppo in basso, e così le banche centrali straniere continuavano a chiedere spedizione di oro.
Quando alla Presidenza arrivò Nixon, qualcosa andava cambiato.


Nel 1971, fece default sulle obbligazioni in oro del governo americano. Ciò ebbe l'effetto di rompere definitivamente il legame tra oro e sistema monetario, gettandoci tutti nel regime mondiale della carta moneta irredimibile. Una conseguenza fu che i tassi di cambio delle varie valute potevano fluttuare rispetto ad un'altra.
Ecco il motivo per cui oggi ci ritroviamo con mercati finanziari così volatili.
Questo schema fraudolento, controproducente e disonesto di tassi fluttuanti sicuramente creò molti più problemi di quelli che intendeva risolvere.
Da un lato un effetto fu quello di depredare i risparmi delle persone e quindi insegnando loro di non risparmiare, perchè il termine 'fluttuanti' è falso. Tutte le valute di carta si svalutano. Non esiste un meccanismo, nè rientrerebbe nei desideri dei banchieri centrali, per aumentare il valore della valuta.
Il regime di valute fluttuanti è un regime di svalutazione valutaria, a volta più lenta a volte più rapida. Ogni governo partecipa a questa gara verso lo zero. A volte una valuta cede rispetto alle altre, e a volte le altre cedono rispetto a quella. Ciò è enormemente dannoso.
Il processo senza fine di svalutazione valutaria ha un effetto diretto: minori investimenti. Il che ovviamente riduce la crescita. Questa premessa dovrebbe essere portata alla sua logica conseguenza.
Il risparmio non è possibile usando carta irredimibile.



Per risparmiare, una persona deve metter da parte una frazione del proprio guadagno. Consuma meno di quanto produce. Il suo intento fondamentalmente è quello di far crescere questo valore fino a quando si ritirerà dalla vita lavorativa ed avrà bisogno di comprare cibo ed altri beni. E' vantaggioso prestare i propri risparmi ad un'impresa profittevole per aumentarli nel tempo, ma questo passo non è essenziale per comprendere il concetto. La chiave sta nel fatto che quella persona vuole trasportare valore nel tempo. L'oro e l'argento lo fanno, la carta no.
Fondamentalmente, le valute cartacee sono un prestito al governo. Al contrario di un'impresa sana, il governo non sta prendendo a prestito soldi per aumentare la produzione. Il governo, lo Stato, non produce niente; consuma risorse. Lo Stato prende in prestito soldi per poter consumare, senza aver alcuna intenzione nè la possibilità di ripagarli.
Oro e argento sono valori positivi. E' possibile tesaurizzare, come è possibile farlo con qualsiasi altra commodity tangibile. Le valute di carta sono valore negativo. E' debito. Non c'è modo di tesaurizzare perché il loro valore diminuisce sempre, e alla fine raggiungerà lo zero.

Il risparmio, sotto valuta irredimibile è pervertito in speculazione. Le persone sono portate ad affollarsi in una bolla dopo l'altra. Coloro che seguono ciecamente finiscono sempre per trasferire ricchezza a coloro che comandano. La persone che comprarono case negli Stati Uniti tra il 2004 e il 2008 non si sono ancora riprese dalla botta. Chi ha depositato i propri dollari in un conto bancario non ha perso così tanto, per ora. Quando i mercati finalmente capiranno che i depositi bancari sono sostenuti da ipoteche su case il cui valore è dal 25% al 50% inferiore al valore d'ipoteca, allora anche i depositanti perderanno di più.

Alla fine, le persone scopriranno che non possono risparmiare in termini di dollari (coloro che non se ne renderanno conto saranno ridotti ad essere economicamente irrilevanti dato che la loro ricchezza scomparirà dalle loro mani). Il risparmio è un prerequisito necessario per l'investimento. E l'investimento è necessario affinché le imprese crescano, sviluppino nuove tecnologie, prodotti e mercati. E la crescita è necessaria per assumere nuovi lavoratori.

Se le imprese esistenti raggiungono una più alta produttività del lavoro, avranno bisogno di meno lavoratori per lo stesso lavoro, e licenzieranno le persone non indispensabili. In un libero mercato, coloro che si ritrovano disoccupati a causa di questo processo verrebbero velocemente reinseriti nel mercato del lavoro dalle imprese in crescita che espandono e sviluppano nuovi business.

L'attuale alta disoccupazione è strutturale. C'è qualcosa di fondo che non funziona.
Quando una valuta perde valore, tutti coloro che la posseggono incorrono in una perdita. E non è possibile assumere lavoratori e portare avanti un'impresa in una nazione senza possedere un ammontare significativo della valuta nazionale. La svalutazione monetaria quindi impone costanti perdite alle imprese che provano ad operare in questo ambiente.

Risparmia i tuoi soldi in oro e argento, il modo migliore per potreggerti dal nostro sistema impazzito.
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23 aprile 2012

ALIENI, FOOTBALL, ECONOMIA E FEDERALISMO - PARTE II

Leggi qui la prima parte

Cosa si può prevedere e cosa no

A questo punto una domanda è d’obbligo. Riusciranno mai i chiarissimi professori Krugmoniani a ricavare le leggi fisiche del moto di una palla in queste condizioni osservative? Hanno speranza di trovare una formula, un’equazione, un algoritmo,  in grado spiegare PRIMA, quello che farà la palla in un dato momento futuro?

La risposta non può essere che una sola. NO! Finchè non riusciranno a vedere che il movimento della palla è causato dal comportamento di un essere vivente e senziente che le imprime una certa forza e una certa direzione, non hanno speranza di cavare un ragno dal buco. Ma gli basterebbe riuscire a osservare ventidue persone in mutande che tirano calci, per capire esattamente dove andrà la palla? Di nuovo, NO! Prima dovrebbero capire quali sono gli obiettivi e la logica per la quale quei tizi colpiscono la palla. E supponiamo che i Krugmoniani riescano a impossessarsi del regolamento ufficiale del ‘soccer’ (edizione FIFA 2012), gli basterebbe finalmente per predire dove andrà la sfera? Ancora NO!

22 aprile 2012

LETTURE CONSIGLIATE

La rubrica delle letture consigliate non verrà più proposta sotto forma di post, ma sarà d'ora in poi offerta con la Newsletter. Ogni settimana riceverete il nostro elenco di letture consigliate direttamente nella vostra casella di posta elettronica. Sottoscrivendo la newsletter riceverete anche la rubrica Oro Monitor di analisi sull'oro e mie mail con informazioni più riservate..
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Per l'Italia abbiamo un ottimo articolo di Davide Giacalone che denuncia l'ennesimo sopruso dallo Stato sui suoi sudditi (noi), contenuto nella delega fiscale varata dall'ultimo Consiglio dei Ministri.. e un allarme lanciato da funnyking sulle future pretese dei parassiti che ci governano sulla nostra ricchezza.

Dai siti esteri..una critica alla pianificazione centrale dell'economia con riferimenti storici alla Roma Imperiale.. da Zerohedge una dimostrazione della propaganda dei media mainstream che giocando con i numeri stravolgono la realtà e raccontano di un mercato del lavoro americano in ripresa..e una chicca sull'inflazione in Europa, a quanto pare i dipendenti della BCE la temono date le recenti operazioni di Draghi (!)

Infine un'analisi da un blog francese sulle elezioni con sguardo particolare al programma del socialista Hollande.. ora sappiamo che è proprio lui ad aver vinto.. ne vedremo delle belle!
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IL CONTANTE E' L'ULTIMO ANELITO DI LIBERTA' RIMASTO

La causa della crisi economica e delle enormi sofferenze che provoca soprattutto alla classe media è chiara e semplice, in termini più o meno pratici si potrebbe sintetizzare cosi:

La distorsione dell'economia e della convivenza pacifica provocata dall'immissione di denaro falso (inflazione monetaria) da parte delle elite politico-finanziarie che ci governano.

Infatti tale immissione di denaro falso causa un enorme trasferimento di ricchezza reale dalla classe produttiva che lavora e produce beni reali (la classe media) alla classe parassitaria di chi governa (elite politica-finanziaria).

Non c'è alcuna possibilità di risolvere la crisi economica se non intervenendo alla radice di tale causa: eliminare l´attuale sistema monetario del denaro fiduciario delle banche centrali e ritornare al sistema monetario del denaro legato all'oro (o ad un altro bene reale scarso scoperto dal libero mercato).

Tutte le altre "soluzioni" sono balle, fandonie, palliativi...

La Scuola Austriaca di Economia ha dimostrato l´irrefutabile esattezza di tale soluzione sin dal 1912 con il libro di Von Mises "La Teoria della moneta e del credito" , questa è la ragione principale per cui tale Scuola di economia sia stata ferocemente avversata dall´elite accademica sin dai suoi inizi e come lo sia ancora oggi.

Ora, per comprendere chiaramente le realtà devi partire dalla premessa che i politici che ci governano non sono stupidi nè ignoranti, se lo fossero non sarebbero arrivati alle posizioni di comando. Essi sanno molto bene, come me, qual'è la vera causa della crisi economica e soprattutto sanno benissimo quali sono le conseguenze delle loro decisioni.

Questi politici sono solo sociopatici che seguono il loro istinto ed il loro piano di lavoro, la loro agenda: continuare, come hanno sempre fatto, a sfruttare parassitariamente la classe media! Tutto qua!

Out of caos, Order!

Questo è il loro piano, la loro agenda: continuare a creare consapevolmente caos, sofferenza e distruzione fino a provocare una nuova e violenta rivolta sociale, cosi da creare le condizioni per far si che sia la stessa vittima, la classe media, a chiedere a gran voce l´aiuto del suo stesso carnefice, del sociopatico-politico che l'ha sempre sfruttata: cedere la propria libertà per uno "Stato" più centrale, più autoritario, più forte, più oppressivo!

21 aprile 2012

ALIENI, FOOTBALL, ECONOMIA E FEDERALISMO - PARTE I



L'articolo è suddiviso in 3 parti.


Gli alieni ci studiano

Immaginate ventidue giocatori di calcio più un arbitro che, per una bizzarra e sconosciuta proprietà fisica della materia, diventano invisibili quando vengono inquadrati da una particolare telecamera a raggi positronici inversi (!). Sarebbe? Non lo so, ma immaginiamolo.
Arriva in orbita un’astronave aliena con questa tecnologia grazie alla quale essi possono inquadrare e zoommare qualunque zona del pianeta come se stessero filmando da venti metri di distanza. L’attenzione degli alieni viene catturata da una grande struttura illuminata ai bordi della quale sono sedute decine di migliaia di terrestri vocianti che guardano un prato. Su questo prato, senz’anima viva (per gli alieni), c’è una sfera rimbalzante che compie stranissime traiettorie. Alcune traiettorie fanno alzare il volume dei terrestri vocianti, in altri casi la sfera rotola pigramente e i terrestri si calmano per qualche secondo.

20 aprile 2012

TUTTE LE TRANSAZIONI COMMERCIALI IN PRESENZA DI UN ESATTORE?


Articolo tradotto da Zerohedge e riadattato da me:

Nella fase terminale della caduta dell'Impero Romano, il maggior peso per il cittadino medio erano le ingenti tasse che era forzato a pagare.

Le "riforme" fiscali dell'Imperatore Diocleziano nel III secolo erano così dure che molte persone furono spinte alla fame e la bancarotta. Lo stato arrivò al punto di perseguitare vedove e bambini per incassare le tasse dovute.

Nel IV secolo, l'economia dell'impero era così depressa e la struttura fiscale così distorsiva che molti agricoltori abbandonarono i loro terreni per ottenere i sussidi statali.
In quel momento, il governo imperiale spendeva la maggior parte dei proventi delle tasse per sussidi pubblici e spese militari. Secondo lo storico Joseph Tainter per un certo periodo coloro che vivevano di stato erano più numerosi di coloro che lo finanziavano con le tasse.
Mmm.. vi ricorda qualcosa?

Nel V secolo, le rivolte fiscali erano all'ordine del giorno nelle campagne, tra i pochi agricoltori rimasti. Il governo di Roma doveva continuamente inviare le sue legioni in giro per l'impero a sedare le rivolte contadine.
Tutto ciò però non evitò che le tasse continuassero ad aumentare.
Valentiniano III, che nel 444 D.C. osservò che ulteriori tasse sui proprietari di terra e mercanti sarebbero state catastrofiche, impose un aumento del 4% della tassa sulla vendita.. e infine decretò che tutte le transazioni commerciali dovessero essere fatte alla presenza di un esattore delle tasse.

Sotto un regime di quel tipo, sia i ricchi che i poveri si augurarono fortemente che le orde barbariche potessero liberarli dal fardello fiscale di Roma.

Zosimo, uno storico bizantino vissuto nella seconda metà del V secolo, arguì che "come risultato di questa imposizione di tasse, le città e le campagne erano piene di lamenti e proteste, e tutti.. chiedevano l'aiuto dei barbari".

Nel suo libro Decadent Societies, lo storico Robert Adams scrive: “[B]y the fifth century, men were ready to abandon civilization itself in order to escape the fearful load of taxes.”

E' probabile che tra 1000 anni, i futuri storici scriveranno le stesse cose su di noi.
Nel declino economico di ogni civiltà, l'elite politica agisce sempre secondo uno schema ben preciso: più debiti, più regole, maggiore restrizione alla libertà individuale, più svalutazione monetaria, più tasse, e più uso della forza.

E la macchina della propaganda entra in azione, assicurando che i cittadini vengano ingannati dal fervore patriottico e non si accorgano di essere depredati dallo stato.







Che si tratti di tassazione diretta nella forma di furto legalizzato, o indiretta nella forma di inflazione monetaria, queste tattiche sono state usate per millenni al fine di mantenere privilegi per pochi, alle spese di tutti gli altri. Questa volta NON è diverso!

Il debito pubblico dell'Italia è insostenibile, come non lo è quello della maggior parte dei paesi occidentali (Stati Uniti compresi).
I governi continueranno a non essere in grado di ripiazzare il proprio debito a rendimenti sostenibili e non saranno più in grado di finanziare le spese dello stato. L'unico modo che avranno per prolungare ancora lo status quo sarà la confisca diretta del patrimonio dei propri cittadini, l'introduzione di misure di controllo dei capitali sempre più stringenti, e confisca indiretta tramite l'inflazione.

Io non ci sto. Tu?
La soluzione non è politica. Fare un partito non porterà da nessuna parte. Il processo è in atto e non è possibile fermarlo. La nave sta affondando e chi non si mette in salvo la segue in fondo al mare.
Il governo non mi lascerà stare, non si ritirerà, allora sarò io a fare in modo che non abbia poteri diretti sulla mia vita e di non pagare le conseguenze delle sue folli scelte economiche.
O almeno ci proverò, e condividerò il mio percorso con chi mi seguirà iscrivendosi alla Newsletter.



19 aprile 2012

L'ASPETTO PIU' TRASCURATO DELLA CRISI FINANZIARIA


Un ingegnere, un biologo ed un economista sono arenati in un'isola deserta. Dopo qualche giorno senza cibo stanno per morire di fame. Ad un certo punto, trovano un barattolo di fagioli.

Per qualche minuto pensano a come usarlo per nutrirsi.

L'ingegnere parla per primo, "Potremmo colpire il barattolo con una pietra finché non si apre".
Il biologo ribatte, "Potremmo invece mettere il barattolo in acqua di mare e aspettarne l'erosione". Infine interviene l'economista, "Scusate, semplicemente assumiamo di avere un apri-scatole".

Lo so, non è la barzelletta più bella del mondo. Ma contiene una grande verità.

Per esempio, la teoria economica mainstream suppone che l'economia debba raggiungere un'equilibrio stabile; tutto ciò che è richiesto ai nostri leader monetari illuminati, ci viene detto, è una leggera spinta sulla leva di questo o quello strumento di intervento, e il cammino verso la stabilità è assicurato.
Ma come la mettiamo se l'assunzione fosse fondamentalmente sbagliata? Cosa succede se l'economia non fosse destinata a raggiungere un'equilibrio stabile - uno stato analogo, nella sua fredda sterilità, al dinamismo delle molecole dell'aria in un vuoto perfetto?

A giudicare dai recenti movimenti del mercato, sembra che gli investitori siano fiduciosi nel fatto che la crisi del debito dell'eurozona sia largamente risolta.

Il salvatore è supposto essere la Banca Centrale Europea, con la sua benigna iniezione di 500 miliardi di euro di liquidità nelle banche del continente. A ben vedere, una crisi di eccessivo credito pare sia stata risolta tramite.. ancora più credito.

Chi si interessa di computer conoscerà il detto "garbage in, garbage out", usato per descrivere la vulnerabilità dei computer di processare dati in entrata senza significato e produrre output ugualmente inutili. Lo stesso motto potrebbe essere utilizzato per descrivere il moderno sistema finanziario con tutta la spazzatura che ci sta entrando.

18 aprile 2012

MISCELLANEA


I rimborsi elettorali, il (mancato) taglio delle tasse, le esternazioni di Grillo. Tra ieri e oggi, c'era di che scrivere.

Di fronte agli scandali della Margherita e della Lega Nord sull'uso dei "rimborsi" elettorali (in realtà, veri e propri finanziamenti pubblici), è tornata d'attualità la richiesta della loro eliminazione. Da circa 20 anni, benchè sia chiaro a tutti che gli Italiani vogliano abolire ogni forma di finanziamento statale ai partiti, ci si trova di fronte a un problema di non poco conto: le leggi vengono scritte dai partiti stessi. Ecco quindi che l'ABC della classe politica italiana (Alfano, Bersani e Casini) ci spiega perchè non si possono abolire i "rimborsi" elettorali - che rimborsi non sono, dal momento che ammontano a cifre di gran lunga superiori alle spese realmente sostenute. "Sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobby, centri di potere e di interesse particolare". Come dire che, senza soldi pubblici, i partiti verrebbero corrotti dalle lobby. Beh, i miei complimenti ai tre signori sopra citati: hanno pubblicamente ammesso che, in cambio di denaro, venderebbero se stessi e il rispettivo partito.

Credo che già in pochi ne dubitassero, dal momento che negli ultimi mesi tali partiti si sono genuflessi persino di fronte alle lobby più modeste. La politica italiana si è sempre venduta ai gruppi di interesse. Solo per citarne alcuni: sindacati, tassisti, farmacisti, notai, banchieri...persino i dipendenti di FIAT e di Alitalia sono riusciti periodicamente,  grazie all'attività di lobbying, a farsi concedere privilegi dai partiti. Voti o soldi (che, in fin dei conti, sono la stessa cosa proprio grazie ai rimborsi elettorali) in cambio di privilegi a spese dei contribuenti - l'unica lobby di cui si sente davvero la mancanza. In sostanza: quando i partiti prendono finanziamenti pubblici, si vendono per ottenere ancora più soldi. Anzi, si vendono molto più facilmente che in assenza di finanziamenti pubblici. Se un partito non potesse contare sui "rimborsi" elettorali, dovrebbe affidarsi solo alle donazioni dei suoi elettori; qualora facesse qualcosa di altamente contrario agli interessi di quest'ultimi, perderebbe le donazioni necessarie al suo sostentamento. Al massimo, potrebbe ricavare solo i soldi della lobby a cui si venderebbe. Nel sistema attuale, invece, un partito può prendere sia i soldi della lobby sia quelli degli elettori (i quali sono obbligati, tramite le tasse, a "donarli" sotto forma di rimborsi elettorali). Ecco il motivo per cui il trio ABC è così spaventato dall'idea di perdere il finanziamento pubblico: in tale eventualità, i politici dovrebbero mostrare un po' più di rispetto verso i loro elettori. Non che questo salverebbe il paese dalla deriva statalista in cui è finito...ma sarebbe sempre meglio di nulla.

LA TEORIA DEL CIGNO NERO

A Gennaio fa vi ho proposto la traduzione dell'articolo: "The Final Countdown".
Personalmente lo trovo fondamentale, e consiglio vivamente a tutti di leggerlo. Dalla prima all'ultima riga. Scoprirete la Teoria del Cigno Nero, esposta da Nassim Nicholas Taleb nel suo saggio "The Black Swan". Per chi possiede di un dispositivo Apple, il libro è acquistabile in forma digitale tramite l'applicazione IBooks a 9,49€.


In poche parole, la tesi di Taleb è che i tentativi delle autorità pubbliche di sopprimere la volatilità (in ogni campo, non solo quello economico) in realtà finisce per rendere il mondo meno prevedibile e più pericoloso.
In rete ho trovato questo. 



Dove sta il nesso?
Molto semplice. La pianificazione centralizzata, che si tratti di quella monetaria, di quella fiscale, di quella industriale o di quella educativa non avrà mai successo (dove per successo si intende la prosperità economica della società). Gli esempi che testimoniano la bontà di questa idea sono sotto i nostri occhi. Dalle crisi finanziarie causate dalle distorsioni provocate nell'economia reale dalla manipolazione monetaria delle banche centrali, alle crisi dei debiti pubblici causati da una spesa pubblica insostenibile, a quella industriale (incentivi alle energie rinnovabili vi dice qualcosa?). Per non parlare di quella educativa, a mio parere un aspetto della vita delle nostre democrazia illiberali molto sottovalutato nella valutazione del futuro dei Paesi occidentali, su cui tornerò a parlare presto.


Il problema è che in Europa come negli Stati Uniti, il processo di centralizzazione, da un lato dell'oceano a Bruxelles e dall'altro a Washington, ha iniziato ad accelerare. Le crisi vengono sempre sfruttate per accrescere il potere politico (immagino abbiate visto il video di Monti..)


E' successo in America dopo la Grande Depressione, sta succedendo ora in America dopo la crisi finanziaria e in Europa con la crisi del debito. Qualche politico vorrebbe fare del bene, la maggior parte no. E anche quei pochi che sono onesti, la teoria di Taleb ci spiega, non faranno altro che peggiorare la situazione che si propongono di migliorare.


Secondo voi tutto ciò aumenterà la prosperità economica e migliorerà il tenore di vita nel rispetto delle vostre libertà individuali? Io non sono ottimista.. neanche un po'.

16 aprile 2012

LETTURE CONSIGLIATE

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Eutekne.info
Di imposte sgangherate questo Paese ne ha viste passare tante, ma i creatori e gli attuatori dell’IMU sembrano davvero determinati a vincere il primo premio.
Un obiettivo a dir poco ambizioso, perché stiamo parlando di scalzare nientemeno che l’IRAP, la più folle delle avventure tributarie degli ultimi decenni a livello planetario.
Eppure, c’è da credere che fretta, faciloneria e un po’ di sano menefreghismo su ciò che si scarica sui cittadini possano davvero teletrasportarci nella futuristica dimensione di Star Trek e farci arrivare tutti lì, dove nessun uomo e nessun Fisco è mai arrivato prima. "Un delirio chiamato Imu" di Enrico Zanetti

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GENTILE SIGNORA GABANELLI..


Ho scritto anch'io sulla pagina personale fb di Milena Gabanelli.

Gentile Signora Gabanelli,

non va affatto bene! O lei crede a ciò che racconta sull'evasione fiscale, ed è piuttosto sorprendente la superficialità delle sue tesi, oppure non ci crede, ed è immensamente più grave.

Se dovessi applicare il metodo che lei prescrive per lo stato nei confronti dei suoi cittadini (sospetti di evasione a prescindere), allora dovrei offenderla con un bel « ma quanto la pagano le banche per convincere il suo pubblico che è 'morale', e naturalmente obbligatorio, transitare attraverso di esse? ».

Invece non la offenderò, non le renderò la pariglia per come ha cercato di far sentire me e innumerevoli concittadini con la sua trasmissione del 15 aprile 2012.

Mi limiterò quindi a esprimerle la mia amarezza nel constatare il suo estremismo Orwelliano. E non ci provi neanche ad arruolarmi tra i difensori dei soldi sporchi!

I soldi sporchi sono solo quelli che si rubano, si rapinano e si estorcono contro la volontà di chi se li è guadagnati onestamente. Io e milioni di italiani facciamo parte di questa classe. Cercare di nascondere il frutto del proprio faticoso lavoro non è imboscare il bottino!

In realtà appartengo a una sotto-classe di questi italiani per bene, quelli che non possono nasconderli perchè sono rapinati alla fonte. Me ne dolgo e sono costretto a farmene una ragione, ma a differenza di un diffuso meschino modo di pensare di cui lei sia, credo (ma sarei felice di una smentita), autorevole esponente, non considero un mio nemico chi riesce a sgattaiolare ed evita le botte dello stato tiranno, considero, al contrario, nemico lo stato prepotente, violento e cialtrone, quindi solidarizzo con chi la scampa. L'invidia sociale la lascio agli omuncoli e alle donnette.

Vede, cara Signora Gabanelli, nel mio piccolo cerco di farla facile, perchè è facile, molto facile.

Ci sono due categorie di persone, quelle che creano ricchezza col loro lavoro, producendo beni e servizi che altri decidono LIBERAMENTE di pagare, e quelle che vivono espropriando la ricchezza prodotta dai primi. Niente di più e niente meno.

La sua retribuzione non proviene da chi ha scelto LIBERAMENTE di pagarla perchè apprezza la sua professionalità, proviene da un canone obbligatorio protetto da militari con pistola e distintivo. E' questo il suo concetto Orwelliano di Libertà e di equità?

Mi lasci concludere con un pronostico anche questo facile facile. Le sue tesi non piegheranno minimamente l'evasione fiscale, no. Piegheranno definitivamente e irrimediabilmente coloro che vorrebbero e saprebbero produrre quella ricchezza diffusa che fa la differenza tra popoli schiavi e popoli liberi.

E quando saremo completamente poveri e schiavi (come sta succedendo in Grecia e, presto, anche altrove), grazie anche al suo contributo, stia accorta che anche la casta dei beneficiati come lei sarà molto ma molto più ridotta.

Le suggerisco di prepararsi a competere ferocemente per conservare il suo status. Dopo una vita nel settore privato e nel libero mercato competitivo, se vorrà, potrò darle qualche dritta.

Distinti saluti.

di Mauro Gargaglione
contributor Riecho Economia e Libertà

13 aprile 2012

CARTA O ORO, A TE LA SCELTA

Sembrava che gli investitori credessero in un rallentamento della metastasi debitoria dell'euro zona. C'è stata fino a pochi giorni fa una calma ansiosa sia nel mercato azionario che obbligazionario - la tipica quiete prima della tempesta. E' ancora presto per dire se la pressione tornata alta recentemente rappresenti l'inizio di un nuovo crollo, quel che è certo è che dimostra che la crisi è ancora lì, solo momentaneamente nascosta come polvere sotto il divano.

La risposta di molti grandi investitori alla ripugnanza del mercato dei bond governativi è stata quella di puntare tutto su quello azionario. Ma non si tratta di una questione nero-bianco! Il fatto che il mercato dei bond sia da evitare, non significa necessariamente andare "all-in" in quello azionario.
Innanzitutto perché gli alti valori delle borse pensiamo siano frutto dei giochi inflazionistici delle banche centrali. Questi trucchetti hanno creato distorsioni tali, che ormai la maggior parte degli investitori sono dipendenti dagli effetti del credito facile. Ecco perché quando la Fed nega ulteriori interventi di quantitative easing la borsa va giù e quando invece apre qualche spiraglio di allenamento monetario la borsa va su.
Cosa accadrà quando non sarà più possibile mantenere la condizione di credito facile? I tassi d'interesse sono ormai vicino allo zero ovunque, li porteranno in terreno negativo?
Ecco cosa scrive Don Coxe nella sua ultima lettera "All Clear?" in cui evidenzia l'opportunità di investire nelle compagnie di estrazione di metalli preziosi:

“If there were one over-arching theme at the BMO Global Metals & Mining Conference, it was that the gold miners are upset and even embarrassed that their shares have so dramatically underperformed bullion…
“On the one hand, they were delighted in 2011 when it was reported that since Nixon closed the gold window, a bar of bullion had delivered higher investment returns than the S&P 500 for forty years– with dividends reinvested. But some gold mining CEOs find it an insult that what they mine is more respected than their companies’ shares…
“In our view, we have entered the most favourable era for gold prices in our lifetime, and the share prices of the great mining companies will eventually outperform bullion prices.”

L'oro rimane uno degli asset più incompreso nel mondo degli investimenti. In realtà, sarebbe più adeguato riferirsi a questo asseto come un mezzo di risparmio che non espone il risparmiatore al rischio di credito o alla rapine delle autorità monetarie.
Tutti i governi continuano a sostenere deficit di bilancio che vanno oltre ogni previsione e le banche centrali continuano a stampare moneta e creare liquidità in quantità molto superiori alla peggiore aspettativa.
La scelta del risparmiatore essenzialmente può cadere tra due opzioni: utilizzare come riserva di valore pezzi di carta in continua svalutazione o un bene tangibile con la potenzialità di crescere drammaticamente in termini di carta-moneta.
I prezzi dell'oro ultimamente si sono abbassati, offrendo agli investitori un'altra possibilità di salire a bordo della barca di salvataggio.

Rimane un problema.. dove tenere il tuo oro? Global Gold è una società svizzera esclusivamente dedicata alla conservazione del tuo oro nella massima sicurezza e riservatezza: un'ottima risposta al problema.
Per saperne di più leggi la nostra pagina dedicata al servizio offerto da Global Gold.
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12 aprile 2012

IL FALSO PROBLEMA DEL CAMBIO LIRA-EURO


I pranzi e le cene tra parenti ed amici in occasione delle festività sono il momento e luogo perfetto per capire quali sono le idee e i sentimenti che serpeggiano nella società. Se la tavola è abbastanza numerosa è probabile che dai discorsi sull'attualità possiate carpire come la società sta affrontando questo momento di crisi.

Mentre vi scrivo lo spread è tornato a livelli temibili e i titoli di stato, seppur andati tutti venduti, concedono rendimenti esorbitanti ed insostenibili. D'altronde come abbiamo ripetuto più volte la tranquillità ottenuta nei mercati negli ultimi mesi era dovuta agli interventi monetari di Mario Draghi e all'arrivo del governo Monti e la sua determinazione a spremere gli italiani pur di ripagare il debito. Niente a che vedere con una ripresa della fiducia nel miglioramento di lungo termine delle condizioni economiche del paese.

Come ampiamente previsto la fase 2, liberalizzazioni e riforma del lavoro in particolare, si è rivelata una farsa. Unica cosa che riescono a fare è trovare nuovi spazi per ulteriori aumenti fiscali e scuse tecnico-burocratiche per scongiurare la diminuzione della spesa pubblica.

Ma cosa si sente dire nelle tavole d'Italia?
Qual'è l'analisi delle cause di questo disastro?

Se volete condividerla, sarei lieto di leggere la vostra testimonianza, qui vi porto la mia esperienza. Ebbene quello che ho sentito io è l'esempio perfetto di ciò che intendo dire quando accuso il nostro paese di ignoranza economica e finanziaria dilagante..

"L'altro giorno sono stato in una pizzeria che ancora aveva nel menù leggibili i prezzi in lire.. una margherita costava 7000 lire, ora costa 7 euro!"
Praticamente tutti i miei conviviali erano d'accordo nel sostenere che l'origine di tutti i mali sia stato.. il perfido ed avido commerciante ovviamente! Che ha cinicamente sfruttato il cambio lira euro posto a 1936,27 per raddoppiare di fatto il prezzo dei suoi prodotti. E così da un giorno all'altro gli italiani si sono ritrovati con il raddoppio del costo della vita, alla faccia di chi ancora crede nella curva della domanda e dell'offerta.

08 aprile 2012

LETTURE CONSIGLIATE - PASQUA

Invito tutti a sottoscrivere la nostra newsletter, inserendo il proprio indirizzo email nello spazio qui a destra.
Buona Pasqua.

NoisefromAmerika.org
Stiamo ripetendo, mutatis mutandis, l'orrenda esperienza del periodo 1992-1996 (modulo l'interruzione del primo governo BS) con Mario Monti nei panni che furono di Giuliano Amato prima, di Carlo Azeglio Ciampi poi e di Lamberto Dini infine. E non è per nulla una buona cosa.
La crisi della lira e del debito pubblico esplosa nel 1992 venne causata dalle politiche economiche di Craxi, Andreotti, Forlani, De Mita e dei loro compari - fra i quali vanno inclusi già la triplice sindacale e Confindustria, divisi allora come ora da steccati ideologici ma uniti nella domanda di spesa pubblica. Allora come ora l'attenzione si concentrò sui tassi d'interesse e sul rischio di default ma, allora come ora, il problema sottostante consisteva nell'alta ed insostenibile spesa pubblica, nell'inefficienza e corruzione dello stato e nel già allora evidente arretramento del sistema economico ed imprenditoriale italiano nel contesto internazionale. Quest'ultimo elemento, che è forse quello decisivo, era allora meno evidente di quanto non lo sia ora, ma c'era già ed era visibile a coloro i quali volessero guardare. Ne seguì una seria recessione da cui il paese credette di uscire attraverso la svalutazione; come ben sappiamo fu un fuoco fatuo e pochi anni dopo la realtà cominciò a palesarsi sempre più chiaramente. Sono oramai 12 anni che il reddito medio degli italiani non cresce più. Il rischio di default indusse il governo di Amato prima, quello di Ciampi poi ed infine, dopo la parentesi BS, quello di Dini ad incentrare la loro azione sul "riassetto" della finanza pubblica e solo di quella. Ci riuscirono,come sappiamo, attraverso una sequenza impressionante di aumenti d'imposte ed espropri della ricchezza privata nazionale
"Il Governo Monti e il continuismo" di Michele Boldrin

AltMarket
In the initial stages of nearly every recorded tyranny, the saucer eyed dumbstruck masses exhibit astonishing and masterful skill when denying reality. The facts behind their dire circumstances and of their antagonistic government become a source of cynical psychological gameplay rather than a source of legitimate concern. Their desperate need to maintain their normalcy bias creates a memory and observation vacuum in which all that runs counter to their false assumptions and preconceptions disappears forever. It is as if they truly cannot see the color of the sky, or the boot on their face. The concrete world of truth becomes a dream, an illusion that can be heeded or completely ignored depending on one’s mood. For them, life is a constant struggle of dissociation, where the tangible is NOT welcome…
"Understanding The Slave Mentality" by Brandon Smith

TheBurningPlatform.com
Watching pompous politicians, egotistical economists, arrogant investment geniuses, clueless media pundits, and self- proclaimed experts on the Great Depression predict an economic recovery and a return to normalcy would be amusing if it wasn’t so pathetic. Their lack of historical perspective does a huge disservice to the American people, as their failure to grasp the cyclical nature of history results in a broad misunderstanding of the Crisis the country is facing. The ruling class and opinion leaders are dominated by linear thinkers that believe the world progresses in a straight line. Despite all evidence of history clearly moving through cycles that repeat every eighty to one hundred years (a long human life), the present generations are always surprised by these turnings in history. I can guarantee you this country will not truly experience an economic recovery or progress for another fifteen to twenty years. If you think the last four years have been bad, you ain’t seen nothing yet.
"You Ain't Seen Nothing Yet - Part One"

City
A Belgian journalist who interviewed me recently about the European debt crisis asked me whether I believed in the European Project. I replied that I would answer her question—if she would tell me what the European Project actually was. By revealing my doubts, I proved to her that I suffered from the strange kind of mental debility known as Euroskepticism, a condition supposedly compounded of low intelligence and aggressive xenophobia. The low intelligence manifests itself in the patient’s view of European institutions as a gravy train for a transnational nomenklatura, rather than as the beginning of a new, generous, and free-spirited type of postnational identity. The xenophobia manifests itself as a secret desire for conflict and war, the European Union and its predecessors supposedly having been responsible for the avoidance of war on the Continent over the last 65 years.
"The European Crack Up, Greeks aren’t Germans"  by Theodore Dalrymple
Tradotto su L'Indipendenza (http://www.lindipendenza.com/uneuropa-piena-di-debiti-che-va-dritta-verso-il-crack/)


05 aprile 2012

L'ILLUSIONE DELLA VIA POLITICA


Viviamo in tempi molto difficili, la decadenza morale e fisica del nostro Paese e dell'intero occidente continua inarrestabile, la follia dell'elite che ci governa è sempre più evidente, per chi ha compreso l´inevitabilità di tutto ciò.

Abbiamo intrapreso una china estremamente pericolosa, l'elite che ci governa è formata da una classe di sociopatici selezionata tra il peggio dell'intera classe umana; mentre scorre la nostra sempre più difficile quotidianità, questa elite ci sta conducendo verso un futuro fatto di coercizione, paura, violenza e guerra.

Una riflessione sulla recente vicenda delle presunte ruberie della Lega... partito la cui parabola è esemplare per dimostrare il potere corruttivo dello Stato. E' fondamentale convincersi di questa verità per disilludersi della possibilità di una soluzione politica e democratica ai nostri problemi. La libertà bisogna raggiungerla individualmente. Quando tutti agiranno in questo senso allora sì che le cose cambieranno.

 

Ecco perché il prossimo politico non sarà migliore dell'attuale!

Il potere prima lo annusi da lontano, magari ammirando il potere del politico locale, poi lo annusi sempre più da vicino, poi ti fai coraggio e provi a prenderne un po', poi ti piace e ne provi a prendere sempre un pò di più, poi te ne innamori e ne prendi quanto più ne puoi, poi inizi a sentirlo parte di te e non ne puoi fare più a meno, poi il potere ti conquistta e ti trasforma in un sociopatico, perdi il contatto con la realtà e non sai più sentire qualsiasi sentimento di empatia con un altro uomo ...ed é in quel preciso momento che fai qualche piccolo errore ed un fesso qualunque ti tradisce e perdi tutto!

Antonio Manno sul suo blog, ha tradotto un estratto di un bellissimo articolo di Doug Casey apparso su LewRockwell.com dal titolo "L´Ascesa dei sociopatici nel governo USA" dove definisce le caratteristiche caratteriali fondamentali di chi ci governa.

Ci sono sette caratteristiche che posso pensare definiscano il termine sociopatico, sebbene sono sicuro che questa lista possa essere estesa :

02 aprile 2012

IL PERICOLOSO LEGALISMO DI BRUNO TINTI

Ciò che abbiamo visto venerdì scorso su Rai3, nella trasmissione Robinson (video), non è stato solo uno degli scontri, speriamo sempre meno sporadici, tra statalismo e libertarismo: abbiamo assistito a una battaglia tra due concezioni completamente antitetiche della realtà sociale, del diritto e, praticamente, dell’uomo stesso.

Innanzitutto qualche parola sull’atteggiamento dei presenti: Leonardo Facco, a volte anche un po’ umanamente sopra le righe (ma chi di noi riuscirebbe a mantenere le staffe in una situazione di accerchiamento del genere? Credo pochi); dall’altra, un nucleo compatto pro welfarismo, dai contorni statalis – populista, con a capo  l’ex magistrato Bruno Tinti, instancabile moralizzatore e pianificatore sociale, pronto, all’occorrenza, a dimostrare la “matematica” evasione dei lavoratori autonomi, in nome di una “legalità” che non può conoscere arretramento alcuno, pena lo “sconfinamento nella legge della giungla”.

Ma, citando uno che di libertà, libertà vera però, ne capisce, ovvero Carlo Lottieri, di quale legalità stiamo parlando? Senza volere rimandare il sig. Tinti allo studio dei giuristi antistatualisti (speriamo, almeno, conosca il pensiero di un grande maestro contemporaneo come Paolo Grossi), ci limitiamo a qualche breve considerazione sul formalismo esasperato che sembra ormai avere conquistato le menti e il cuore di tutti i politicanti italici.

La legalità, per Bruno Tinti, sembra non essere altro che la volontà del potere politico: esso non conosce resistenza alcuna, non ha nessun rispetto per la situazione concreta, tratta l’individuo come semplice ingranaggio di un’enorme e fredda macchina burocratica. Ne discende  la scomparsa della giustizia materiale: se tutto ciò che lo stato legifera è, per definizione, vincolante ed indiscutibile, allora che ne rimane della moralità, del tanto bistrattato buon senso, della Giustizia, della stessa realtà sociale? Come opporsi alla tirannia statuale? Non possiamo ovviamente scartare quest’evenienza, tenendo a mente l’intrinseca fallibilità umana (e il presupposto hobbesiano dell’esistenza stessa dell’ordine centralizzato) e gli innumerevoli episodi storici che corroborano tale possibilità. Affermare il contrario, vorrebbe dire conferire status divino ai rappresentanti del potere politico (il che, peraltro, sembra essere cosa abbastanza diffusa).
L’esempio delle leggi razziali, citato da Leonardo, esprime alla perfezione una simile problematica.

Il sogno (per noi incubo) di tutti i peggiori tiranni e tecnocrati è quello di trasformare i cittadini in sudditi – robots, senza nessuna capacità di discernimento, proni al volere statuale (cioè al potere politico) e avvezzi alla guerra legale del tutti contro tutti di leoniana memoria. Nelle menti di questi pianificatori, lo Stato rappresenta, hegelianamente, incarnazione terrena dello spirito oggettivo: infallibile, irresistibile, intrinsecamente razionale.

La protervia statalista formalista annebbia la capacità logica: non ci si rende conto che la realtà sociale non è immutabile e data, che l’economia privata non è un pozzo nero cui attingere, ma un delicato meccanismo umano incredibilmente agile ed efficiente. Come si può pensare che le Partite Iva rimangano lì, ferme e produttive, ad aspettare lo strozzinaggio perenne? Gli ultimi dati macro dimostrano un calo delle entrate, a dispetto della manovra tutta tasse del professor Monti. Questo, forse, dovrebbe suggerire qualcosa; speriamo ci siano ancora persone disposte a cogliere la verità.

Bruno Tinti sembra rappresentare, quindi, l’ennesimo esempio di mentalità anticapitalistica (cui Mises dedicò un mirabile libretto più di 50 anni fa), di disprezzo per la libertà e l’ordine sociale spontaneo, di pianificazione e mancanza di rispetto per i ceti produttivi. Ci pare davvero che tali burocrati, non contenti dei già gravosi oneri che impongono al contribuente medio che provvede al loro mantenimento ex lege, mostrino, in alcune occasioni, irriguardosa considerazione e nessuna riconoscenza per chi paga (sotto la minaccia dell’uso della forza) loro lo stipendio.
Il libertario sa, avendo recepito la lezione schmittiana e realista, che, nei momenti di eccezionale gravità ed emergenza, come quello attuale, lo stato mostra il suo vero volto: violenza, arroganza, degrado e voracità divengono  caratteristiche tipiche del suo modus agendi.

Ma siamo pronti: consci della vera natura statuale, ammiratori del mercato e dell’ordine spontaneo, consapevoli della genuinità dell’ordine economico liberale, aspettiamo, diligentemente, la rivincita libertaria, naturale conseguenza di un atteggiamento politico sempre più arrogante ed intrinsecamente ingiusto, nonché sconsideratamente oppressivo.

Ad maiora!

di Luigi Pirri,
contributor Riecho Economia e Libertà

CHI GUADAGNA SOVVERSIVO E'..



Il termine 'eversione' evoca trame, organizzazioni che agiscono nell'ombra, attentati, rapimenti, stillicidio di omicidi mirati. A chi ha attraversato gli anni piombo (all'epoca ero uno studente liceale), tornano alla mente i titoloni sulle 'trame eversive' rosse o nere e sui servizi deviati.

'Sovvertire' lo stato viene inteso da tutti come l'atto di abbattere violentemente le istituzioni esistenti. In realtà se ci pensiamo bene non si tratta di abbattere le istituzioni quanto di sostituire coloro i quali ne sono alla guida con lo scopo di orientare in maniera diversa il rapporto stato/individuo.

Oggi a nessuno verrebbe in mente di sostenere che lo stato italiano sia soggetto ad una minaccia eversiva paragonabile a quelle che abbiamo dovuto affrontare nel recente passato. Pur nel malcontento diffuso e nella credibilità delle istituzioni repubblicane ridotte ai minimi termini, non si avverte quell'aria di rivoluzione e di violenza dei cupi anni 70. Soprattutto non si vedono folle di epigoni di questa o quella ideologia predicare nelle scuole, sui giornali sulle strade la necessità di ribaltare la forma dello stato.

Esiste oggi un messaggio eversivo anche solo lontanamente paragonabile ai disegni di ‘quei formidabili anni’?
Credo di sì, e ha una carica eversiva dirompente, MENO TASSE! Semplice semplice, MENO TASSE. Niente massimi sistemi, niente sociologia, niente filosofia, nessun bisogno di dotte disquisizioni o sedicente kultura a base di tomi incomprensibili e barbosi. Niente che un ortolano, un benzinaio o un imbianchino non possa capire. MENO TASSE.

Ma perchè queste due semplici paroline dovrebbero rappresentare una bomba eversiva? Che c'entra il gretto desiderio di avere più soldi in tasca con la sovversione dell'ordine dello stato? Per capirlo bisogna rispondere a questa domanda. Qual è il vero carburante dei mille mazzettari, dei mille e mille burocraticchi con potere di firma messi in quel posto per gestire le mille e mille leggine e regolamenti a cui i cittadini devono richiedere il permesso pure per cambiare le piastrelle del bagno?

Gendarmi, finanzieri, funzionari, messi comunali, incaricati di questo o quell'ufficio che bisogna saper dribblare per vivere. Commercialisti, tributaristi, fiscalisti, consulenti, unici depositari della capacità di interpretare, applicare, aggirare centinaia e migliaia di disposizioni di legge che fanno di un cittadino un 'colpevole' a prescindere. Che cosa nutre questo allucinante stato leviatano obeso e ottuso sotto il quale bisogna evitare a tutti costi di finire stritolato? LE TASSE! Più si riducono più la bestia soffre e più è obbligata a dimagrire.

Ovviamente il mostro è ottuso e scoordinato nei movimenti ma ha un enorme istinto di conservazione e riesce a mettere in atto efficaci strategie perchè non venga mai diminuito l'apporto calorico che fa di lui quel che è. Quindi elabora una serie di concetti e comportamenti con cui assicurarsi il pasto. Concetti quali il senso civico, l'orgoglio patrio, il bene comune (buono, contro l'interesse del singolo che è egoistico), l'obbedienza alle leggi spacciata per giustizia, il prelievo di enormi quantità di ricchezza nel nome della tutela delle fasce deboli, per mantenere invece intere regioni e culture nello stato di pigrizia mentale e fornendogli il necessario per vivere in cambio di consenso politico.

01 aprile 2012

LETTURE CONSIGLIATE (SETTIMANA 25/03 - 01/04)

Vonmises.it
L’economia, scriveva Joseph Schumpeter, è “una grande carrozza che trasporta passeggeri di incommensurabile interesse e abilità”. Vale a dire, gli economisti sono incoerenti e inefficaci, la loro reputazione lo conferma. Eppure non dovrebbe essere così per ciò che concerne i tentativi economici di dare risposta alle questioni più importanti del mondo materiale. Supponete di non conoscere nulla riguardo al mercato, e chiedetevi: come può l’intera summa di conoscenza intellettuale e risorse scarse della società essere assemblata al fine di ridurre al minimo i costi; utilizzare il talento di ciascuno; rispondere ai bisogni e gusti di ogni consumatore; incoraggiare innovazione, creatività e sviluppo sociale; come può darsi tutto questo in maniera sostenibile? "Perché studiare la Scuola Austriaca è importante", di Lew Rockwell (traduzione di Luigi Pirri)



The Freedom Association
“I’m Roger Helmer, Spokesman on Industry and Energy for the United Kingdom Independence Party. May I ask the Commissioner if he has considered the competitive position of Europe in the world? The EU is pursuing expensive, unreliable and intermittent renewables, while China and India race to build coal-fired power stations, and America looks forward to an industrial renaissance based on cheap, indigenous fossil fuel — shale gas. How will the EU compete?  "The De-Industrialisation of Europe", by Roger Helmer


Handelsblatt.com
Der frühere Chefvolkswirt der EZB beklagt, dass sich die Notenbanken in einen Teufelskreis begeben hätten. Im Interview erklärt Jürgen Stark, warum sein Rücktritt zu spät kam und die Inflationsrate bald steigen könnte.
Handelsblatt: Herr Stark, wie weit dürfen Zentralbanken bei der Krisenbewältigung Ihrer Ansicht nach gehen?
Jürgen Stark: Die Zentralbanken müssen eine Rolle spielen in dieser Krise, und ich glaube, diese Rolle haben sie gespielt, als die Krise akut war. Rasches Handeln, Zinssenkungen, solange die Preisstabilität nicht gefährdet ist, und substituierend für den nicht funktionierenden Interbankenmarkt eintreten. Das ist geschehen. Nur, für jede solche Maßnahme gilt: Sie darf nur so lange zur Anwendung kommen, wie das dringend notwendig ist. Es darf aber nicht zu einer Perpetuierung dieses Einsatzes kommen – und diese Perpetuierung sieht man derzeit. Wenn ich die geldpolitischen Bedingungen global betrachte, sind sie heute lockerer als auf dem Höhepunkt der Krise nach Lehman.
"Das Vertrauen in die EZB geht verloren", intervista a Jurgen Stark

ZeroHedge
Earlier today we presented an extended case by Caixin's Andy Xie, who is now confident that a massive 40% devaluation of the Yen is imminent and inevitable (with dire consequences for regional trading partners), as the opportunity cost, now that the Japanese economy is no longer competitive in the New Normal world (read trade surplus) of delaying what every other central banks has been doing so well (just observe the nominal surge in risk assets at 8 am this morning when Bernanke made it clear more real dilution is coming, as predicted here just yesterday), is the 3 decade long overdue pop in the JGB bond market. Yet as Xie notes, either of these two bubbles popping - the JPY or the JGB - is fraught with danger as both will confirm that three decades of central planning have failed. What is worse, Japan would then become a case study for failed central planning (yes, redundant), everywhere, but nowhere more than in the US..
"Four Years of Japanese Central Planning Failure Charted"

DA DOVE ARRIVA LA LEGGE?


originale: Where Does Law Come From?
December 1, 1997
Bruce L. Benson
The Freeman

"Lo studioso di legge Lon Fuller definì la legge come “l’impresa dei soggetti umani che conduce alla governance delle regole”. Essa include regole basilari di condotta, così come istituzioni, meccanismi di chiarificazione, cambiamento e applicazione delle leggi. David Hume osservò, quasi due secoli e mezzo fa, che una tra le principali motivazioni dello sviluppo delle regole e delle istituzioni di governo è il tentativo, da parte degli individui razionali, di trovare modi di espandere il loro benessere o la ricchezza, a dispetto della scarsità. Ma, come Franz Oppenheimer spiegò, ci sono due modi per gli individui di espandere la loro ricchezza: processi “economici”, che consistono in atti d’interazione cooperativa volontaria, compresi la produzione e il commercio; e processi “politici”, che prendono ricchezza prodotta dagli altri attraverso l’uso o la minaccia dell’uso della forza. Comprendere l’evoluzione della legge richiede il riconoscimento degli incentivi contrapposti nella costruzione delle regole per lo scopo della creazione della ricchezza contro le regole costituite per l’espropriazione di essa.

La ricerca di ricchezza e l’evoluzione della legge

Come fa la legge ad evolvere dal proprio interesse? La competizione sull’uso delle risorse scarse è inevitabile. Sforzi unilaterali col fine di trasformare una richiesta di proprietà in proprietà attuale richiedono che la minaccia della violenza sia talmente forte da escludere gli altri dal rivendicare richieste contrapposte. Poiché è probabile che parecchi individui abbiano incentivi simili riguardo a qualsiasi risorsa scarsa, la competizione violenta potrebbe consumare grandi quantità di ricchezza. È lo stato di natura hobbesiano, del “tutti contro tutti” , inevitabile? No. Per esempio, individui con simili attitudini alla violenza (e quindi piccole aspettative di vincere una guerra) potrebbero riconoscere un’eguale iniziale distribuzione dei diritti di proprietà alle risorse scarse. Gli incentivi per rafforzare questo accordo sono largamente positivi: poiché risultato di reciproco riconoscimento al rispetto delle richieste di proprietà, gli individui sperano di arricchirsi concentrando risorse sulle attività produttive piuttosto che su attività protettive o aggressive.

Certo, una Guerra Hobbesiana potrebbe nascere se alcune parti credessero di essere abbastanza forti da prendere più ricchezza. Ma l’evidenza storica e antropologica suggerisce che gli uomini primitivi vivevano in larghi gruppi che cooperavano ampiamente. Non sorprende, poiché l’attitudine alla violenza era probabilmente simile, sinché la ricchezza iniziò ad essere accumulata; quindi, la deterrenza reciproca tendeva a prevenire l’accaparramento delle risorse, lasciando la cooperazione quale unico potenziale mezzo per l’accrescimento della ricchezza.

Anche quando l’attitudine alla violenza di una parte è maggiore rispetto a quella delle altre, continui e violenti conflitti è ancora probabile che non si avrebbero. Effettivamente, se un individuo avesse un vantaggio assoluto nella violenza, sarebbe in una posizione tale da indurre gli altri ad accettare la schiavitù, concentrando quindi tutti i diritti di proprietà (incluso la proprietà di altre persone) e ricchezza nelle mani di una “autorità”. Certo, dovrà anche mantenere la sua posizione di dominanza al fine di assicurare la continuazione dei diritti di proprietà e della ricchezza non distribuita. Dopotutto, gli incentivi degli schiavi ad accettare la situazione sarebbero “negativi” - accettano la soggezione solo quando essi ritengono che sia meglio rispetto all’alta probabilità di perdere tutto.

Fra I due estremi dell’accordo violento e della schiavitù esistono altre alternative nonviolente. Esse comportano forme di estorsione o “protezione” da parte di individui che chiedono un pagamento piuttosto che altre minacce. Alcuni racket comportano grandi pagamenti (per esempio tasse o tributi) mentre altri sono caratterizzati dai diritti di proprietà dispersi e da modesti pagamenti con un vantaggio comparato nella violenza.
Potrebbe accadere che qualcuno, che aveva optato per il pagamento della “protezione”, riesca a produrre sufficiente “controforza” da destituire l’estorsore. Ma se il pagamento domandato non è molto esoso, un individuo capace di produrre considerevole ricchezza potrebbe decidere che il costo della “controforza” è troppo alto. Se così, l’estorsore è limitato nella sua domanda.

Prendiamo in considerazione un ordine legale spontaneo prima di tornare alle implicazioni dell’estorsione e della legge.