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04 gennaio 2013

PROVA A PENSARE COME UN LADRO!

Una classica raccomandazione degli esperti di sicurezza è: "Prova a pensare come un ladro".
E' una tecnica molto efficace per riuscire a massimizzare la sicurezza ed è valida in ogni ambito: dalla protezione della propria abitazione, a quella del proprio patrimonio, a quella informatica.

Da sempre gli uomini si difendono dai furti, dagli assassini, dalla coercizione e condannano questi atti come illegittimi.
Al nostro tempo, i ladri da cui bisogna proteggerci con maggior cura sono i politici e i loro amici.

Sono ben più pericolosi dei ladri di auto o degli hacker informatici per il semplice motivo che agiscono con lo strumento della legge dalla loro parte: «Togli il diritto, e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?» disse Sant'Agostino.

Fu Walter E. Williams a rilevare come la moralità dell'agire di un ladro sia molto più alta rispetto a quella di un politico: "A thief is more moral than a congressman; when a thief steals your money, he doesn’t demand you thank him". Il primo infatti non pretende che tu lo ringrazi mentre ti porta via il portafoglio, o il figlio. E' consapevole di ciò che sta facendo e non è così disonesto e ipocrita da aspettarsi un riconoscimento dalla propria vittima. Il politico invece ti dice che lo sta facendo per il bene della società, per il bene comune (sic?), per il tuo bene!

Per capire quali saranno le mosse dei ladri occorre quindi pensare come loro. E' necessario uno sforzo di immaginazione: immedesimati nel governo, pensa come se fossi al loro posto..

Prima domanda: qual'è la situazione? Da una parte l'organizzazione di cui fai parte (lo stato) e che ti da sostentamento è in bancarotta perché mancano i soldi per finanziare tutte le spese (gli sprechi) e dall'altra il sistema bancario dei tuoi amici è insolvente e deve essere ricapitalizzato. Cioè servono soldi per lo stato e per le banche. E non stiamo parlando di soluzioni di lungo termine, ma la ricerca degli ultimi spiccioli per poter andare avanti ancora qualche mese, o anno.

Seconda domanda: come risolvere questi problemi? C'è bisogno di entrate per lo stato e un modo per far guadagnare le banche. Il primo si ottiene aumentando il controllo della società, il controllo di ogni movimento, ogni transazione e la chiusura della possiilità di fuga dai confini. Il secondo obbligando le persone ad usufuire dei servizi bancari.

Terza domanda: dove colpire? Ovvio, il contante. Eliminando il contante obblighi le persone a utilizzare solo moneta elettronica, cioè usufuire dei servizi bancari. Che hanno un prezzo. E allo stesso tempo le transazioni saranno tutte tracciabili grazie ai nuovi sistemi informatici, aumentando le informazioni a disposizione per avere più controllo nella vita di tutti.

L'abolizione del contante è un furto, un insulto alla libertà, un atto illegittimo.
La spacciano per qualcosa che non è: viene giustificato da tanti buoni propositi, tutti facilmente smontati.

Come affermò George Orwell: “Political language is designed to make lies sound truthful and murder respectable, and to give an appearance of solidity to pure wind.”

La neolingua. Un esempio? SerPiCo, il nuovo database dell'Agenzia delle Entrate che registrerà ogni movimento e transazione è un acronimo che sta per "Servizio per il Contribuente". Credo di non dover aggiungere altro.

Firma contro l'abolizione del contante. E fai firmare la tua famiglia e i tuoi amici.

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

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