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29 luglio 2012

LA LEZIONE DELLA STORIA E' SEMPRE VALIDA

Una signora ucraina che era solo una bambina durante la II Guerra Mondiale mi ha raccontato la sua storia.

Mi ha spiegato che la sua famiglia era molto benestante grazie alle ai terreni possedui subito fuori dalla capitale.. almeno fino all'arrivo del governo controllato da un commissario sovietico, che confiscò loro tutte le proprietà e spedì gli adulti della famiglia in Siberia.

Ha ricordato che erano stato moltissime lo occasioni e le opportunità di lasciare l'Ucraina al momento giusto, ma che mai avevano immaginato possibile un epilogo del genere.
Tutti sapevano cosa accadeva negli altri paesi, ma nessuno si aspettava sarebbe accaduto anche lì.

Sicuramente nessuno di noi finirà spedito in un gulag siberiano nei prossimi anni, ma la lezione è ancora valida.

E' molto comune pensare che "qui non può succedere, qui non succederà".
Neanche un anno fa chi considerava plausibile l'ipotesi che il nostro paese potesse rischiare di non poter finanziare il proprio debito? Eravamo pochissimi..
Ancora adesso, nonostante ciò che è accaduto e sta accadendo in Grecia, nonostante le cose in Europa siano tutt'altro che risolte, quanti temono realmente la bancarotta? Quanti stanno ragionando in prospettiva di un futuro fallimento del Paese?

La convinzione che le cose brutte accadano solo agli altri e mai a noi stessi è allo stesso tempo umana e folle.

I governi prendono i tuoi soldi e li spendono in modo vergognoso creando falsi incentivi nella struttura della società. Ne creano altri dal nulla, con un click di tastiera, provocando inflazione e distorcendo la struttura del sistema economico. Nonostante questo continuano ad indebitare le generazioni future.

Queste non sono il tipo di persone di cui potersi fidare. Non sono le persone da cui aspettarsi un miglioramento o un cambio di direzione.

La realtà europea è quella in cui il governo greco è fallito, impone tasse patrimoniali da pagare nella bolletta della luce e rende sempre più facile entrare nei conti bancari dei propri cittadini; è quella in cui la Spagna viene paralizzata per l'annuncio di austerità; è quella in cui in Italia i clienti della BNI vedono congelati i propri conti con l'assenso del governo e senza preavviso; è quella in cui i leader a Brussels annunciano come piano di salvataggio l'imposizione di un controllo totale dei capitali.

C'è ancora bisogno di conferme?

D'altronde ciò che possiamo imparare dai 93 miliardi di persone morte nella storia dell'uomo, è che questo processo è accaduto continuamente e segue sempre una precisa sequenza:

  1. una nazione cresce e diviene ricca perché basata su sani principi e duro lavoro;
  2. per le generazioni successive essere ricchi diviene un diritto di nascita, una pretesa. Non qualcosa da conquistare e mantenere;
  3. a questo punto la nazione inizia a vivere oltre i propri mezzi per mantenere alti standard di vita senza duro lavoro, indebitandosi sfruttando la propria credibilità e scambiando consumo odierno per produzione futura;
  4. questo è evidentemente insostenibile. Come reazione, il governo inizia a svalutare la propria moneta per pagare i debiti ad un valore reale inferiore.
  5. il mercato (cioè le persone come te e tua nonna) si accorge della frode perpetrata con la svalutazione monetaria.
  6. A questo punto il governo attua la repressione finanziaria: alte tasse per prendere alla parte produttiva del paese e tassi d'interesse reali nulli per prendere ai risparmiatori, ecc
  7. i capitali e gli imprenditori iniziano a scappare. Le persone prendono i propri soldi e la propria famiglia e se ne vanno dove vengono apprezzati e non odiati per le proprie capacità.
  8. i governi reagiscono imponendo controlli sui capitali, controlli alle frontiere, controlli ai prezzi e ai salari ecc.. insomma tutto ciò che serve per mantenere lo status quo. E' in questo momento che le persone capiscono che la polizia e gli agenti del governo non hanno esattamente lo scopo di proteggerle e servirle..
  9. arriva il default. Il sistema viene resettato e ne inizia uno nuovo.
La storia è piena di monumenti alla passata grandezza di civilità fallite.

Se preferite potete credere che il cielo si apra e unicorni meravigliosi vengano a gestire il mondo e lo cambino per il meglio senza che venga torto un capello a nessuno.

Chi ha invece a cuore il proprio futuro e sa distinguere la realtà dalle fiabe, deve rendersi conto che quando le nazioni vanno in bancarotta le conseguenze sono tutt'altro che felici. E praticamente tutte le nazioni del mondo occidentale, dagli Usa alla Gran Bretagna, dall'Italia alla Germania, dalla Francia al Giappone, sono insolventi. Questo è un fatto.

O continuate a credere alle bugie dei vostri politici? Ascoltarle mi fa ridere.
Non puoi permetterti di ignorare la realtà. Nessuno può.
Molti lo fanno e ne pagheranno le conseguenze. Tu?

Se ancora non l'hai fatto scarica il Free Report "Essere Pronti".

25 luglio 2012

L'IMMORALITA' DELLO STATO. IL CASO DELLE COPPIE OMOSESSUALI

Spesso accade che la politica si interessi ai cosiddetti "temi etici" (eutanasia, testamento biologico, fecondazione assistita, omosessualità etc), di modo che periodicamente nascono e muoiono accesi dibattiti su di essi. Sfugge ai più il fatto che lo Stato non abbia alcun diritto di intromettersi in tali questioni, poiché si tratta di scelte che competono ai singoli individui.


Come case study, consideriamo il dibattito riguardante il matrimonio tra persone omosessuali. C'è chi sostiene che lo Stato dovrebbe permetterlo, c'è chi sostiene di no. Domanda: da cosa nasce questo dibattito? Non certo dalla fatto che esistono omosessuali ed eterosessuali. Il problema di fondo consiste nel potere statale di stabilire chi si può sposare e chi no. Cosa è il matrimonio civile, attualmente, se non un'ingerenza dello Stato nella vita privata di due persone? Se non esistesse, ogni coppia potrebbe siglare un contratto (magari soprannominato "matrimonio") con le regole/clausole che più le aggradano. Per esempio, i due contraenti potrebbero scegliere di mettere in comune i rispettivi patrimoni; oppure di permettere la reciproca conoscenza dei dati medici; o, ancora, di stabilire l'affidamento degli eventuali figli in caso di chiusura del contratto (magari soprannominata "divorzio"). E così via. Non c'è alcun motivo logico per cui lo Stato debba controllare e regolamentare un contratto di questo tipo. Solo gli individui possono sapere quali condizioni contrattuali sono più opportune per la loro situazione. In nessun modo un burocrate può sapere cosa è meglio per il singolo cittadino - constatazione che peraltro è verificata in ogni ambito della vita.

L'ORO E' IN BOLLA?

Ho tradotto questo articolo tratto da ZeroHedge. A mio parere geniale: un'ottima risposta ad articoli come questo
Se ancora non l'hai fatto scarica il nostro Free Report per comprendere perché siamo giunti al punto di non ritorno. Buona lettura.


Dopo più di un decennio di apprezzamento anno per anno, molti iniziano a pensare che l'oro sia solo un'altra bolla in attesa di scoppiare. Nessuna commodity o classe d'investimento ha mai visto una crescita tanto prolungata.

Proviamo ad esaminare alcune altre "bolle" nella nostra società.

1) Numero di persone che hanno rinunciato alla cittadinanza statunitense: quattro anni di crescita esponenziale. [Fonte: Bloomberg/IRS]

2008: 146
2009: 742
2010: 1534
2011: 2048 (estimate)

2) Numero di utenti Facebook: Otto anni di crescita paurosa. [Fonte: Facebook]

26 Agosto 2008: 100 milioni
8 Aprile 2009: 200 milioni
15 Settembre 2009: 300 milioni
5 Febbraio 2010: 400 milioni
21 Luglio 2010: 500 milioni
5 Gennaio 2011: 600 milioni
30 Maggio 2011: 700 milioni
22 Settembre 2011: 800 milioni
4 Febbraio 2012: 845 milioni

3) Numero di americani con sussidio di disoccupazione: trend di crescita tragico. [Fonte: USDA's Supplemental Nutrition Assistance Program]

2007: 26.3 milioni
2008: 28.2 milioni
2009: 33.5 milioni
2010: 40.3 milioni
2011: 44.7 milioni

4) Numero di accertamenti dell' FBI subiti per ottenere un'arma da fuoco negli Stati Uniti: Otto anni di crescita costante. [Fonte: FBI]

2004: 8.69 milioni
2005: 8.95 milioni
2006: 10.04 milioni
2007: 11.18 milioni
2008: 12.70 milioni
2009: 14.03 milioni
2010: 14.41 milioni
2011: 16.45 milioni

6) Deficit di budget del governo federale: crescita senza fine, spesa senza controllo. [Fonte: CBO, OMB]

2000 budget: $1.9 mila miliardi
2001 budget: $2.0 mila miliardi
2002 budget: $2.2 mila miliardi
2003 budget: $2.2 mila miliardi
2004 budget: $2.3 mila miliardi
2005 budget: $2.4 mila miliardi
2006 budget: $2.7 mila miliardi
2007 budget: $2.8 mila miliardi
2008 budget: $2.9 mila miliardi
2009 budget: $3.1 mila miliardi
2010 budget: $3.6 mila miliardi
2011 budget: $3.8 mila miliardi

7) E ultimo ma non meno importante, la base monetaria. [Fonte: Fed di St. Louis]

2001: $  616.7 miliardi
2002: $  673.7 miliardi
2003: $  719.6 miliardi
2004: $  756.8 miliardi
2005: $  793.8 miliardi
2006: $  825.2 miliardi
2007: $  843.5 miliardi
2008: $  851.4 miliardi
2009: $1,730.2 miliardi
2010: $2,010.1 miliardi
2011: $2,057.1 miliardi
2012: $2,647.7 miliardi

In definitiva, non tutto ciò il cui prezzo continua a crescere è una bolla. Una bolla è qualcosa in continua espansione, supportata da nient'altro che aria calda.

La crescita esponenziale degli utenti di Facebook (o di altre piattaforme digitale come Skype, Angry Birds, etc.) è puntellata dal valore in esse scorto.. non da aria calda. Quella degli accertamenti dell'FBI è puntellata dalla legittima domanda di armi dei consumatori, non da falsa speculazione.

Il valore dell'oro è quello di essere un anti-valuta - un rigetto del sistema fiat in favore di qualcosa di più tangibile che non può essere creato dal nulla. Questa non è una bolla. E' un semplice nesso causale. E fino a quando il trend numero 6 e 7 rimangono tali, un aumento continuo del prezzo dell'oro avrà fondamenta reali.


 Is gold a bubble?

23 luglio 2012

I MUSICISTI FANNO LA FAME?

In questo articolo che vi segnalo, un musicista squattrinato lamenta che a fare il musicista si fa, appunto, la fame.

Dice che la colpa è dell'invenzione del disco, ti compravi un LP di Duke Ellington e avevi il Duca che suonava a casa tua, anzi, potevi pure abbassare il volume e continuare a parlare dei casi tuoi e il Duca andava avanti e manco si offendeva. Ovviamente la situazione è peggiorata con l'MP3.

L'autore si immagina di rispondere a un funzionario a cui chiede un mutuo il quale gli domanda: attività lavorativa? Musicista. Si va bene ... e poi?

«E poi niente testa di cazzo! Ho studiato all' incirca vent' anni (il doppio di un neuro chirurgo, il quadruplo di un pilota d' aviazione civile) di cui dieci in conservatorio, ho registrato dischi, fatto televisione, suonato dal vivo per decine di migliaia di persone... te che cazzo fai oltre a stare seduto dietro quella scrivania a rifilare alla gente prodotti finanziari truffaldini, metri quadrati "commerciali" o auto "in ottime condizioni"?».

Uhm. Il musicista articolista ha le idee parecchio confuse. Oppure nei suoi vent'anni di studio ha studiato solo scale e solfeggio e non anche la vita di qualche 'musicante' tipo Mozart, o gentucola del genere, i quali dovevano leccare, altro che il sedere di un impresario o proprietario di un pub, bensì quello del primo maggiordomo di un aristocratico perchè il suo nome venisse almeno nominato all'ora del the.

Lui, il musicista articolista, vorrebbe avere quattrini, donne, uomini o quello che desidera, in maniera proporzionale agli anni di studio e di impegno che ha profuso (immagino abbia ideato la formula per calcolare la ricchezza che gli spetta).

Perchè secondo questo modo distorto di ragionare, un individuo che offre 'metri quadrati commerciali' oppure 'auto in ottime condizioni' ad altri individui che le desiderano, è un mentecatto. Lui, che ha studiato musica, sì che merita, a prescindere da quanti vogliano pagare per ascoltarla!

Peccato si scordi che quattrini e soddisfazioni di gente come Duke Ellington, Lucio Dalla, Lucio Battisti o Ella Fitzgerald sono derivate proprio dalla diffusione dei dischi, dal marketing, dai diritti d'autore (che non amo) e dal copyright, insomma, da tutto ciò che non ha niente a che fare coi suoi vent'anni di studi musicali, il mercato!

Il musicista non ha capito che troverà sempre un lecchino di baristi migliore di lui che gli fregherà le serate al pub e che il successo, nella musica, nelle automobili, nei frigoriferi, nei romanzi, nel cinema, in tutto quello che vedete, passa solo da un enorme numero di sconosciuti titolari di 'culi' ai quali non serve e non si può 'leccarlo' ma che si devono convincere ad apire volontariamente il portafoglio.

E se non ci riesci, o ti fai dare un sussidio governativo per cui quei portafogli vengono aperti a forza dallo stato, o è meglio che cambi genere ...

http://ciro.globalist.it/Detail_News_Display?ID=24120&typeb=0

di Mauro Gargaglione
Contributor Riecho Economia e Libertà

22 luglio 2012

DIFENDERE I CITTADINI DISARMANDOLI



Venerdì James Holmes ha fatto irruzione in un cinema di Aurora, Colorado (USA), armato di due pistole ed un fucile. Molti a quanto pare hanno pensato ad una messa in scena in occasione della prima di Batman, lui invece era realmente intenzionato ad uccidere. E ci è riuscito: ha ucciso 12 persone e ne ha ferite una sessantina.

Questa è la storia e tutti la conoscete. So benissimo quale sia la reazione a questo tipo di notizie.
L'opinione diffusa è quella espressa in questo articolo su LaStampa, un concentrato di ignoranza e riflesso della totale assenza di una cultura della libertà individuale.

Vi invito a riflettere su queste parole:

"The tank, the B-52, the fighter-bomber, the state-controlled police and military are the weapons of dictatorship. The rifle is the weapon of democracy. Not for nothing was the revolver called an "equalizer." Egalite implies liberte. And always will. Let us hope our weapons are never needed — but do not forget what the common people of this nation knew when they demanded the Bill of Rights: An armed citizenry is the first defense, the best defense, and the final defense against tyranny.
If guns are outlawed, only the government will have guns. Only the police, the secret police, the military, the hired servants of our rulers."

La Svizzera è un esempio perfetto. Nella seconda guerra mondiale, Hitler voleva le riserve auree svizzere e aveva bisogno di una comunicazione e transito liberi attraverso il paese elvetico per poter rifornire l'esercito dell'Asse nel Mediterraneo. Ma quando gli strateghi militari analizzarono l'idea di invadere la Svizzera capirono che, oltre alla conformazione montuosa del territorio, sarebbe stata una follia a causa della popolazione svizzera ben armata e delle fortificazione difensive civili.

E' nota anche un affermazione, attribuita all'ammiraglio giapponese Isoroku Yamamoto: "You can not invade the mainland United States. There would be a rifle behind every blade of grass."
Non è possibile invadere gli Stati Uniti. Ci sarebbe un fucile dietro ogni filo d'erba.

Insomma questo dovrebbe far capire l'importanza del diritto di possedere un'arma ai fini della difesa personale e in definitiva anche di quella di un popolo. Tornando al tragico episodio, è normale che faccia clamore, ma bisognerebbe tener conto anche di altri numeri. Su tutti quello che indica un media annuale di oltre 1 milione e mezzo di casi di utilizzo di armi da fuoco per difesa personale negli Stati Uniti.

Non deve essere infatti un caso se tutte le stragi di cui tanto ci scandalizziamo avvengono in luoghi pubblici quali università, campus, cinema. Tutti questi luoghi sono infatti "Gun Free Zone", le vittime sono sempre persone disarmate. Cittadini onesti che rispettando le leggi del proprio governo si trovano ad essere alla mercè di un pazzo malato mentale qualunque.

"Our thoughts go out to the victims, friends, families of the devastating events in Aurora, CO. Please remember this event took place in a “Gun Free” zone and we hope that people will view this as an example of what could happen across America if we continue to allow anti-gun rights advocates to strip our right to defend ourselves in public places. Lives could have possibly been saved if people would have been allowed to carry in this Gun Free zone." - Bastiat Institute

L'esempio più vicino di un governo che intende difendere i propri cittadini obbligandoli ad essere disarmati è quello del Venezuela di Chavez.

In Venezuela si stima un tasso di 67 omicidi ogni 100,000 abitanti. Hugo Chavez vuole mostrare al mondo intero la sua durezza e severità contro la criminalità. Riferendosi ovviamente a quella non governativa.
Il governo di Chavez lamenta che nel 98% degli omicidi in Venezuela sono coinvolte armi da fuoco. La loro soluzione? Restrizione del possesso di armi.

In una intervista al Latin American Herald Tribune, il Ministro venezuelano degli Interni e Giustizia Tareck El Aissami ha annunciato che il governo inizierà a sospendere l'importazione di armi. Inoltre, agli armaioli locali non sarà più permesso di commerciare e vendere armi da fuoco e relative munizioni.

Secondo El Aissami, “Con questo vogliamo che sia chiaro che in Venezuela il perverso capitolo della commercializzazione di armi e munizioni è concluso."

Queste misure dovrebbero risolvere il problema. I criminali assassini ovviamente non hanno i mezzi per rifornirsi di armi di fuoco in maniere illegale. E le disgraziate vittime ovviamente preferiscono difendersi con un cucchiaio da minestra e lezioni di Tae Bo.

Evidentemente Hugo Chavez non è disposto ad accettare di avere solo il 4° posto nella classifica mondiale del tasso di omicidi. Disarmando il proprio popolo, Chavez chiaramente ha l'obiettivo di arrivare primo e non si fermerà finché il suo Venezuela non avrà sorpassato i propri rivali. Vale a dire Costa d'Avorio, El Salvador e Honduras!

Con un ordine tipico della logica governativa - comprare consenso indebitandosi, spendere e spendere per contrastare la recessione, falsificare le statistiche per risolvere il problema della disoccupazione – Chavez disarma il proprio popolo innocente per combattere il crimine.

E non è la prima volta che ha provato nell'intento. Lo scopo del "National Weapons Control Plan" del 2006 era il disarmo e il controllo delle armi ottenuti tramite la riduzione del numero di armi, legali ed illegali, nel paese. Le Nazioni Unite applaudirono per l'iniziativa.

Dicono che sia per la salute e il benessere delle persone.. per proteggere la popolazione...

Non c'è bisogno di dire che l'establishment politico, uguale se rappresentato da un dittatore stile Chavez o da una cleptocrazia come quella che governa il mondo occidentale, non si preoccupa affatto di proteggere il popolo. Si preoccupano esclusivamente di proteggere se stessi, i propri interessi e lo status quo che agevola le loro rendite. Riducendo la vendita di armi in nome della lotta al crimine è un modo per raggiungere quegli obiettivi.

Storicamente, le popolazioni disarmate raramente hanno creato problemi. Tralasciando la tua personale opinione sulla detenzione di armi da fuoco, l'idea che la polizia e gli agenti del governo debbano essere le uniche persone a portare armi dovrebbe far suonare la campanella d'allarme ad ogni individuo ragionevole.


20 luglio 2012

L'ARGENTO HA PIU' MARGINI DELL'ORO?

Ovviamente nessuno è in grado di definire accuratamente quali saranno i movimenti di breve termine dei prezzi dei metalli preziosi. Ma guardiamo questo grafico:



Come si può vedere da questo grafico il rapporto oro/argento è aumentato moltissimo nell'ultimo anno, ad eccezione di un breve periodo ad inizio 2012. 

Storicamente il rapporto dovrebbe essere tale da necessitare 20 once di argento per comprarne 1 di oro. Oggi siamo a 57.

Per chi è convinto che i metalli preziosi siano in un bull market, ci sono buonissime ragione per credere che questo rapporto si correggerà tornando al livello storicamente avuto. Cioè l'argento si apprezzerà, e non di poco. 

Inoltre, ogni segnale indica chiaramente che i banchieri centrali continueranno a fare l'unica cosa che sono in grado di fare: stampare.

Nonostante correzioni di breve periodo, come quella avuta nel 2008, questo comportamento della Banche Centrali è indubbiamente un segnale di futuro apprezzamento dei metalli preziosi. Argento in particolare, visto il rapporto attuale con l'oro. 

17 luglio 2012

ORO: VOLATILE O RISCHIOSO?


E' molto comune confondere ciò che chiamiamo "volatile" con ciò che invece definiamo "rischioso". Non sono esattamente la stessa cosa.

In particolare, la volatilità è un fenomeno inevitabile nei mercati finanziari: i mercati fluttuano, prezzi salgono e scendono, spesso in modo irrazionale e senza rispetto del valore intrinseco o dei fondamentali.

Il rischio invece è la possibilità, anche se remota, di subire una perdita irreversibile di capitale.

La distinzione tra volatilità e rischio è ben chiara se andiamo a vedere le perfomances dell'oro.
Sicuramente il prezzo dell'oro è stato ed è tuttora volatile in termine di dollari o euro.

Ma è rischioso? L'oro potrebbe portare ad una perdita di capitale? L'oro espone ad un rischio di controparte, cioè al rischio che l'altra parte non rispetti il contratto? C'è la possibilità che si svaluti fino a raggiungere un valore intrinseco pari a zero?

No.

Sono le valute fiat, dal dollaro americano all'euro che sono esposte a questi rischi. E nella storia prima o poi tutte le valute fiat sono tornate al loro valore intrinseco, cioè 0.

"Paper money eventually returns to its intrinsic value: zero." - Voltaire

Ecco perché avere il proprio capitale in oro e argento è una assicurazione contro il crollo inevitabile della moneta di carta.

14 luglio 2012

CHI FARA' IL BAILOUT DEI GOVERNI OCCIDENTALI?

14 anni fa durante la crisi finanziaria asiatica, l'Indonesia visse un collasso monetario, una durissima recessione biennale ed un imbarazzante bailout da parte del Fondo Monetario Internazionale.

I burocrati occidentali a quel tempo fecero i bacchettoni e con il ditino rimproverarono l'Indonesia per aver corso il pericolo dell'irresponsabilità fiscale.

Ironia della sorte, settimana scorsa l'Indonesia ha contribuito con 1 miliardo di dollari al bailout in aiuto dei falliti governi occidentali da parte del FMI.

Al contrario del Giappone, degli Stati Uniti e dell'Europa, tutti apparentemente convinti che una crisi economica dovuta da eccesso di debito debba essere curata con più spesa a debito, l'Indonesia e altri paesi del sud-est asiatico nel 1998 chiusero gli occhi e ingoiarono la medicina.

Taglio della spesa pubblica e diminuzione del perimetro dello stato. Deregolamentazione dell'economia e apertura agli investimenti esteri.




Dopo due anni dolorosi, l'economia fu in grado di ripartire su basi solide. E l'espansione continua ancora oggi.

Le crisi sono la reazione del mercato ad investimenti sbagliati. Gli errori devono essere liquidati, il capitale deve essere allocato per investimenti produttivi. E questo processo avviene mediante la crisi. 
Non è possibile evitarlo. Nascondere la testa sotto la sabbia, far finta di nulla, e continuare a introdurre misure che cercano di evitare la crisi serve solo a continuare a distruggere ricchezza.

La natura della politica, in particolare in regime democratico, porta a far tutto per evitare una crisi. Peggiorando le cose. E' quello che è accaduto in Giappone, USA e Europa negli ultimi decenni.

La crisi che stiamo vivendo non è colpa del libero mercato. Il libero mercato non esiste nelle nostre società, per un motivo molto preciso. Il prezzo più importante di tutti, quello del denaro, è fissato da pochi uomini che da dietro una scrivania e un monitor decidono quale debba essere il tasso d'interesse.

Il governo giapponese ha annunciato che probabilmente prima di Novembre di quest'anno non avrà più soldi per finanziare la spesa pubblica e pagare i salari. Si chiama bancarotta. Conseguenza inevitabile delle misure di stimolo all'economia e di monetizzazione del debito che hanno indotto il paese in 20 anni di stagnazione e crescita del debito pubblico fino al 500% del Pil.
Gli Stati Uniti stanno seguendo la stessa strada. 


Gli interventi nel nostro Special Report approfondiscono la situazione dell'economia globale, dal Giappone e gli Usa alla Cina.

L'Europa è messa forse peggio di tutti. E anche la Germania, nonostante appaia come una forza economica, ha di che preoccuparsi..

12 luglio 2012

COMANDARE E' MEGLIO CHE SCOPARE


Non è la politica che trasforma in cacca morale gli uomini e le donne che le si dedicano, sono gli uomini e le donne moralmente di cacca che si buttano in politica.

Il fatto che il potere corrompa e il potere assoluto corrompa assolutamente è un'asserzione vera ma descrive un effetto, come a dire - se bevi un wiskey lo reggi, se ne bevi cinque ti ubriachi, se ne bevi diciotto vai in coma etilico - verissimo, embè?

La questione è che è ampiamente documentato e comprovato che ci sono persone particolarmente portate all'abuso di alcol, droghe, farmaci o adrenalina da innescare nei modi più fantasiosi (dal bungee jumpin' all'attraversare a tutta velocità gli incroci col semaforo rosso).

Questo secondo me è vero esattamente anche per la politica, una persona equilibrata, che sa come attribuire il valore al suo prossimo e come auto attribuirselo perchè sa produrre un valore di qualche tipo (valore che altri individui gli riconoscono fino a pagarglielo), non aspira a fare politica. Aspira a vivere tranquillamente e produttivamente. Al contrario un persona non perfettamente equilibrata e, come si diceva una volta, non 'in pace con Dio e con gli uomini', desidera influenzare la vita altrui, direi, imporre qualcosa a qualcuno.

Ricordate l'aneddoto di quel cliente buttato fuori dalla scorta dal ristorante perchè aveva apostrofato Bossi che si era acceso un sigaro? Per questa gentaglia il potere è meglio che scopare (e non rischi l'ictus ...).

Un detto mafioso che tutti conoscono dice « cumannari è megghiu ca futtiri (comandare è meglio che fottere) ». Per una persona in gamba e per bene, no. Per un politico è esattamente così.

di Mauro Gargaglione
contributor Riecho Economia e Libertà



10 luglio 2012

L'IGNORANZA ECONOMICA AI PIANI ALTI

Quell'organizzazione internazionale di dubbia utilità che manteniamo in vita con le nostre tasse, le Nazioni Unite, ha recentemente pubblicato un report in cui si fa riferimento alla necessità di una tassa sui "billionaires" per poter aumentare gli aiuti ai paesi poveri.



Secondo gli autori del report questi soldi aiuteranno i poveri del mondo. Il fatto è che l'evidenza empirica suggerisce che gli aiuti stranieri dati ai governi dei paesi poveri non aiutano affatto i poveri. La maggior parte degli aiuti in realtà finisce nei conti bancari dei capi di governo.

Ma supponiamo per un attimo che così non fosse e che gli aiuti non fossero intercettati dalla cleptocrazia al potere in quei paesi, quei soldi verrebbero investiti in modo migliore rispetto a come farebbero i miliardari?
Solitamente i miliardari sono miliardari grazie alla loro capacità di investire con successo i propri capitali. E i capitali ben investiti creano e mantengono posti di lavoro.  Cosa sanno i governi di buoni investimenti?
La storia ci insegna che i governi tendono ad utilizzare i soldi nelle loro mani per mantenersi al potere.

Inoltre, è da notare che le Nazioni Unite stanno suggerendo una tassa sulla ricchezza, non sul reddito. E le tasse sulla ricchezza, o patrimoniali, sono le più deleterie.
Spingono i ricchi a nascondere la propria ricchezza invece di utilizzarla per crearne ancora di più e quindi creare lavoro per gli altri.

Nel 18° e 19° secolo in alcune parti d'Europa fu introdotta una tassa sulle finestre. Il risultato fu ovviamente che i palazzi venivano costruiti con meno finestre e quelle già aperte venivano mirate. Evidenza empirica che quando tassi la ricchezza, le persone tendono a produrne meno o nasconderla.

Inoltre le tasse sulla ricchezza sono un invito aperto per i funzionari del governo ad investigare in ogni angolo della vita e degli affari delle persone. Ulteriore deterrente alla creazione di ricchezza e ulteriore incentivo ai furti dei governi.

Il giorno stesso della pubblicazione del report, le banche centrali di tutto il mondo hanno annunciato una serie di misure, possibilmente orchestrate, intese allo stimolo dell'economia mondiale. Queste misure includono taglio dei tassi d'interesse (abbiamo trattato l'argomento nell'ultimo articolo, spiegando perché queste fluttuazioni discrezionali siano la causa prima della speculazione e della volatilità) , aumento degli acquisti di titoli di stato con soldi freschi freschi di stampa, e altri giochetti, tutti volti a dare un calcio al problema e spostarlo nel futuro (quando gli attuali leader saranno fuori dalla scena politica).

La tragedia di tutto ciò è appunto che queste sono esattamente le misure che hanno rovinato l'economia globale. E l'ignoranza economica sta impoverendo ed ingessando il mondo in modo tragico.
Lo Special Report sulle prospettive dell'economia globale mette in luce proprio questo aspetto.

06 luglio 2012

TASSI D'INTERESSE E SPECULAZIONE


I tassi d'interesse giocano un ruolo veramente fondamentale nell'economia, e non sono solo numeri arbitrari. Svolgono una funzione di coordinazione: quando risparmiamo, e i tassi d'interesse conseguentemente calano, ecco il momento in cui ha senso per le imprese produrre beni e investire in progetti che daranno frutti nel futuro.
Creare più moneta, iniettarla nel sistema bancario e abbassare i tassi d'interesse, questa non è una soluzione alla depressione, questa è la causa della depressione.

Il controllo dei prezzi è notoriamente causa di distorsioni nella struttura economica e quindi deleterio per l'economia. Gestire centralmente il tasso d'interesse significa controllare il prezzo del denaro, il prezzo più importante del sistema economico.

Se non ci sono investimenti nel mercato un motivo ci sarà. Non è un caso che le banche non facciano più prestiti alle imprese. Abbassare il tasso d'interesse significa forzare e incentivare gli investimenti. Questo processo non è sano. E infatti le conseguenze, di lungo termine, sono molto peggiori dei benefici di breve.


Marc Faber, in una recente intervista radiofonica, ha cercato di spiegare perché la manipolazione del tasso d'interesse da parte delle autorità monetarie, e in particolare suo abbassamento, creino speculazione. 

Come spesso accade, le misure adottate dalla politica per risolvere un problema portano al risultato di un peggioramento del problema stesso.


"Fondamentalmente abbiamo interventi nel libero mercato senza precedenti. Misure fiscali, deficit pubblici, interventi regolatori e politica monetaria interventista con tassi d'interesse artificialmente bassi che hanno creato una condizione di tassi reali negativi. Ogni cittadino del mondo deve realizzare che se deposita denaro in banca, dopo un anno quel denaro ha perso potere d'acquisto, perché il costo della vita è aumentato, e il ritorno su ogni deposito di fatto è 0% dopo aver pagato le spese alla banca e tutti gli altri balzelli."

"In questa situazione, forzi le persone a speculare. Loro speculano e ciò crea enorme volatilità".

"Non sappiamo come sarà il mondo tra cinque anni, ma le prospettive non sono delle migliori, e dobbiamo investire in modo da non perdere tutto. E quindi il mio avviso è di tenere 25% in oro, 25% in cash e obbligazioni, 25% in equity e 25% in immobili".

05 luglio 2012

RIVOLTA FISCALE, UN BENE O UN MALE?


Il mese scorso agli iscritti alla mia Newsletter: "Born to Be Free" portavo la testimonianza del sentimento di rivolta fiscale che serpeggia tra la gente.

Ieri sera ne ho avuto ulteriori conferme dai discorsi sentiti ad una cena. A rivoltarsi è la parte produttiva del paese: artigiani, operai, partite iva.
Oggi poi è uscito il dato secondo cui la prima rata dell'IMU non è stata pagata da circa il 32% dei contribuenti.



Nel frattempo a Napoli un gruppo di studenti e precari è entrata in una filiale della banca BNP Paribas ed ha iniziato a togliersi gli indumenti in segno di protesta contro il pagamento dell'IMU, al grido "Volete lasciarci in mutande, ma noi la crisi non la paghiamo". Insomma movimenti Occupy o simili.

Queste sono due facce della stessa medaglia.
La parte produttiva del paese non ha più la forza di sostenere il sistema andato avanti per decenni. Ecco quindi da una parte l'aumento delle tasse su questa parte della popolazione e dall'altra la diminuzione dei privilegi per quella che invece fino ad ora è stata ricevitrice netta di tasse.

La prima parte protesta per il carico fiscale eccessivo. La seconda per le mancate promesse..perché avere un lavoro è loro diritto... idea che ha lo stesso fondamento di questa:

"Quello al volo libero è un diritto sancito dalla nostra Costituzione. Il ministro farebbe bene a rileggerla, invece di farneticare di forza di gravità e di assenza di ali".


Ritorniamo però alla domanda: la rivolta fiscale è un bene o un male?

Dipende dal punto di osservazione. Sicuramente la rivolta fiscale è segno di un risveglio da parte dei tartassati contro il furto legalizzato che sono costretti a subire, e questo è un bene. Se non è accaduto prima è solo perché il sistema di riscossione non era molto efficiente ed evadere era relativamente semplice: questa condizione non c'è più.

Dall'altra però arrivare alla rivolta fiscale significa che siamo arrivati al punto in cui la gente non ce la fa più. In cui non ha più niente da perdere. E questo è un male, nel senso che indica la gravità della situazione.

In definitiva entrambe queste parti del paese, quella produttiva derubata della propria ricchezza e quella parassita che pretende un posto di lavoro a tempo indeterminato sotto casa, sono vittime del sistema. Un sistema che le ha poste una contro l'altra e le ha confuse e rintronate con la propaganda di modo che non avessero più chiara la situazione: cause ed effetti, colpevoli e vittime ecc.

L'importante è invece cercare, nei limiti del possibile, di uscire dal sistema e non pagare le conseguenze del suo inesorabile fallimento.

03 luglio 2012

E DICONO CHE NON C'E' INFLAZIONE..

Un amico ha ultimamente investito in una azienda di prodotti per neonati che vende in tutto il mondo appoggiandosi sui maggiori retailers del settore. Pochi giorni fa ha ricevuto un Report dell'azienda in cui si spiega che i prezzi sono cresciuti sostanzialmente in tutto il mondo sviluppato.

La Cina per esempio ha visto un aumento dei salari del 44.6% dal 2010. Il Vietnam del 39.1%. Il polietilene, usato per la produzione è aumentato del 40.3%. Infine, l'aumento (!) del prezzo del petrolio ha influenzato notevolmente i costi di trasporto.

La conclusione della lettera era la dichiarazione che l'azienda avrebbe di conseguenza aumentato i prezzi dei propri prodotti.
E poi dicono che non c'è inflazione. Ormai dovremmo aver imparato a non credere alle statistiche ufficiali.

L'aumento generale dei prezzi è la conseguenza diretta dell'espansione dell'offerta di moneta. Se stampi trilioni di dollari, euro, renminbi, ecc..ciò porta delle conseguenze.. esatto, l'aumento dei prezzi.
A soffrirne maggiormente sono i paesi in via di sviluppo. Le loro banche centrali infatti sono costrette ad aumentare l'offerta di moneta per tenere il passo del dollaro e dell'euro, perché le loro economie si basano quasi esclusivamente sull'industria manifatturiera a basso costo. Se non lo facessero, rischierebbero di rendere troppo forte la loro valuta, uccidendo l'industria manifatturiera esportatrice.

Dal momento che questi paesi da una parte hanno mercati obbligazionari insignificanti e dall'altra la loro valuta non ha uno status di riserva, tutta la nuova moneta finisce immediatamente nell'economia locale. E questo porta su i prezzi, inevitabilmente.

Inizialmente quelli delle materie prime e dei beni intermedi. Presto aumenteranno i salari e ciò mangierà i profitti delle aziende. Alla fine anche loro si vedranno costrette ad aumentare il prezzo dei loro beni e servizi, scaricando quindi l'inflazione ai clienti del mondo sviluppato.

Come è facile immaginare, allo stesso modo chi acquista merce dai paesi in via di sviluppo a sua volta aumenterà il prezzo ai retailer e consumatori finali.
Quindi come potete vedere ci vuole del tempo prima che tutta questa nuova moneta invada il sistema..ma state certi che prima o poi accade.
Non c'è dubbio: l'inflazione è tra noi. Chiunque abbia un minimo di esperienza nei supermercati lo sa benissimo, senza bisogno che ci sia io a dirlo.

La questione è piuttosto, dato il problema, cercare un soluzione.
L'oro e gli altri metalli rimangono ancora il migliore argine all'inflazione. Questo perché grazie alle loro caratteristiche sono il bene che meglio di tutti funge da riserva di valore nel tempo.

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

01 luglio 2012

PROVIAMO AD UNIRE I PUNTINI. ECCO COSA VIENE FUORI

Come previsto, alla fine in Europa si è riusciti a raggiungere un compromesso che permette di comprare tempo e rimandare il crollo.
Nel frattempo però sono successe molte cose interessanti, ed è importante tenerle bene a mente per non perdere di vista il quadro generale della situazione.

Innanzitutto la Spagna e Cipro hanno ufficialmente richiesto aiuti all'Europa tramite il fondo salva-stati. Il numero di nazioni ufficialmente in bancarotta è quindi salito a 5. In questo modo hanno confessato la propria insolvenza come governo e implicitamente l'insolvenza del proprio sistema bancario.

Ci sono state dichiarazioni contrastanti da parte del governo sloveno, ma sembra che anche la Slovenia sarà costretta presto a richiedere un bail-out.

I rendimenti dei titoli decennali spagnoli sono saliti oltre il 7%  e molte banche spagnole sono state declassate a livello spazzatura da Moodys.

In Italia il comune di Alessandria è fallito: o il consiglio comunale vota il dissesto o sarà commissariato.

Negli Stati Uniti la città di Stockton, in California, è andata in bancarotta.
Le perdite di 2 miliardi di dollari dichiarate da JP Morgan qualche settimana sembrano invece essere più vicine ai 9 miliardi. Ancora, la Fed ha dichiarato che gli stranieri stanno riducendo la propria esposizione nei confronti del Tesoro americano (non comprano debito americano).

Il Cile ha stilato una lista di paesi con cui si è accordato per bypassare il dollaro americano e attuerà le proprie transazioni commerciali con la Cina in renminbi.
Inoltre la Cina ha annunciato un piano per creare una zona speciale a Shenzen, una delle sue città più ricche, in cui permettere gli scambi internazionali in renminbi.

Infine in un documento della BIS (Bank of International Settlements), la banca centrale delle banche centrali,
è uscita la proposta di rendere l'oro un asset privo di rischio al pari del cash.

Quindi, uniamo i puntini:
  • i governi Europei sono insolventi
  • le banche Europee sono insolventi
  • gli Stati Uniti lo saranno a breve
  • nel mondo il dollaro statunitense sta perdendo il proprio ruolo
  • l'oro è moneta
Tutti questi eventi sono connessi. Il trend è più che evidente, anche alle mente meno brillanti ormai.

Il sistema monetario fiat è distruttivo del sistema economico perché crea delle bolle, dei boom artificiali.
E unendo i puntini vediamo che la bolla più grossa è quella del debito e che sta per scoppiare.
Non c'è modo di evitare che accada.

Ecco perché non bisogna perdere tempo a seguire le discussioni nei salotti tv, ma concentrarsi sull' individuare il modo di rendersi spettatori, non vittime, del crollo del sistema.