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23 febbraio 2013

MI DISPIACE, MA E' COSI'

Non ricordate la situazione di poco più di un anno fa? A Novembre 2011 Berlusconi si dimetteva e si insediava al suo posto un governo di tecnici guidato da Mario Monti.

Non ricordate cosa dicevate tutti? Tutti a dire che i tecnici erano necessari perchè questi politici ci avevano portato sull'orlo del baratro, che dovevano vergognarsi, che non avrebbero dovuto permettersi di ripresentarsi. Si fa pulizia stavolta!

La memoria della massa è corta.  I politici lo sanno. E' passato poco più di un anno e guardate a chi state per  dare il vostro voto.

Quanto tempo, quanta energia, quante risorse sprecate in una lotta inconcludente.

Dovreste spiegarmi per quale logica le stesse persone e le stesse idee che hanno dominato la politica italiana negli ultimi 30 anni e che hanno portato l'Italia nel baratro, a distanza di un anno, in cui le scelte di Monti hanno proseguito nel segno della continuità con il passato e dunque peggiorato solo la condizione economica, dovrebbero meritare ancora la vostra attenzione.

E non venitemi a dire che Grillo è la novità. Grillo è la concretizzazione della reazione più vecchia del mondo alle difficoltà economiche. E la più pericolosa di tutte.

Esiste un'unica certezza, qualunque sia il risultato di queste elezioni: non ci sarà nessuna riforma del sistema.

Alla Reuters ha affermato un diplomatico europeo: "We've seen a steady economic decline in Italy over the past 20 years and it's very hard to see any outcome from this election which will reverse that. The reforms which would really get the country going again are out of reach".

Perdete la speranza.



Per quelli che credono che votare sia un dovere..

La democrazia è una religione e chi la critica viene etichettato come eretico.
Quante volte avete sentito ripetere che "chi non vota non può lamentarsi"?

E' vero l'esatto contrario: "se voti, non puoi lamentarti". E' votando che legittimi il sistema.

Votare significa nutrire la speranza che il sistema possa autoriformarsi. E' un illusione.

La soluzione non è la politica.
La soluzione è affrancarsi dal sistema, perché nel suo crollo porta con sè tutto ciò che riesce.
La soluzione è individuale.

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

15 febbraio 2013

DOTCOM E' IL GUY FAWKES DEL NOSTRO TEMPO

Nella lingua inglese per indicare un ragazzo si utilizza, in modo informale, la parola "guy". La particolarità di questa parola sta nella sua origine: deriva infatti da un nome proprio, Guy.Chi era costui?

Nella tarda serata del 4 Novembre 1605, un soldato inglese di nome Guy Fawkes lasciò la propria posizione e scese nel sottorraneo sotto la Camera dei Rappresentanti del Parlamento inglese, a Westminster Palace, Londra. Riempì la cantina con 36 barili di polvere da sparo con l'intenzione di far saltare in aria l'intero palazzo, e con lui Re Giacomo I d'Inghilterra e i membri del Parlamento.

Fu scoperto ed arrestato poco dopo la mezzanotte del 5 Novembre. Interrogato non negò le proprie intenzioni e rivelò i suoi complici di quello che passò alla storia come la Cospitazione delle polveri (Gunpowder Plot).

Dopo la repressione della congiura, un Atto del Parlamento emanato il giorno stesso, dichiarò il 5 Novembre  come un giorno di ringraziamento per la salvezza del Re e la scongiura di una cospirazione interna contro il governo.

Da Wikipedia: "Sebbene per quasi cinque secoli la figura di Guy Fawkes fu considerata ridicola e meritevole di scherno, in seguito la sua reputazione fu riabilitata e alcuni hanno anche affermato che Fawkes fu 'l'unico uomo ad essere entrato in Parlamento con buone intenzioni' ".

Questo articolo non vuole essere d'incitamento all'uso della forza e della violenza. Lo capirete se continuate.



Nel noto film "V per Vendetta", il personaggio "V" indossa una maschera basata su una caricatura di Guy Fawkes e il film inizia con l'invocazione di una poesia popolare scritta sull'onda della cospirazione delle polveri:

Remember, remember
the fifth of November,
The gunpowder, treason and plot.
I know of no reason,
Why the gunpowder treason,
Should ever be forgot".



Molti movimenti hanno preso spunto da questa figura e hanno reso questo viso il proprio simbolo. Tra i più noti i movimenti Occupy (su cui ho già dato, lettura consigliata) e il movimento Anonymous.

La via della protesta non è quella efficace. La via della violenza non è quella giusta. Guy Fawkes fu arrestato, il governo britannico utilizzò questo pretesto per inasprire il proprio controllo sulla società, per aumentare il proprio potere, per creare una celebrazione della sconfitta del nemico. Il movimento Occupy è confuso sulle cause e le soluzioni dei problemi per cui protesta: va di fronte a Wall Street invece che di fronte alla Casa Bianca (guardatevi Peter Shiff in piazza contro il 99%).

Il movimento Anonymous è molto più degno, difende dei principi di libertà, difende la libertà della rete dalle interferenze dei governi, lotta contro la corruzione. Individua bene nei governi la fonte di insicurezza, di mancata trasparenza e difende il luogo che è ormai il più libero del mondo: internet.

Internet. Un luogo in cui miliardi di persone ogni giorno trascorrono parte sempre maggiore del proprio tempo, in cui liberamente cooperano dando vita ad un ambiente prospero ed in continua crescita. Un luogo libero in cui sono emerse in modo spontaneo tutte le istituzioni sociali necessarie per lo svolgersi di una convivenza pacifica verso la prosperità di tutti: piattaforme di scambio, monete virtuali, negozi, comunicazione, informazione, sistemi di scambio commerciale basato sulla reputazione delle persone..

Avete saputo del caso Aaron Swartz? Alla notizia del suo suicidio, Anonymous ha hackerato il sito della US Sentencing Commission. Leggetevi anche le parole di condoglianze di Jeffrey Tucker espresse nel suo articolo: "Aaron Swartz, Eroe e Martire".

E qui arriviamo a Kim Dotcom. Lottare contro il governo tramite il libero scambio, offrendo alternative di mercato ai servizi bloccati dalle regolamentazioni. Ha recentemente inviato una lettera agli uomini di Hollywood..

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"The people of the Internet will unite. They will help me. And they are stronger than you. We will prevail in the war for Internet freedom and innovation that you have launched. We have logic, human nature and the invisible hand on our side".

Leggetevi anche questo reportage di RT: "Kim Dotcom wants to encrypt half of the internet to end government surveillance".

Lui è il Guy Fawkes dei nostri giorni, senza violenza e con il mercato.

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

10 febbraio 2013

DITTATORI, STUDIATE LA DEMOCRAZIA!

Come potrei fare a stroncare l'opposizione politica, non tanto nelle persone, ma nelle idee e nella 'cultura' che essa sostiene? Come potrei fare a delegittimare un gruppo di persone e fare in modo che non abbiano a vedersela contro di me ma contro milioni di loro concittadini?

Se fossi un rozzo e primitivo dittatore potrei disseminare le piazze di forche per esempio. Questo è quanto si vedeva durante l'occupazione nazista, nelle fucilazioni di massa in Cina o durante il regime di Pol Pot. Lo vediamo ancora oggi nelle impiccagioni di gruppo in piazza a Tehran o in qualche reportage su guerre e guerricciole etniche in Africa.

C'è però un modo molto più sofisticato ed efficace che è stato portato ad ineguagliati livelli di raffinatezza, e non da qualche regime dittatoriale e sanguinario ma dalla nostra cara ed osannata democrazia. Si ottiene attraverso l'utilizzo della tassazione sempre più pesante contemporaneamente alla sapiente modulazione di esenzioni fiscali a questa o quella categoria. E' così possibile spremere indiscriminatamente la popolazione facendo in modo di iscrivere la maggioranza di essi a qualche club esclusivo che gode di particolari privilegi.

La raffinatezza dell'operazione consiste in questo.

Attribuisco un privilegio fiscale o normativo a favore degli appartenenti a una categoria a scapito di tutti gli altri. Il beneficiato diventa perciò qualcuno che ha qualcosa da perdere e quindi puntella e difende il sistema che glielo garantisce scagliandosi contro chi vuole eliminare il suo privilegio. Ma se io creo una nutrita quantità di club esclusivi, farmacisti, tassisti, impiegati pubblici, iscritti al sindacato, produttori di pannelli fotovoltaici, editori, imprese della confindustria, chiesa cattolica, abitanti in aree da sviluppare o in aree svantaggiate, etc etc., tutti avranno un nemico comune: quei pochi che hanno capito che la pressione fiscale è così elevata perchè ciascuno deve pagare i privilegi di qualcun altro.

Il risultato è qui sotto i nostri occhi, la gente impoverisce, si lamenta di non arrivare a fine mese, perde il lavoro ma difende il sistema. Vuole, in altre parole, essere inclusa, vuole la tessera di qualche club esclusivo. Quale dittatore potrebbe arrivare ad avere un così elevato numero di schiavi che fanno la fila per essere arruolati e servire in cambio di un tozzo di pane? Geniale. La democrazia è riuscita ad arrivare dove Mussolini, Hitler e Stalin hanno miseramente fallito.

Mancava un tassello per completare tale furbissimo disegno. I soldi, tanti soldi, smisurate quantità di soldi. Altrimenti i debiti, tanti debiti, smisurate quantità di debiti. Il fatto è che i soldi sono una merce di scambio e una misura della quantità di beni e servizi che hai prodotto col tuo lavoro. Se cominci a crearne a volontà e lanciarli dagli elicotteri, essi varranno come le banconote del Monòpoli. Otto ore del tuo lavoro dovrebbero pargartele un milione di euro perchè un caffè al bar costerebbe settecento euro.

Ecco quindi perchè bisogna fare debiti. Bisogna spostare nel futuro la resa dei conti. Intanto che faccio debiti però vado avanti di nascosto a creare nuovi quattrini, non troppi però, quanto basta da fare alzare il prezzo del caffè poco alla volta. Così la gente non si accorge e continua a difendere il sistema. Continua ad andare a votare i pifferai che gli promettono meno tasse ma senza toccargli i privilegi oppure i cialtroni che gli promettono più soldi e i privilegi perchè non avranno pietà di evasori, speculatori, ladri, borsisti neri, imprenditori truffatori, visitors travestiti e rettiliani.

E dunque che si fa? Io mi sto preparando cantava Lucio Dalla. Osservo le manovre dei tecnici che non portano da nessuna parte, ascolto (ormai non più tanto) le parole dei pifferai che sono sempre le stesse e mi guardo bene dall’andare a legittimarli col mio voto, mi arrabbio ancora a vedere le milionate di persone che penzolano da un amo e vanno ancora cianciando di conquiste dei lavoratori, di diritti acquisiti, di valori resistenziali non negoziabili e sciocchezze simili. Poi scrivo queste inutili osservazioni e le condivido con chi le vuol comprendere, intanto che tiro grandi i figli, spiegando loro che qualche chance in più ce l’avranno fuori da questo paese di pagliacci. Forse.

Mauro Gargaglione
contributor EconomiaeLiberta.com

06 febbraio 2013

ABBRACCIATE IL CAMBIAMENTO. LA SOLUZIONE E' INDIVIDUALE

Se guardiamo alla big picture, al grande quadro, vediamo che la crisi che l'occidente sta vivendo è la conseguenza della fase discendente di un enorme ciclo.

Le persone, libere di interagire, produrre, inventare, innovare, hanno messo le basi per una formidabile creazione di ricchezza che ha permesso un fenomenale aumento degli standard di vita per tutti.

La ricchezza attrae i parassiti e i governi hanno iniziato a prenderne un po' per sè. Lo hanno fatto tramite la tassazione diretta, l'inflazione o utilizzando la ricchezza delle persone come collaterale per contrarre debiti.
Quando dovrò renderti i soldi, semplicemente li prenderò dove sono, dai contribuenti!

Non vedete il circolo vizioso? Con quel debito i politici si sono comprati gli elettori, assicurandosi la poltrona; altro debito e così via; con l'effetto di annientare la morale individuale.

Di questo si nutre la bestia: della ricchezza creata dal sudore, dalla visione, dalla cooperazione degli uomini liberi. E mangia fino ad uccidere la sua stessa fonte di sostentamento: "Remember, democracy never lasts long. It soon wastes, exhausts, and murders itself. There never was a democracy yet that did not commit suicide." – John Adams (1814)

Inevitabilmente.



Ciò che vediamo sono quindi governi in bancarotta in combutta con banchieri insolventi che per mantenere lo status quo tentano di piegare la realtà a proprio favore a spese delle persone.

La reazione a questa violenza arriverà come sempre dalle persone libere, dal mercato, dall’invenzione, dai capitalisti. L’azione umana non verrà arrestata.

Ogni aumento del controllo del governo sulle nostre vite è un seme per la rinascita.

Ogni aumento del potere a Bruxelles è un seme per la disgregazione dell’Unione Europea e l’indipendenza di piccole regioni. La Catalogna, la Scozia, le Fiandre e il Veneto saranno probabilmente le prime.

Ogni tassa e regolamentazione dell’economia è un incentivo per altri posti nel mondo a richiamare persone, talenti e capitali e per questi a cercare nuovi lidi.

Ogni mancata riforma è il seme per la creazione di alternative di mercato ai servizi monopolizzati o avvelenati dallo Stato.

Ogni controllo sulla vita reale è un seme per la crescita di internet, un luogo di libertà in cui a costo zero (o quasi) è possibile servire miliardi di persone istantaneamente.

Le banche perderanno il loro ruolo e le persone si affideranno a persone indipendenti per i propri risparmi. La valute a corso forzoso perderanno la fiducia (unica cosa su cui si basano) e le persone troveranno nuovi mezzi di scambio, oro argento o monete virtuali. La vera essenza del sistema scolastico moderno verrà scoperto e le persone si affideranno a nuovi metodi di educazione. L’assistenza sanitaria passerà attraverso nuove strutture, la sicurezza e la giustizia pure.

Mentre i governi tartassano, bloccano e ingessano le persone, nel mondo ci sono centinaia di milioni di persone che sono pronte a dare il loro contributo all’avanzamento dell’uomo nella scienza, nella tecnologia, nella filosofia, nell’ingegneria, nell’educazione, nella letteratura, nelle relazioni sociali, nell’agricoltura, nei trasporti, nell’energia, nella comunicazione, nella robotica.

Ci sono progetti per la creazione di città private; progetti privati per l’esplorazione e il turismo spaziale, per lo sfruttamento delle risorse degli asteroidi. Crescono comunità di persone consapevoli del ruolo e dell'importanza degli imprenditori nella società, comunità di persone che si uniscono per fornire alternative al sistema educativo. La rivoluzione della stampa 3D sarà un nuovo tassello nella direzione del decentramento, in questo caso della produzione, dopo quello avuto grazie ad internet nel settore dell’informazione e della comunicazione.

Avranno successo coloro che si adatteranno al cambiamento. Coloro che non seguiranno più le regole del sistema. La soluzione è individuale.

Riecho
Editore EconomiaeLiberta.com

04 febbraio 2013

LA FALLACIA DEI SALVATAGGI BANCARI

Non meraviglia il fatto che la politica si immischi nella gestione di una banca (ovviamente portandola verso il fallimento). Non meraviglia neanche il fatto che la politica usi i soldi dei cittadini per salvarla, al fine di continuare a mantenerne il controllo. Stupisce invece che qualcuno tenti di giustificare tutto ciò. Il fantomatico “bene comune” colpisce ancora...le tasche dei contribuenti.

Le risorse (manodopera, macchinari, energia etc) sono scarse. Perciò il mercato cerca di allocarle nella maniera più efficiente, investendole in progetti che producano beni e servizi utili ai cittadini. Se sono davvero utili, producono profitti. Se non sono utili, generano perdite. Se alcune risorse sono state impiegate male, il danno è fatto; l’unica cosa da fare è liquidare il cattivo investimento, cosicché non vengano sprecate ulteriori risorse. Si tratta di buon senso. Quindi il mercato, cioè l’insieme delle innumerevoli azioni economiche individuali, si comporta in maniera razionale: estromette le attività economiche improduttive, di modo che altre ne prendano il posto.

Queste considerazioni, benché generali (e quindi applicabili ad ogni attività economica), vengono puntualmente disattese in merito a determinati settori. La recente vicenda del Monte dei Paschi di Siena, per esempio, ha visto proliferare numerose fallacie a supporto di un intervento statale – il cui fine è ostacolare i processi di mercato suddetti. Si sostiene che l’attività bancaria sia essenziale per un’economia sviluppata, che il fallimento di una grande banca causerebbe danni ancora maggiori, che si potrebbe scatenare un “contagio” verso altre banche. Quindi la “ricetta” consiste nell’evitarne a tutti i costi il fallimento, magari introducendo nuove forme di controllo con cui i politici e burocrati possano evitare il ripetersi di questa situazione. Una telenovela già vista, insomma. 

Prima di analizzare tali argomenti, è utile ricordare i motivi per cui sono dannosi i salvataggi statali: 1) impediscono il riallocamento delle risorse; 2) premiano chi ha investito male (gli azionisti dell’azienda da salvare); 3) puniscono chi ha investito bene (i contribuenti che, tramite tassazione, dovranno pagare il costo di tali salvataggi). I salvataggi pubblici non curano i danni arrecati al sistema produttivo, ma ne trasferiscono il costo da chi li ha causati al resto dei cittadini. Inoltre pongono le basi per ulteriori danni, incentivando gli imprenditori a prendere rischi eccessivi (di cui potranno godere i profitti e scaricare su altri le perdite). Questi motivi sono validi anche nel caso del settore bancario, dunque non vedo come si possano auspicare a cuor leggero forme di sostegno pubblico a una banca (come i “Monti bond” di cui usufruirà MPS o i “Tremonti bond” di cui ha già beneficiato). 

L’attività bancaria serve ad allocare risorse in maniera efficiente. Se quest’ultime vengono usate bene, ciò porta un notevole beneficio alla prosperità del paese. Ma se vengono impiegate  male, ciò porta un notevole danno. Dunque l’attività di una banca è essenziale fintanto che produce buoni investimenti, mentre è deleteria quando ne produce di cattivi. Non ha alcun senso sostenere che sia essenziale a priori. Qualora fallisca una banca, le altre si contenderanno la sua fetta di mercato. O magari nasceranno nuove banche, le quali saranno più avvedute della precedente. Peraltro il salvataggio non diminuisce i danni arrecati dai cattivi investimenti: il fallimento è il sintomo, non la causa. Se (per esempio) la banca ha investito nella costruzione di immobili rimasti invenduti, il danno consiste nelle risorse (tempo, materiali etc) consumati inutilmente da tale lavoro. Non esiste trucco monetario che permetta di tornare indietro nel tempo ed impedire tale spreco di risorse.
Il rischio di contagio dipende dall’esistenza o meno di investimenti fallimentari messi in atto dalle altre banche. Se una banca è solida, cioè ha avuto una condotta prudente, non ha nulla da temere. Non avrebbe alcun senso che i suoi clienti corressero a richiedere i soldi dei loro conti correnti. Per quale motivo logico dovrebbero farlo? L’unico motivo sarebbe la presenza di perdite tali da mettere a repentaglio la situazione finanziaria dell’ istituto di credito, dunque non si tratterebbe affatto di una banca solida. Questo dice il buon senso. Questo dicono le evidenze storiche (interessante, da questo punto di vista, il terzo capitolo di “Abolire le banche centrali” – Kevid Dowd). Del resto, una banca che volesse rassicurare i propri clienti potrebbe semplicemente far revisionare i propri conti da una terza parte esperta in tali pratiche.

Infine, l’idea che nuove regole o un maggiore controllo politico possano evitare il ripetersi di crisi bancarie è altamente discutibile. Il controllo politico di MPS (o di altre banche italiane, spagnole e tedesche) non ha portato risultati particolarmente buoni, anzi. Le regole più efficaci, quelle di mercato, sono state messe fuori gioco da tempo. La minaccia di corse agli sportelli era un deterrente automatico e forte all’assunzione di rischi eccessivi da parte delle banche; è stata eliminata grazie all’assicurazione obbligatoria sui depositi. Un altro deterrente era la minaccia di perdite elevate per gli azionisti, ma grazie alla Consob e ai suoi arbitrari divieti sulle vendite è stato annacquato anche quello.  Il fallimento, poi, viene escluso a priori per mezzo di varie garanzie (implicite e non) da parte dei Governi. Quindi le regole burocratiche non servono ad impedire le cattive condotte, ma solo a giustificare i successivi interventi di salvataggio. “Abbiamo rispettato tutte le regole che avete richiesto, quindi non è colpa nostra. E’ il capitalismo che tende a fallire”. Tutto vero, eccetto che non si tratta di capitalismo

Di Weierstrass
Contributor EconomiaeLiberta.com