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20 gennaio 2013

"SE SEI SMART, NEL 21° SECOLO VAI IN ASIA"

Come abbiamo più volte ripetuto in questo blog la ricchezza e il potere stanno muovendosi dall'Occidente verso altre terre. Non mi riferisco solo alla ricchezza intesa come capitale finanziario, ma anche, e forse soprattutto, al capitale umano.

Un ambiente che sanziona il talento, la creazione, il successo allontana il talento e l'innovazione. Un sistema che fa pagare ai giovani il conto del banchetto consumato da un'altra generazione allontana i giovani. I giovani di talento sono dunque la categoria che più di tutte sta percorrendo la via della fuga: l'Europa sta perdendo i suoi giovani migliori.



Lo spostamento della ricchezza finanziaria e umana comporta uno spostamento dei centri di potere, che è un fenomeno ricorrente nella storia. Gli ultimi secoli sono stati caratterizzati dal legame tra ricchezza e potere e le terre occidentali: Europa occidentale e Stati Uniti.

La fortuna nostra e dei nostri genitori di aver vissuto in un occidente prospero ha la sua causa prima nella rivoluzione industriale avvenuta in Gran Brategna. Il miracolo della creatività e dell'ingegno di persone che riescono, grazie ad un innovazione, a cambiare il destino di milioni di individui. James Watt ebbe un'intuizione che trasformò completamente il modo di produrre rendendolo più facile e più veloce. A beneficio di tutta la società.

Solo una società economicamente prospera potrà permettersi di sostenere una difesa militare, avanzare nelle scienze, splendere nell'arte e nella cultura, migliorare nella medicina e nella tecnologia ecc. Ecco perché il benessere materiale è la base per una società ricca in ogni aspetto. Nelle parole di Jeffrey Tucker: "Tutto questo cosiddetto “materialismo” finisce quindi per alimentare una realtà immateriale, ci consente di provare gioia. Infatti sin dall’antichità poeti, filosofi e teologi ci descrivono le proprietà magiche che la musica può avere sulla civiltà. E’ toccato però ai capitalisti rendere reali e universali i loro sogni".

Le società che riescono in questo processo sono quelle che si fondano su principi sani: risparmio, libertà economica, garanzia delle libertà individuali. Questi sono gli ingredienti per una prosperità di lungo termine.

E' facile comprendere quindi perché oggi l'occidente è in un declino inarrestabile: governi in bancarotta, sistema bancario insolvente, distruzione dei risparmi, incentivi alle spese e al consumo, ostacolo alla libera intrapresa con nuove tasse, nuove regole, nuovi controlli a ritmo quotidiano.

Al contrario l'Asia ha fatto propri negli ultimi decenni quei valori e quei principi che oggi danno i loro frutti: l'ascesa dell'Asia è inevitabile, come inevitabile è contemporaneamente il declino dell'occidente, come puntualizziamo nel nostro Free Report.

Jim Rogers è un famoso investitore che ama spesso ripetere: "If you were smart in the 18th century, you moved to France. If you were smart in the 19th century, you moved to England. If you were smart in the 20th century, you moved to the US. And if you're smart in the 21st century, you move to Asia."

Jim Rogers risiede attualmente a Singapore.

La fortuna che la tecnologia moderna ci regala è quella di aver la possibilità di muoverci nel mondo senza troppa fatica e costi. Questo potrà rendere meno difficile accettare di lasciare la propria terra.

L'internazionalizzazione del proprio stile di vita credo sia indispensabile per chi, soprattutto giovane, voglia sfruttare al massimo le occasioni e le opportunità offerte dal mondo di oggi e di domani.

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

16 gennaio 2013

NEL LUNGO PERIODO SAREMO TUTTI MORTI. NEL BREVE? TUTTI POVERI.

Abbiamo una banca centrale che presta soldi all'1% a un sistema bancario che compra titoli pubblici che rendono il 6% e che vengono dati in garanzia alla stessa banca centrale. Il 5% è una somma enorme e fa tutti contenti, la banche che fanno un sacco di soldi e gli stati che spendono a debito a rotta di collo. Banche e stati basterebbero quindi a sè stessi.

Al di fuori di questa relazione ci sono le economie reali e le persone vive come voi e me. Ebbene, persone vere, aziende ed economie sono solo una gran rottura di palle. Devono sottostare a tutta una serie di regole economiche che, per quanto distorte e coartate dalla politica, non possono essere forzate con piena discrezionalità. Intendo dire che in un mercato nessuno può obbligarmi a comprare quella precisa marca di orologio o di scarpe. Finchè ci sono diversi orologiai o scarpai sul mercato, costoro devono essere in grado di catturare la mia preferenza altrimenti falliscono. L’unica possibilità di togliermi la scelta è nazionalizzare l’economia, cioè ostruire un orologio di stato, una zuppa di stato, una motoretta di stato, una mobilia di stato etc etc.

La banca, allo stato attuale, non ha nessun interesse a finanziare gli imprenditori puri che possono sbagliare e fallire. Questi saranno visti più come un rischio che come un'opportunità. Ricordiamoci che le banche fanno quattrini a palate senza rischi col triangolo magico, banche centrali, stati, sistema bancario. Se le cose vanno male ad un progetto fallimentare succede che vi saranno dei soldi che escono dal sistema, le cosiddette sofferenze, e questo NON deve succedere.

Niente e nessuno, inclusi i privati cittadini, deve sottrarre soldi al sistema del triangolo magico. In questo senso la lotta al contante è perfettamente logica. Così come è logico che il rubinetto degli investimenti verso i privati e gli imprenditori si sia seccato quasi del tutto. Ciò spiega anche perchè, nonostante la mostruosa quantità di quattrini creati dalle banche centrali che prestano alle banche che comprano titoli pubblici, non registriamo un'inflazione a doppia cifra.

L'economia che, come insegnava Mises, è una scienza umana e non una scienza sperimentale, è però pur sempre una scienza, e come tale risponde a una legge fondamentale tanto quanto la gravità universale, cioè non esistono pasti gratis. Quello che il sistema banche/stati sta realizzando sotto i nostri occhi è un mostruoso trasferimento di ricchezza dalle persone 'vere' che lavorano alle classi dominanti che governano le nazioni. Ma che tipo di ricchezza stanno trasferendo visto che la disoccupazione è una piaga che sta divorando tutto l’occidente (e chi non lavora non può produrre ricchezza)? La risposta è semplice. Si stanno impossessando della ricchezza prodotta da chi non ha ancora perso il lavoro (ma che presto lo perderà) unitamente a quella che l'umanità ha creato nelle ultime tre o quattro generazioni.

Anche un pazzo si accorgerebbe che questo giochetto non può durare in eterno, ma ricordatevi sempre la frase del principe dei cialtroni, Lord Maynard Keynes, i pazzi mica vivono in eterno, nel lungo periodo saremo tutti morti. E nel breve? Saremo tutti poveri.

Mauro Gargaglione
Contributor EconomiaeLiberta.com

13 gennaio 2013

QUESTA VOLTA NON E' DIVERSO

Disse Lao-tse più di 2500 anni fa:
“Più si governa, meno si raggiunge il risultato desiderato.. Più restrizioni e proibizioni ci sono al mondo, più povera sarà la gente... Più leggi vengono promulgate, più ladri e banditi ci saranno. 
..Quando le imposte sono troppo alte, il popolo ha fame; quando il governo è troppo invadente, il popolo si perde d’animo. Agite a vantaggio del popolo. Abbiate fiducia nel popolo, lasciatelo libero di agire. Governare una nazione grande è come friggere un pesciolino; attizzando troppo il fuoco lo si rovina.” 
Il pesciolino si è rovinato innumerevoli volte nella storia dell'umanità: ogni volta è successo in modo lento, graduale (conoscete l'aneddoto della "Boiling Frog"?).

E pare che ci sia una forte incapacità degli uomini di imparare dal passato, dalla storia; fenomeno probabilmente dovuto alla tendenza a ritenere il proprio tempo come il punto di arrivo di un processo di errori e assestamenti. Un punto di arrivo definitivo, stabile.

Tendiamo quindi a percepire il sistema in cui viviamo come immutabile. Un esempio lampante è quello degli stati nazionali: quando non esisterà più una Italia? L'Italia come paese unitario esiste da poco più di 150 anni, con la crisi economica e l'ascesa di movimenti secessionisti le probabilità di un disfacimento sono alte, eppure nell'immaginario della stragrande maggioranza delle persone l'Italia è un'entità immortale.

Nei libri di storia abbiamo letto e studiato che le entità politiche sono nate e morte continuamente, che il cambiamento è costante, eppure il dubbio che il nostro mondo non sia diverso e sia soggetto anch'esso a queste eventualità non ci sovviene.

E' sempre stato così. Bisogna prenderne atto, questa volta non è diverso.

La storia non si ripete mai, ma spesso fa rima con se stessa. Il declino della società occidentale è molto simile a quello avuto da molte altre civiltà nella storia. Le analogie con il passato sono spesso sorprendenti, come quella con il sistema fiscale egizio, o con la svalutazione monetaria che ha accompagnato il declino dell'impero romano. Un'analisi ad ampio orizzonte temporale non può che portare a questa conclusione: questa volta non è diverso.

Questo è un concetto molto interessante ed importante. Le nostre scelte si basano su dati, fatti, previsioni. Avere una buona teoria economica, una conoscenza della storia, una consapevolezza della natura umana, aiuta incredibilmente a migliorare le proprie previsioni, su cui basare le scelte. In ultima analisi, quindi, capire che questa volta non è diverso significa aumentare la propria consapevolezza e migliorare le proprie scelte, cioè migliorare il proprio futuro.

Questo concetto è stato l'oggetto del mio intervento al Christmas Economy di Torino. Ho pensato di rimediare all'inevitabile ed eccessiva sintesi che ha caratterizzato l'esposizione orale, vittima dei necessari limiti tempistici dell'evento, creando un report che supportasse in modo più completo la tesi del "questa volta non è diverso".

E' liberamente scaricabile in pdf:


Nonostante l'inevitabile spirale di declino in cui i governi ci porteranno, l'interazione tra le persone libere, il mercato, i capitalisti, gli uomini di passione e di talento continueranno a migliorare le nostre esistenze fornendo soluzioni ai nostri problemi e risposte alle nostre necessità.

Questo è un tempo meraviglioso da vivere proprio perché un sistema che ha bloccato l'innovazione in molti aspetti della nostra vita sta finendo e le possibilità che si aprono sono incredibili. Leggete il report fino alla fine e forse troverete la vera luce in fondo al tunnel.

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

p.s.= ringrazio tutte le persone che ho incontrato a Torino e sono felice che con alcune di loro sia nato uno scambio diretto di email. Per chi volesse, sono sempre disponibile al contatto: riechoblog@hotmail.it

04 gennaio 2013

PROVA A PENSARE COME UN LADRO!

Una classica raccomandazione degli esperti di sicurezza è: "Prova a pensare come un ladro".
E' una tecnica molto efficace per riuscire a massimizzare la sicurezza ed è valida in ogni ambito: dalla protezione della propria abitazione, a quella del proprio patrimonio, a quella informatica.

Da sempre gli uomini si difendono dai furti, dagli assassini, dalla coercizione e condannano questi atti come illegittimi.
Al nostro tempo, i ladri da cui bisogna proteggerci con maggior cura sono i politici e i loro amici.

Sono ben più pericolosi dei ladri di auto o degli hacker informatici per il semplice motivo che agiscono con lo strumento della legge dalla loro parte: «Togli il diritto, e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?» disse Sant'Agostino.

Fu Walter E. Williams a rilevare come la moralità dell'agire di un ladro sia molto più alta rispetto a quella di un politico: "A thief is more moral than a congressman; when a thief steals your money, he doesn’t demand you thank him". Il primo infatti non pretende che tu lo ringrazi mentre ti porta via il portafoglio, o il figlio. E' consapevole di ciò che sta facendo e non è così disonesto e ipocrita da aspettarsi un riconoscimento dalla propria vittima. Il politico invece ti dice che lo sta facendo per il bene della società, per il bene comune (sic?), per il tuo bene!

Per capire quali saranno le mosse dei ladri occorre quindi pensare come loro. E' necessario uno sforzo di immaginazione: immedesimati nel governo, pensa come se fossi al loro posto..

Prima domanda: qual'è la situazione? Da una parte l'organizzazione di cui fai parte (lo stato) e che ti da sostentamento è in bancarotta perché mancano i soldi per finanziare tutte le spese (gli sprechi) e dall'altra il sistema bancario dei tuoi amici è insolvente e deve essere ricapitalizzato. Cioè servono soldi per lo stato e per le banche. E non stiamo parlando di soluzioni di lungo termine, ma la ricerca degli ultimi spiccioli per poter andare avanti ancora qualche mese, o anno.

Seconda domanda: come risolvere questi problemi? C'è bisogno di entrate per lo stato e un modo per far guadagnare le banche. Il primo si ottiene aumentando il controllo della società, il controllo di ogni movimento, ogni transazione e la chiusura della possiilità di fuga dai confini. Il secondo obbligando le persone ad usufuire dei servizi bancari.

Terza domanda: dove colpire? Ovvio, il contante. Eliminando il contante obblighi le persone a utilizzare solo moneta elettronica, cioè usufuire dei servizi bancari. Che hanno un prezzo. E allo stesso tempo le transazioni saranno tutte tracciabili grazie ai nuovi sistemi informatici, aumentando le informazioni a disposizione per avere più controllo nella vita di tutti.

L'abolizione del contante è un furto, un insulto alla libertà, un atto illegittimo.
La spacciano per qualcosa che non è: viene giustificato da tanti buoni propositi, tutti facilmente smontati.

Come affermò George Orwell: “Political language is designed to make lies sound truthful and murder respectable, and to give an appearance of solidity to pure wind.”

La neolingua. Un esempio? SerPiCo, il nuovo database dell'Agenzia delle Entrate che registrerà ogni movimento e transazione è un acronimo che sta per "Servizio per il Contribuente". Credo di non dover aggiungere altro.

Firma contro l'abolizione del contante. E fai firmare la tua famiglia e i tuoi amici.

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

01 gennaio 2013

UNO SGUARDO AL 2012 (E PREPARATEVI PER L'EVENTO DEL 3 GENNAIO)

Nota di Riecho: Una comunicazione per tutti voi che mi leggete e che avete a cuore la sorte della vostra libertà e della vostra situazione economica. Il 3 gennaio avrà luogo un evento web molto importante, probabilmente il più grosso mai visto in Italia. Un messaggio importante deve arrivare, ed è fondamentale l'aiuto di ognuno di voi affinché la diffusione sia veloce ed efficace: vi chiedo di preparare una lista di 20 persone cui inviare una mail quando sarà il momento (se non lo hai ancora fatto, iscriviti alla mia e-letter per ricevere l'avviso alle 00.01 del 3 gennaio prossimo). 

Fatto buone feste? Mi auguro che abbiate seguito qualcuno dei miei suggerimenti. Io sono felice di aver rispettato l'impegno di spendere e consumare il meno possibile, di aver regalato qualche moneta d'argento ad alcune persone importanti nella mia vita e averne introdotto altre alla lettura di libri ed autori che ritengo indispensabili per comprendere la realtà intorno a noi.

Nel giorno di capodanno, è giusto dare uno sguardo indietro all'anno appena finito. Nei primi giorni del 2012 avevo pubblicato un articolo in cui ho tentato di fare qualche previsione a supporto dell'idea che andrà molto peggio prima di andare meglio.. la mira era quella giusta.

Il controllo dei governi sulla vita delle persone è in aumento drammatico: in Europa i governi gestiscono una parte sempre maggiore delle risorse aumentando la tassazione, in Italia si stanno mettendo a punto strumenti di controllo delle transazioni che non hanno precedenti: redditometro, bando dei contanti, c'è chi intravede in alcune nuove normative la volontà di rendere più difficile espatriare. In America le ultime stragi hanno fornito una buona scusa per il controllo delle armi, i droni vengono usati per la sicurezza interna, le nuove tecnologie vengono sfruttate per creare un grande fratello digitale per avere informazioni su dove sei e cosa fai.
Con il governo Monti si è iniziato un percorso di semplificazione della censura di internet da parte di autorità governative.

I paesi più deboli dell'euro stanno vivendo gravi crisi.
In Grecia i partiti estremisti stanno acquisendo sempre più consenso, da una parte i comunisti, dall'altra il partito di estrema destra Alba Dorata. Gli ospedali faticano a rifornirsi di medicinali, gli scioperi mandano continuamente il tilt le maggiori città, gli scontri tra manifestanti e polizia sono all'ordine del giorno.

In Spagna è scoppiata la bolla immobiliare nata dall'entrata nell'euro e la conseguente ondata di liquidità che ha investito il paese: sono stato in Andalucia nei giorni scorsi e vi assicuro che è impressionante il numero di cartelli appesi in ogni città che recitano: "Se Alquila" o "Se Vende".

In Italia il governo non ha raggiunto gli obiettivi di finanza pubblica prefissi per la caduta libera delle entrate dovuta a minor attività economica. Il ristrutturamento delle pensioni pubbliche è iniziato, con l'aumento dell'età pensionabile e il mancato adeguamento di queste al costo della vita. Molti comuni sono in fallimento, non hanno soldi per pagare gli stipendi. La delazione fiscale è incitata dai media e dai membri del governo, elevata a dovere morale.

E' il declino dell'occidente. Le cause di questo declino sono ben chiare, evidenziate nel nostro Free Report.
I trend da noi previsti sono stati tutti confermati dai fatti: la svalutazione monetaria continua da parte di tutte le banche centrali del mondo, di cui l'oro e l'argento sono il contatore; in Giappone la follia di un debito pubblico oltre il 225% del pil inizierà a far soffrire il paese. La ricchezza, il talento, si stanno spostando verso l'Est ove la proprietà privata e il talento vengono rispettati e premiati, al contrario di nazioni come la Francia.

Questo sconvolgimento socio-economico è un fenomeno accaduto più volte in passato. "Questa volta non è diverso" è il titolo dell'intervento che ho fatto a Torino lo scorso 12 Dicembre e di cui metterò a disposizione presto la trascrizione rivista e ampliata in formato pdf: uno sguardo al passato che ci aiuta a vedere il futuro.

Infine buon anno, e ricordatevi di stilare la vostra lista di mail da contattare per l'evento web del 3 gennaio!

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com