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27 marzo 2013

"SAPPIAMO COSA DOVREMMO FARE, MA NON SAPPIAMO COME POTER ESSERE RIELETTI DOPO AVERLO FATTO"

Così come fu per Lehman Brothers nel 2008, così la recente questione di Cipro va letta non come la causa di una crisi, ma come il sintomo di una malattia che da tempo ha colpito profondamente il sistema economico-finanziario occidentale.

Andando alla sostanza, questa malattia è l'espansione artificiale del credito: «Non c’è alcun modo di evitare il boom finale provocato dall’espansione artificiale del credito. L’unica alternativa è decidere se la crisi arriverà prima, con l’abbandono volontario dell'espansione, oppure più tardi come conseguenza di una catastrofe totale del sistema monetario coinvolto» Ludwig von Mises

Il sistema a riserva frazionaria e di moneta-fiat si basa esclusivamente sulla fiducia. Nel momento in cui viene a mancare la fiducia crolla tutto. La vicenda di Cipro ha rappresentato un colpo significativo alla fiducia nel sistema da parte delle persone. 
Ciò mina le fondamenta del sistema perché ha reso chiaro a tutti che la garanzia dei depositi bancari è, come minimo, fragile (matematicamente è una promessa impossibile da mantenere). 

Domani le banche riapriranno e ancora non si sa esattamente la percentuale del haircut per i depositi superiori ai 100.000 euro. Le giravolte continue dell'ultima settimana hanno mandato il messaggio per cui l'Europa tratterà ogni situazione critica che verrà a presentarsi senza seguire un criterio preciso. Una persona razionale non può dunque predire niente se non assumere lo scenario peggiore.

La verità è che maggior parte delle banche nel mondo occidentale è tecnicamente fallita. La liquidità cash è una percentuale pari circa al 2% rispetto ai depositi e gran parte degli investimenti sono in titoli di debito pubblico che non hanno speranza di essere ripagati.

Abbiamo banche commerciali insolventi garantite da governi insolventi. Tutto il giochetto è tenuto in piedi dalla banca centrale con soldi creati dal nulla.

Moltissime persone mi dicono di credere che i propri soldi siano sicuri perché garantiti dallo Stato. Che follie devo udire! I numeri e la storia ci dicono che i governi sono l'ultima istituzione cui fare affidamento.

Il primo ministro del Lussemburgo, Jean-Claude Juncker, pare abbia pronunciato queste frasi:

“We all know what to do, we just don’t know how to get re-elected after we have done it", che ci aiuta a capire perché tra le opzioni individuate da Mises la seconda è molto più verosimile. Rimandare i problemi a quando ci saranno altri con la patata bollente in mano.

E: "When it becomes serious, you have to lie."

Queste frasi dovrebbero far aprire gli occhi sulla vera essenza dei governi e del loro agire: un elite di persone che sfrutta il potere per arricchire sè stessa e che agisce secondo i cicli elettorali al fine di mantenere sè stessa al potere.

Là dove esistono governi indebitati, ci sarà creazione di denaro dal nulla, ci sarà inflazione, ci saranno confische. Perché quando chi comanda è indebitato, a perdere sono i risparmiatori.

La scelta di dove avere i propri soldi è importante. L'illusione di un sistema sicuro e indistruttibile ha creato nella società l'idea che una banca valesse l'altra e ha fatto perdere alle persone l'abitudine di distinguere e valutare. La situazione è cambiata, non potete più permettervi questa superficialità.

Fate attenzione alla banca e alla giurisdizione in cui mettete i vostri soldi. E in quale valuta, perché una confisca del 10% del conto e una perdita del 10% del potere d'acquisto per inflazione sono la stessa identica cosa.

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

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