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28 giugno 2012

COSA DOBBIAMO ASPETTARCI? INFLAZIONE O DEPRESSIONE?

Questa immagine l'abbiamo pubblicata due giorni fa sulla nostra pagina Facebook: "Riecho Economia e Libertà". E' la nostra finestra sul social network e pubblichiamo lì molti altri contenuti, per cui vi invitiamo a seguirci e condividerla.

clicca sull'immagine per ingrandire


















Non c'è bisogno di alcuna spiegazione o didascalia. Come ben espresso da Michael Lewitt nel suo intervento alla Casey Research Conference (potete leggerlo scaricando il nostro Special Report) l'Europa è diretta verso la sua fine. L'esperimento è evidentemente fallito, come è inevitabile per ogni sistema economico basato su una moneta fiat e deresponsabilizzazione degli individui. In definitiva ogni sistema che non rispetti e valorizzi la libertà individuale è destinato al fallimento.

Questo è chiaro oggi come lo era all'inizio dell'unione europea. Ma dobbiamo porci una domanda: a che punto siamo del processo di fallimento? All'inizio del declino? O siamo già alla fine? Il crollo è imminente?

In questi giorni ho ricevuto varie email in cui si sostiene che Angela Merkel continuerà ad alzare la voce e dire: "Nein!" in risposta ad ogni richiesta che arriverà nei prossimi giorni al vertice europeo da parte di Hollande e Monti in particolare. Quindi dall'inizio di settimana prossima il mercato reagirebbe a questo mancato aiuto della Germania facendo salire gli spread a livelli totalmente insostenibili, portando di fatto i governi al fallimento e tutto ciò che ne consegue.

Io non sono di questa idea. Ecco perché: (clicca sull'immagine per ingrandire)



Questo è lo scenario disegnato da Spiegel.de nel caso di un breakup dell'euro.
Il sunto è che la Germania pagherebbe caro il fallimento dei PIGS. Molto caro. In parte perché è esposta finanziariamente nei loro confronti e in parte perché, al contrario dell'idea diffusa secondo cui l'economia si fondi sulla vittoria di un soggetto e la morte degli altri, le verrebbero a mancare dei partner commerciali indispensabili.

Ecco a mio parere come si spiega il comportamento di Angela Merkel in questi anni e in questi giorni:

26 giugno 2012

ARRIVA IL BOTTO

"Crisi, boom sfratti: +64% in cinque anni

La crisi imperversa e quasi 56 mila famiglie italiane nel 2011 hanno avuto un provvedimento di sfratto per morosità. Il dato, ancora incompleto, del ministero degli Interni, è in linea con  la situazione del 2010 ma in cinque anni, cioè da prima della crisi a oggi,  gli sfratti per morosità sono aumentati del 64% (nel 2006 erano 33.893). 

Le difficoltà finanziarie hanno riguardato l'87% dei casi di sfratto. Quelli  per necessità del locatore sono stati  832, mentre quelli per finita locazione 7.471."

Secondo voi i proprietari di case che sono riusciti a disfarsi dell'inquilino (avevano bisogno della casa oppure non venivano pagati o motivi ancora diversi), rimetteranno l'alloggio sul mercato degli affitti? Secondo me no perchè la legge sinistra, equa e solidale è dalla parte dell'inquilino in affitto che, siccome è in affitto, è debole. 

Se fosse forte sarebbe un proprietario. Se oltre che forte, fosse pure evasore e succhiasangue, avrebbe anche una o pìù proprietà da affittare per cui ci mancherebbe che la legge stia dalla parte della proprietà privata e dei prepotenti, deve stare dalla parte dei debbboli. Risultato?

Case sfitte e debbboli senza tetto. Aaarghhhh!!! Non sia mai! 

25 giugno 2012

PROSPETTIVE SU FUTURO DELL'ECONOMIA GLOBALE - REPORT CONFERENZA CASEY RESEARCH

Con il nostro Free Report spieghiamo le ragioni storiche ed economiche per cui siamo giunti al punto di non ritorno: parliamo della situazione economica in Italia, della questione monetaria e la fiat-money, del cambiamento epocale cui stiamo assistendo, dei precedenti storici e delle implicazioni di tutto ciò sulla nostra libertà personale ed economica. Conclude con qualche idea su come difendersi e reagire.

Questo Special Report è invece la raccolta delle analisi esposte negli interventi della Conferenza Recovery Reality Check Summit della Casey Research ed è una perfetta panoramica delle prospettive future dell'economia globale: Usa, Europa, Cina, Giappone, Medio Oriente, guerre valutarie, euro, dollaro, inflazione e oro, petrolio e gas, nuove tecnologie, dinamiche demografiche, materie prime.

Le opinioni espresse sono in larga parte condivise dal team di Riecho Economia e Libertà, ma troverete alcune note nelle parti più controverse. Ci auguriamo inoltre che questo documento possa essere divulgato il più possibile e far nascere un dibattito attorno alle considerazioni esposte.

Il Report è scaricabile su Scribd o a questo link. Special Report - Conferenza Casey Research

22 giugno 2012

L'ESPERIMENTO E' FALLITO

Un amico mi scrive dicendomi di essere stato recentemente in Finlandia. Era solo di passaggio, ma è rimasto qualche ora all'aeroporto di  Helsinki. Tanto è bastato per rendersi conto che qualcosa era cambiato rispetto all'ultima volta (pochi mesi fa): pochissime persone.

Terminal nazionale di Helsinki-Vantaa

Dovete sapere che l'aeroporto di Helsinki funge da collegamento tra l'Europa e l'Asia, ed è spesso utilizzato da uomini d'affari come scalo.

Ecco perché il traffico registrato all'aeroporto di Helsinki può essere interpretato come indicatore dell'economia europea (e non necessariamente riflesso invece di quella finlandese).

Il mio amico ha potuto contare sulle dita delle proprie mani i passeggeri in circolo nell'aeroporto, nonostante fosse un'ora di punta.

Ovviamente un singolo esempio come questo non è un dato sufficiente per poter trarre conclusioni significanti, ma potremmo registrare questa osservazione come un'ulteriore segnale del deterioramento della situazione economica europea.

In effetti tutti noi abbiamo vissuto questa prima metà del 2012 in un'atmosfera di ansia crescente. Il sentimento generale è stato molto negativo, per un momento tutti avevano perso la speranza in un futuro migliore, rassegnati al fatto di essere vittime di uno stupido esperimento.

Lo stupido sperimento è evidentemente l'esperimento dell'Euro.

Prima dell'euro ogni paese doveva in qualche modo convincere il mercato della salute della propria moneta-fiat. Il marco tedesco smascherava le svalutazioni monetarie nascoste portate avanti dagli altri paesi, Francia in testa.
Ecco allora che la Germania è stata costretta a perdere il controllo della propria moneta in cambio della possibilità di riunificarsi. La promessa fu che la tradizione anti-inflazionistica della BundesBank sarebbe stata mantenuta anche nella gestione della nuova Banca Centrale Europea, non a caso posta a Francoforte.

Con la moneta unica le economie europee più disastrate (ricordiamo che l'Italia era sull'orlo della bancarotta a inizi anni '90) hanno potuto sfruttare la credibilità della Germania come propria. Un bluff durato 20 anni, e ora finalmente smascherato dal mercato.

Un colossale fallimento.

Tutti coloro che insultano la Merkel e incolpano la rigidità tedesca devono quindi capire che l'euro ha semplicemente prolungato la vita di nazioni economicamente morte proprio grazie alla credibilità della tradizione tedesca. Senza l'euro sarebbero morte prima.
Tempi di quiete che le classi dirigenti dei vari paesi europei hanno sfruttato per aumentare il proprio potere e fare i propri interessi.
D'altronde questa è la caratteristica per cui la categoria dei politici si è distinta nella storia.

E il processo si sta ripetendo. Per comprare ancora un po' di tempo è necessario un'ulteriore condivisione delle perdite: unione politica e fiscale e maggiori poteri alla BCE. Di questo si è parlato in Messico al G20: non-soluzioni.


Prima o poi i nodi verranno al pettine. La realtà è dura.
E prima che le cose vadano completamente all'aria, saranno riscoperte le vecchie tattiche da sempre poste in essere dai governi bancarottieri: confisca di ricchezza, controllo dei capitali e financial repression.

Ecco perché il voto greco, che spingerà Bruxelles a costruire un potere centrale sempre più forte, nel lungo termine ci caccia in un incubo.

20 giugno 2012

GUEST POST: L'ITALIA E' PERSA

Per discutere dei "se" e dei "ma" c'è tutto il resto del web.

Qui si agisce.

Non potendo salvare l'Italia dagli italiani che hanno il legittimo diritto di continuare a fare e pensare ciò che fanno (o non fanno) e pensano, qui operiamo per salvare noi stessi e le nostre famiglie dall'Italia.

L'idea è: andiamocene.

Sì, ma dove, come?

Qui risolviamo il dove ed il come, partendo dal "CHI", dalle persone, da noi.

Questo è dunque un database di imprenditori che intendono ottenere l'occasione di andarsene per costruire la vita, per vivere la vita, in un posto che ci voglia.

Saremo un gruppo di persone che con differenti competenze e una caratteristica in comune: saper fare. Qui non interessiamo più, altrove pensiamo di poter essere preziosi, richiesti.

Abbiamo Tutti le stesse preoccupazioni.

I soldi da investire?

La lingua?

Gli affetti che lascio?

Chi lo può cercare uno come me?

Singolarmente forse deboli, siamo forti e molto attraenti insieme. La squadra di professionisti competenti che si occuperà personalmente di contattare gli uffici commerciali delle ambasciate, finché avremo il nostro progetto,  è pronta.

Chi sale sull'idea? Chi vuole il suo passaporto per la vita?

Allora:

Ci registriamo

Diamo quante più informazioni circa le nostre competenze e, non dimenticate, circa le competenze di tutti i famigliari

Spargiamo la voce per informare dell'opportunità persone che riteniamo valide, interessate

Appena saremo un pacchetto discreto inizieremo a "confezionare" idee con le ambasciate.

E' un progetto che potrebbe richiedere un anno circa per andare a buon fine.

Nel nostro esilio volontario riparleremo a lungo, attorno al fuoco, di questa avventura. Oh, se ne riparleremo.

di Andrea Zucchi: http://www.passaportoperlavita.it/


18 giugno 2012

STAMPARE O NON STAMPARE: QUESTO E' IL PROBLEMA

Hanno comprato tempo: la Grecia rimarrà nell'Euro ancora un po'.

Vi consiglio di ascoltare questa video-intervista serio-umoristica di 2 minuti..

La domanda è: come possono economie fallite prestare soldi ad altre economie fallite che non hanno soldi perché non riescono a ripagare i soldi che un'economia fallita ha prestato ad un'altra economia fallita e che non avrebbe dovuto prestare fin dall'inizio perché un'economia fallita non è in grado di ripagarli?



La risposta pare essere che le economie fallite prestatrici debbano salvare quelle debitrici di modo che quest'ultime siano in grado di ripagare il debito.. alle stesse economie che le hanno salvate.

Ecco a che punto ci hanno portato decenni di pianificazione centralizzata del sistema monetario.

Ma dove li prendono i soldi per il bailout? Dalla Germania, finché non li finisce. Dopodiché o stampano o il gioco è finito.

Tutto questo dovrebbe comunque far comprendere l'insensatezza del tentativo di spiegare la situazione europea identificando in modo netto le nazioni che ci guadagnano e le nazioni che ci perdono.
Ove c'è intermediazione politica c'è redistribuzione arbitraria di ricchezza.
Succede a livello comunale. A livello provinciale. A livello regionale. A livello nazionale. A livello europeo.

Già quella a livello comunale è disfunzionale, stiamo vedendo quella a livello europeo cosa ha creato.

Come si può approssimare milioni di cittadini di una nazione con un unico soggetto?
La redistribuzione avviene tra categorie di persone. Queste sì possono essere in qualche modo approssimate a soggetti unici.

In un sistema inflattivo per definizione, a perderci (arbitrariamente, non per ordine spontaneo) sono i risparmiatori. A favore di chi invece si indebita.

In un sistema burocratizzato a perdere sono i produttori di ricchezza, a favore dei parassiti.

In Europa abbiamo entrambi gli ingredienti.

Quanto riuscirà ad andare avanti questa ridicola barzelletta?

Quando non saranno più in grado di tamponare la situazione con proclami e aria fritta o con i soldi dei tedeschi, saranno costretti ad introdurre le famigerate misure d'emergenza: controllo dei capitali (ne abbiamo parlato ultimamente qui) e inflazione tramite stampa di moneta da parte della Banca Centrale. Di fatto Draghi ha già assicurato che la BCE interverrà prontamente in caso di necessità.

E' bene o male? Dipende dal punto di osservazione in cui ci poniamo.

Da un punto di vista esterno, questa è una non-soluzione. Anzi stampare significa rimandare i problemi ritrovandoseli ingigantiti.

Dal punto di vista di chi guarda al proprio interesse e ancora è in una condizione di subire le conseguenze del sistema, il fatto che comprino tempo è una buona notizia.
Potrebbe essere l'ultima possibilità di saltare dalla nave. L'importante è non credere ai politici e non rimanere inermi durante la quiete prima della tempesta.

INIZIATIVA LIBERILIBRI


 


Come abbiamo già anticipato ai membri della nostra community  (Riecho Economia e Libertà Community) tramite la nostra Newsletter, segnaliamo l'iniziativa de “il Giornale.it” in collaborazione con la casa editrice “Liberilibri”.


Una splendida collana, formato ebook, dedicata ai classici del pensiero liberale/libertario: da “La tirannia fiscale” di Pascal Salin ad “Arcipelago Liberale” di Chandras Kukathas, passando per “Il pensiero libertario contemporaneo” di Carlo Lottieri, “La terza America” di Ron Paul e “L’ingranaggio della libertà” di David Friedman, solo per citare i più conosciuti alla platea libertaria italiana.

16 giugno 2012

NON DESIDERARE LA PATATA D'ALTRI

Ai tempi dei nostri nonni, in Italia, e ancor di più qui in Veneto, eravamo in grande maggioranza contadini.

C'era miseria e le risorse dovevano essere impiegate tutte per sfamare la prole, mettendo in secondo piano l'istruzione. Per questo i nostri nonni erano mediamente ignoranti, ma alcune cose le conoscevano bene. Sapevano, per esempio, ciò che era di loro proprietà e ciò che non lo era.Sapevano di avere il diritto a mangiare quello che riuscivano a produrre ed il diritto a lavorare il loro pezzo di terra come meglio ritenevano.

Sapevano che la porzione che si sarebbero trovati sul piatto dipendeva fortemente da quanto sgobbavano, ma anche da una certa dose di fortuna. Sapevano che se il loro raccolto di mais fosse stato decimato dalla grandine, anche la loro dose di polenta si sarebbe ridotta. Eppure non si sognavano nemmeno di andare a reclamare da qualcuno la polenta mancante. Sapevano anche che se i vicini avessero avuto la fortuna di avere un terreno migliore, a parità di lavoro le patate dei vicini sarebbero state più grosse e numerose. Ciononostante i nostri nonni, si sarebbero sentiti dei criminali ad avanzare diritti sulle patate altrui.

13 giugno 2012

IL PIANO DEI GOVERNI PER RUBARE I TUOI SOLDI

Essere ignoranti (nel senso letterale del termine) ha delle conseguenze.

Quando siete in luoghi affollati fermatevi un attimo. Osservate le persone intorno a voi. Quante di loro hanno una minima idea della situazione in cui siamo?

Poche. Pochissime. Molte meno di quelle che immaginereste mai. Se leggi questo e altri blog sei abituato a discutere e leggere di questi problemi ogni giorno. Col tempo diventa normale, e non ti sembra possibile che il 99% e oltre delle persone che incroci per strada non sappia neanche cosa siano quei pezzi di carta che usa quando deve comprare qualcosa.

Il tempo inizia a scarseggiare e con il Report che offriamo gratuitamente abbiamo voluto riassumere le cause storiche, economiche e sociali per cui siamo giunti a questo punto di non ritorno, con l'obiettivo di facilitarne la comprensione a chi per la prima volta si ponesse dei dubbi a proposito.

Avere fiducia in un sistema finanziario basato su debito e creazione dal nulla di moneta di carta ha delle conseguenze.

Ignorare la realtà e pretendere che sia tutto normale ha delle conseguenze.

Eccone una: funzionari dei ministeri europei hanno ammesso ieri che nell'analizzare l'eventuale scenario di uscita della Grecia dall'Euro stanno prendendo in considerazione la possibilità di istituire il controllo sui capitali in tutto il continente, inclusi limiti ai prelievi dai conti bancari e la fine dei patti dell'area Schengen per la circolazione delle persone.

Alcune di queste misure sono state già implementate: i clienti della banca BNI (Banca Network Investimenti) per esempio, sono stati tagliati fuori dai propri conti a partire dal 31 Maggio, su raccomandazione e approvazione della Banca d'Italia, senza alcun preavviso.

In Grecia il governo ha semplicemente deciso che chiunque sia sospetto di evasione fiscale (e sappiamo l'interpretazione che i politici e il loro braccio armato tendono ad avere a proposito) verrà privato dei propri conti senza neanche una notifica amministrativa.

Non dovrebbe quindi sorprendere il fatto che, come riporta il quotidiano greco Kathimerini, siano oltre 125 milioni di dollari al giorno a fuggire dal sistema bancario greco. E in Italia la fuga dalle banche ha iniziato ad assumere una rapidità pericolosa.

E ovviamente i politici europei si stanno preparando a curare questa ferita nel modo peggiore possibile: controllo su capitali e persone, appunto.

Ma cosa sono nella pratica i controlli sui capitali?

Semplicemente si tratta di politiche che restringono la libera circolazione dei capitali attraverso i confini di una nazione. Ne esistono varie forme, tra cui:

  • imporre un tetto massimo ai prelievi in banca, o la sospensione totale degli stessi
  • obbligare cittadini e banche ad acquistare il debito pubblico
  • ridurre o sospendere i trasferimenti bancari internazionali
  • ridurre o sospendere transazioni in valute estere
  • rendere illegale l'acquisto e il possesso di metalli preziosi
  • imporre un controllo dei prezzi e criminalizzare le transazioni basate sul libero scambio

Stabilire queste misure di controllo sui capitali è una delle peggiori forme di furto che un governo possa imporre.

Intrappolano i risparmi guadagnati con fatica e i redditi futuri delle persone in una nazione. Ciò permette ai governi di imporre un trasferimento di ricchezza dalle persone alle proprie casse tramite tassazione e inflazione. Senza via di scampo.

I governi insolventi sono molto pericolosi e dannosi. Ridurre la propria esposizione nei loro confronti è fondamentale. Ormai i segnali di allarme sono evidenti.

Ricordiamo il domino.. Islanda. Irlanda. Grecia. Spagna. Portogallo. Italia. Presto Francia e il resto d'Europa a seguire. Se dovesse succedere, crollerebbero anche gli Stati Uniti. Per 15 mila miliardi di ragioni...

Qualche consiglio utile..

1) Comprare metalli preziosi e conservarli in una giurisdizione sicura. I metalli preziosi ti pongono al riparo dall'inflazione e detenerli all'estero di protegge dal rischio di confisca. Global Gold (Svizzera) e Das Safe (Austria) sono le due società migliori al mondo a questo scopo.

2) Aprire un conto bancario offshore.

3) Considerare la possibilità di investire in aziende aurifere. Il Quaderno di Ricerca della Mazziero Research potrebbe rivelarsi utile nella scelta dall'azienda giusta.

4) Avere un posto dove andare/fuggire all'estero. Quando le nazioni vanno in bancarotta le implicazioni sociali non sono molto gradevoli. E preparare un luogo di fuga potrebbe essere utile per non ritrovarsi a pensarci mentre si fanno i bagagli.

Su questo ultimo punto non posso aiutarvi, ma potremmo creare una rete di contatti all'estero da condividere. Se avete idee a proposito contattatemi per email (riechoblog@hotmail.it).


10 giugno 2012

DE BORTOLI E I POTERI FORTI

Un ispirato De Bortoli fa un'articolata disamina della situazione sui poteri forti dimostrando, a mio modesto parere, di non aver capito nulla. Essendo uno dei rappresentanti di questi poteri forti non potrebbe essere diversamente (sia per incapacità o volontà, non mi interessa), ma vediamo alcune osservazioni sparse.

09 giugno 2012

PICCOLO E' BELLO

Ci sono molte economie vibranti nel mondo in cui l'ottimismo e le opportunità dominano la scena, invece del caos e della negatività. La loro economia è sana e le persone sono giustamente fiduciose per il futuro. Dall'Estonia, a Hong Kong, da Andorra a Singapore fino al Cile, tutti questi paesi hanno elementi in comune che, non casualmente, contribuiscono al loro successo:

1) sono piccoli
2) i loro governi generalmente non intralciano la vita dei cittadini

Un oscuro economista del XX secolo di nome Leopold Kohr scrisse a lungo su questi fattori: il suo libro del 1957 "Breakdown of Nations" si è dimostrato alquanto profetico.

Nel libro Kohr celebra le virtù del "piccolo" e mostra come tutte le sfide politiche del mondo - dall'eccessiva militarizzazione ai debiti, alla povertà, alla pesantezza delle burocrazie ecc - sono tutte causate dell'insostenibile espansione degli stati nazionali.

Per Kohr, è una semplice questione di scala. Quando un paese diventa troppo grande, qualsiasi sistema di governo diventa oppressivo.

I paesi piccoli, al contrario, non hanno le risorse per poter affrontare guerre o costruire intricate burocrazie. Sono obbligati dalle circostanze a permettere al mercato di lavorare e al settore privato di fiorire.

Singapore ed Hong Kong ne sono un perfetto esempio. Prive di risorse naturali, la loro unica possibilità è stata quella di lasciar fare al mercato. E in pochi decenni sono divenute due delle nazioni più prospere del pianeta, e rimangono tuttora tra le più ricche.

Piccolo è bello. Jack Ma, CEO di Alibaba Group, nel 2009 in un Summit in Singapore ha spiegato benissimo perché siamo nel secolo del piccolo. Chi è grande e pesante è morto.

Mi raccomando non perdetene una parola, è incredibile la forza emotiva di questo omettino cinese (ho volutamente preso la parte 2, la più significativa, ma vi consiglio di guardare tutte e 4 le parti dell'intervento).



I grandi paesi, invece, oggi sono il risultato dell'assemblaggio di varie nazioni che ha generato governi pesanti  che richiedono ingenti risorse per essere amministrati..
La democrazia sulla carta potrebbe sembrare una gran cosa, ma nella pratica moderna degli attuali Stati nazionali (o sovranazionali) è diventata una terribile perversione dei principi di libertà. Come accadde per l'Impero Ottomanno e quello Romano, ormai gli individui esistono per mantenere in vita lo stato, non il contrario.

Questo fenomeno è esattamente ciò che Kohr avvertì sarebbe divenuta la 'crisi della pesantezza'. Di fronte a sfide economiche e una struttura di costi debilitante, i governi grossi e le burocrazie asfissianti genereranno solo ancora più pesantezza, più asfissia.. fino al punto in cui l'unica possibile via d'uscita è il collasso.

Sembra di leggere la storia di ciò che è sta accadendo oggi in Occidente. Già soffocati da troppo debito, i governi continuano ad indebitarsi ed assumere sempre più persone per amministrare i loro programmi sociali e far rispettare le proprie imposizioni.
Per i politici, la soluzione è espandere lo stato e la loro autorità. Esattamente l'opposto di ciò che andrebbe fatto.. e come è accaduto innumerevoli volte nella storia, condurranno l'intero sistema ad un reset totale.

08 giugno 2012

LA CINA E IL SUO MODELLO ECONOMICO NON SALVERANNO IL MONDO



Ormai è ufficiale, la Cina è nel mezzo di una brusca frenata economica (il taglio dei tassi di oggi ne è la dimostrazione ufficiale)Questo secondo un ufficiale cinese di Pechino, citato dal New York Times.

“China’s unexpected economic difficulties are starting to unnerve investors in world markets, especially commodity markets, as China is the world’s largest consumer of most raw materials and the second-largest consumer of oil.”

Unexpected? Inattesa!?


Se ne parla già da due anni..


06 giugno 2012

ORO E STRUMENTI D'INVESTIMENTO - PRESENTAZIONE QUADERNO DI RICERCA


Abbiamo spesso trattato il tema dell'oro e tentato di spiegare l'importanza di convertire i nostri risparmi di carta senza valore in lingotti di oro fisico. Ancora, abbiamo segnalato l'opportunità offerta dall'investimento in società aurifere che potranno trarre vantaggio dal continuo trend di aumento della domanda per questo metallo.

Considerazioni che ritrovate ampliate e ben argomentate nel Quaderno di Ricerca di Maurizio Mazziero e Andrew Lawford della Mazziero Research, a sostegno di soluzioni pratiche per l'investimento in oro.

Grazie alla nostra collaborazione con la Mazziero Research (ringrazio personalmente Maurizio per le nostre piacevoli chiacchierate) iniziata quasi un anno fa, ai lettori di Riecho Economia e Libertà è riconosciuto uno sconto del 10%, con un prezzo di vendita quindi di 89 euro (Iva 21% inclusa).

L’acquisto comprende:
  1. tre aggiornamenti trimestrali dello studio
  2. un colloquio telefonico di 30 minuti con uno degli analisti Mazziero Research
Per usufruire dello sconto dovete accedere alla Pagina di Presentazione del Quaderno di Ricerca sul sito Mazziero Research e quando vi sarà richiesto di indicare il COUPON dovete inserire la parola RIECHO. Così il prezzo risulterà essere di 89 euro (Iva 21% inclusa).

Nel caso di pagamento con Paypal, al termine della procedura di pagamento si verrà diretti nella sezione Download del sito Mazziero Research dove sarà possibile scaricare immediatamente lo studio.
Nel caso di pagamento con bonifico, al ricevimento del pagamento vi verrà inviata una mail di avviso, recandosi nella sezione Download del sito Mazziero Research sarà possibile scaricare lo studio.
Nel giro di qualche giorno riceverete via mail la fattura dell’acquisto.


Caratteristiche del Quaderno di Ricerca

Titolo:      L’oro e gli strumenti di investimento
                Studio a supporto delle scelte di investimento
Estratto: Lo studio costituisce un’utile guida per tutti coloro che desiderano diversificare i propri investimenti con l’oro. La ricerca esamina Etf/Etc, azioni di società minerarie, lingotti e monete, fornendo suggerimenti pratici a supporto delle proprie scelte di investimento.
Pagine: 112
Analisti: Andrew Lawford e Maurizio Mazziero
Edizione: Mazziero Research
Supporto: Pdf inviato mediante mail
Nota: Lo studio è frutto di una ricerca indipendente, gli emittenti di strumenti di investimento e le aziende menzionate nell’analisi non corrispondono, in nessun modo e a nessun titolo, finanziamenti o bonus agli autori e alla Mazziero Research.


E' disponibile una breve introduzione del Quaderno di Ricerca:Introduzione - Oro e Strumenti Di Investimento

Per conoscere meglio gli autori del Quaderno è possibile consultare questi precedenti lavori:

Raccolta degli Osservatori trimestrali sui dati economici italiani
“Italia 2011: un anno di sofferenza” http://www.scribd.com/doc/82031874
“Italia 3 trim 2011: Pil, debito & Co.” http://www.scribd.com/doc/75681459
“Italia: l’economia al giro di boa del 2011” http://www.scribd.com/doc/62408823
“Italia 1q 2011: Pil, debito & Co.” http://www.scribd.com/doc/55605574
“2010: un altro anno a debito per l’Italia” (http://www.scribd.com/doc/52635216

Quaderni di ricerca
 “Curve forward nei future” http://www.scribd.com/doc/46554948
 “Trattato sulla volatilità” http://www.scribd.com/doc/23279012

Videocommenti:
L'importanza dello stretto di Hormuz
Le riserve italiane in oro
Competitività questa sconosciuta
La banca centrale può influenzare il cambio

05 giugno 2012

ORO E FIDUCIA

Al netto di manovre di breve termine che ne possono orientare il prezzo ma che hanno effetti assolutamente trascurabili sul medio/lungo periodo, l'oro non aumenta o diminuisce mai la sua 'preziosità'. 

Da quando non ha più alcun legame col denaro a corso forzoso imposto dagli stati, l'oro si comporta come un termometro che misura la fiducia della gente nella carta stampata (o creata con un click di computer) che ci obbligano ad utilizzare per le nostre compravendite e che ci danno come pagamento per il nostro lavoro.

Il concetto è molto semplice, se vi fidate dell'euro, del dollaro o dello yen per voi l'oro vale poco perchè non vi interessa. Al contrario, se pensate che queste banconote corrispondano a sempre meno 'roba vera', allora per voi l'oro rappresenta una riserva di valore stabile nel tempo.


Ora guardate il grafico del prezzo dell'oro negli ultimi dieci anni e vedrete qual è il livello di fiducia del mercato nel sistema monetario governativo mondiale.





La domanda che ognuno dovrebbe farsi non è se oggi i prezzi sono troppo alti per comprare oro ma questa: i 10€ che ho in tasca mi consentiranno il panino, la mezza minerale e il caffè della pausa pranzo l'anno venturo o tra due anni? O ce ne vorranno 12, o 15?

Le ricette più diffuse proposte dagli economisti criminalmente ignoranti che guidano le economie mondiali, supportati ovviamente dai politici ignorantemente criminali, prevedono e richiedono TUTTE ulteriore stampa di nuovi euro, dollari o yen (pure franchi svizzeri tranquilli, nessuno è immune).

Se stamperanno ancora di più (a beneficio delle banche perchè a voi non vi danno un centesimo), rispondete alla domanda sul vostro lunch di mezzodì. Dodici, quindici, o magari diciassette euro per panino/acqua e caffè l'anno prossimo? Che prevedete? Stiamo bassi, 'solo' il 20% in più, 12 euro invece di 10. Ma tanto siamo neutrali perchè l'anno venturo i nostri redditi aumenteranno del 20%, vero ... ????

Magari vi ho convinto ma il problema, dite, è che avete ben poco da investire perchè non riuscite più a risparmiare nulla e quel piccolo gruzzoletto che avevate accumulato in anni (da aridi borghesucci quale siete per i quali le tasse sono sempre troppo poche) ve lo siete già cominciato ad intaccare. Mi dispiace tanto. Benvenuti nell'economia di una nazione in via di sottosviluppo.

di Mauro Gargaglione 
contributor Riecho Economia e Libertà

04 giugno 2012

LA FUGA DEI MILIONARI?

Venerdì sulla mia bacheca di Facebook mi sono imbattuto in questo articolo da Wall Street Italia: "I Super-ricchi emigrano in massa". Il titolo mi ricordava qualcosa. Dopo una breve ricerca ho capito che la notizia fosse ripresa dalla CNBC di martedì: "The Mass Migration of the Super Rich".

Si dice che "there is a sudden awakening among the wealthy that they're no longer bound to a certain country" e che "millionaires and billionaires are migrating like never before".

La realtà è che i ricchi spostano i propri capitali e la propria famiglia da secoli. E' sempre stato così. In effetti questa è esattamente la ragione per cui sono ricchi! Migrando non si rendono vittime del proprio governo, si sottraggono al "rischio sovrano".

La storia è piena di esempi della fuga dei ricchi verso terre e nazioni migliori.
Basti pensare agli ebrei prima della Seconda Guerra Mondiale.

Non solo, l'idea di diversificare il proprio patrimonio acquistando proprietà all'estero, aprendo conti bancari all'estero, trust, comprare metalli preziosi ecc è molto antica e comune tra i ricchi del mondo.

Questa volta non è diverso. Si sono resi conto che i governi sono falliti e tentano di scappare dalla loro morsa mortale: i ricchi se ne stanno andando. Ancora una volta. I francesi si muovono verso la Svizzera e Principato di Monaco, i Cinesi e gli Indiani verso Singapore ed Hong Kong, i Russi verso Londra ecc.

Qualcosa di differente rispetto alla tradizione storica di queste migrazioni d'elite però c'è.
La CNBC, e quindi Wall Street Italia, ha mancato in pieno questo punto..

Per la prima volta nella storia dell'uomo, non sono solo i super-ricchi a poter sfruttare la diversificazione internazionale.

Dato l'avanzamento della tecnologia e il basso costo dei trasporti, praticamente tutti possono seguire lo stesso percorso per assicurarsi di non finire vittime dei furti del proprio governo.
Il mondo offre una miriade di opzioni.

Chiunque, se volesse, potrebbe sfruttarle. Sono alla portata di tutti.
Incredibile ma vero, ancora la maggior parte delle persone non realizza questa alternativa.
Anche chi si rende conto della gravità della situazione nel mondo occidentale non ha capito che ciò che prima potevano permettersi solo i ricchi oggi è disponibile a tutti.

Il fatto che tu stia leggendo queste parole e stia pensando a queste idee ti pone anni luce avanti rispetto a chiunque altro.

I governi continueranno ad aumentare le proprie pretese, in cambio di sempre meno.
Prima di concedere la bancarotta prosciugheranno ogni ricchezza.
E quando accadrà mentre la maggior parte delle persone subirà le nuove condizioni, qualcuno potrà guardare l'inferno da lontano.

Il nostro Free Report è un ottimo riassunto delle ragioni storiche, economiche e sociali per cui è importante essere pronti ad un declino degli standard di vita nelle società occidentali.

01 giugno 2012

CHI E' IL VERO PATRIOTA?

Pubblico oggi questo post perché domani sono in lutto..

Recentemente molti personaggi si sono lamentati di pagare poche tasse: Warren Buffet negli Usa, Liliane Bettencourt in Francia, Dieter Lehmkuhl in Germania, Montezemolo in Italia.
Anche Stephen King (sì l'autore americano di romanzi) è arrabbiatissimo. Furioso. Perché? Perché ritiene di non pagare abbastanza tasse sul suo reddito.

Non sono soddisfatti della possibilità di fare un assegno al governo, volontariamente. No, vogliono essere sicuri che tutti siano coercitivamente forzati sotto minaccia di imprigionamento a pagare questa "quota di solidarietà"..come definita dai governi.

C'è una semplice ragione per cui King e gli altri sbagliano: il loro appello affinché le persone paghino tasse più alte come prova di patriottismo è una fallacia logica.

Chi ricorre alla retorica patriottica presuppone che noi tutti siamo nati con un obbligo nei confronti della società.. ma è un concetto sbagliato.

Gli essere umani sono nati liberi. Veniamo al mondo senza dover niente a nessuno.

Ma anche se si assumesse per vero che noi uomini nasciamo con un onere da pagare, King e gli altri come lui non colgono ugualmente il punto della questione.

Nell'economia c'è un certo ammontare di ricchezza aggregata che può essere utilizzata in vari modi.
La ricchezza può essere investita, consumata, risparmiata ecc.. qualcuno ritiene che una percentuale più grande di tale ricchezza dovrebbe andare nelle mani del governo.

E l'argomentazione a favore di tasse più alte implica ritenere che i politici sappiano come spendere i soldi meglio di noi; che loro abbiano qualche tipo di autorità morale per determinare quali cause abbiano valore e quali no, e che le loro decisioni sono superiori alle nostre.

Inoltre c'è una terribile confusione sul fatto che dare più soldi al governo significhi dare più soldi al Paese. Non è così.

Ancora una volta, posto anche il fatto che noi come uomini abbiamo l'obbligo di pagare qualcosa alla società, in ogni caso pagare più tasse significa semplicemente dare più soldi..ai politici!
Quei soldi non arrivano a me o a te.. vanno ai politici.

E se esiste una categoria di individui che in tutto l'arco della storia ha ripetutamente mostrato la propria disarmante e totale incompetenza nell'usare i soldi delle altre persone e nel decidere quali spese siano "giuste".. bé è sicuramente quella dei politici.
E questo è sicuramente più vero in Italia che altrove.

Più guerre, più favori, più clientele, più corruzione, più debiti, più aiuti a fondo perduto, più regolamentazioni, più legislazione contro Internet, più controllo sociale.. ecco cosa fanno i politici con i nostri soldi.

Continuare a finanziare la loro corruzione non è segno di patriottismo, è segno di stupidità.. "is a mark of insanity" per usare le parole di Albert Einstein (fare la stessa cosa ripetutamente aspettandosi un risultato diverso).

Pagando più tasse, non si fa altro che nutrire la bestia.

Se tu senti veramente di essere in obbligo nei confronti della società, allora quello che devi fare è affamare la bestia. Lascia i politici portare il paese alla rovina, guarda il sistema collassare e poi torna indietro per creare valore e aiuto sano alla società.

Sbraitare e delirare sull'obbligo della società di continuare a finanziare il sistema più corrotto in assoluto della storia moderna, serve solo a rimandare l'inevitabile collasso.. e quindi rimandare la ripresa.

Ci vuole molto coraggio, ma in queste condizioni il vero patriota è colui che se ne va.
Io sto agendo per farlo, segui il mio percorso sottoscrivendo la mia Newsletter: Born To Be Free.
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