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11 aprile 2013

OFFSHORE LEAKS. CHI SONO I VERI CRIMINALI?

Questo post farà arrabbiare parecchi di voi.
Molti di voi si indigneranno, mi insulteranno.

Lo facciano. E' esattamente il mio intento: fare selezione. Chi di voi non è d'accordo sul merito del post che segue, è invitato a deiscriversi dalla newsletter di questo blog e a non seguirmi più.

"La neolingua è una lingua artificiale artistica immaginata e descritta da George Orwell per il suo libro 1984. 
Fine specifico della neolingua è quello di fornire un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali. Una volta che la neolingua fosse stata radicata nella popolazione ogni pensiero eretico sarebbe divenuto letteralmente impossibile." da Wikipedia

Avrete saputo del cosiddetto Offshore Leaks, ufficialmente "Secrecy For Sale: Inside the Global Offshore Money Maze", studio rilasciato pochi giorni fa dal Center for Public Integrity (nome che pare uscito da "Atlas Shrugged") e basato su documenti che mostrerebbero i rapporti finanziari di quasi 130.000 individui in tutte le giurisdizioni del mondo.

Quali giurisdizioni? I paradisi fiscali. Nessuno si pone il dubbio che forse siamo noi a vivere in inferni fiscali.

Segreto, ombra, falso, illecito, evasione, fondi nascosti, riciclaggio, denaro sporco, criminalità, terrorismo. Questi sono i termini che la stampa mainstream avvicina sempre al mondo offshore e al mondo della privacy personale e finanziaria. E' la classica presunzione che chi decide di usare strumenti offshore - avere un conto bancario, un trust, una società, un deposito sicuro etc - debba necessariamente aver fatto qualcosa di male, di illegale.

Conclusione assurda: spostare i risparmi o attività offshore non è illegale. E' perfettamente legale finché vengono rispettate le dichiarazioni necessarie.

Non è roba da criminali o terroristi finanziari. E' piuttosto una delle migliori strategie per poter proteggere il proprio patrimonio contro i criminali e i terroristi finanziari.. e con ciò intendo i banchieri centrali e i politici.

Ora, guardate questo video, ufficiale:



Traduco letteralmente: "I paradisi fiscali costano a tutti noi. Senza tutti i paradisi fiscali, lo scandalo Enron non sarebbe stato possibile, o la gigante frode messa in atto da Bernie Madoff, o la crisi greca del debito."

Mi verrebbe da ridere, se non fosse che questa dovrebbe essere la crème de la crème del giornalismo investigativo mondiale e che tali affermazioni non possono essere fatte che per stoltezza o per malafede.

Bernie Madoff definì la propria truffa "un enorme schema di Ponzi". Le forze del mercato han fatto sì che la truffa venisse scoperta relativamente presto. Niente a che vedere con l'entità e la portata distruttiva degli schemi di Ponzi messi in atto da politici e banchieri centrali in quasi tutto il mondo occidentale. A norma di legge! E con ulteriore differenza, che distingue i ladri dai politici: Madoff non ha mai avuto il coraggio di reclamare la propria truffa come politica pubblica nell'interesse generale.

E la crisi greca? Bè, se credete che la crisi greca non sarebbe esistita se non ci fossero stati i paradisi fiscali.. credo siate un caso perso. Non perderò altro tempo su queste ovvietà.

Nel resto del video si criminalizza apertamente il diritto alla privacy e all'anonimato.
Ecco, se non avete a cuore la vostra privacy e il diritto altrui ad avere la propria, se non avete a cuore la vostra proprietà e il diritto altrui a disporre della propria, se non avete a cuore la moralità del denaro e dello scambio volontario contro quella del fucile, se non avete a cuore la creatività e l'intelligenza umana, se non avete a cuore la responsabilità, se non avete a cuore la casualità della vita.. se insomma non avete a cuore la libertà, siete nel posto sbagliato. In questo caso, ve ne prego, dimenticatemi.

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

10 aprile 2013

ACHTUNG! BANDITEN!

Gli economisti mainstream ci raccontano, un giorno sì e l'altro pure, un fatto per loro basilare: mentre lo stato italiano si ritrova senza un euro in cassa e oberato da debiti e da spese esorbitanti, gli italiani possiedono una ricchezza privata, mobiliare e immobiliare, enorme. Questo è un dato reale.

Come e perché si è formata questa ricchezza privata, superiore addirittura a quella di paesi considerati virtuosi come la Germania?
Innanzitutto per un caratteristica importante e positiva: gli italiani risparmiano, tendono ad indebitarsi poco e cercano, nonostante il consumismo, di non fare passi più lunghi delle gambe che si ritrovano.

Che strumenti si sono usati nel tempo per mantenere ed accrescere il risparmio?
La casa, storicamente l'investimento più amato nel nostro paese e, attenzione, i titoli di stato.

Perché i titoli di stato? Per diversi motivi: li si è sempre ritenuti un qualcosa di "sicuro", e soprattutto hanno sempre offerto rendimenti superiori al tasso d'inflazione. Quando in questo paese l'inflazione era al 20%, Bot e BTP garantivano interessi superiori per oltre un punto percentuale.
E' sempre stato così, per cui prima direttamente e poi indirettamente attraverso fondi comuni, gestioni di capitale, polizze assicurative etc etc ci si è imbottiti di titoli pubblici.

Questo potrebbe far pensare che quindi il debito pubblico abbia svolto una funzione positiva.
Non è così: se da un lato il debito pubblico è cresciuto smisuratamente, portando lo stato a dilapidare ingenti risorse in maniera totalmente improduttiva e in politiche assistenzialistiche fallimentari, dall'altra il drenaggio da parte dello stato del risparmio privato ha avuto come conseguenza la cronica carenza di capitale per gli investimenti produttivi.

Da questo dipende il fatto che l'economia italiana sia ferma da una ventina d'anni abbondante; che ci si ritrovi con una borsa (il principale mercato per il capitale produttivo) asfittica e con pochissime aziende quotate; il ricorso da parte delle imprese al credito bancario come unica fonte di finanziamento e una dimensione delle imprese spesso troppo ridotta per competere efficacemente sui mercati internazionali.
Quindi: la presenza di un debito pubblico spropositato non può che creare danni notevoli e strutturali nel medio-lungo periodo.

Ma tornando all'affermazione degli economisti citata all'inizio della nota: cosa sottintende?
Un possibile disastro imminente: visto che gli italiani sono ricchi, che paghino coi loro risparmi almeno parte del debito dello stato..

Attenzione quindi: il possibile sbocco di questa situazione può portare ad una razzia del risparmio privato.
Non può essere saggio in questa situazione prendere per buone le rassicurazioni dei politici e dell'apparato in generale:  lo stato non intende rinunciare nemmeno in parte al patrimonio pubblico e al potere che ne deriva.
Aggiungiamoci un fisco sempre più occhiuto e gli accordi che vari paesi UE stanno stringendo riguardo la tracciabilità, e il quadro è completo.

Quindi non ci rimane ad esempio che cercare di individuare quegli strumenti finanziari che possano garantirci legalmente il più possibile rispetto alla possibile aggressione dello stato verso i nostri risparmi; selezionare come e dove investire; scegliere professionisti e controparti credibili e non compromessi con il sistema banco-centrico che caratterizza il nostro paese.

Non si può che ribadire che non esiste una soluzione generale e valida per tutti: siamo tutti diversi e unici, ognuno deve cercare la "sua" soluzione in base alla sua situazione attuale e alle proprie aspettative.

Massimo Testa
contributor EconomiaeLiberta.com

06 aprile 2013

VENERDI' SONO ANDATO A LETTO DA RICCO. IL MATTINO MI SONO SVEGLIATO POVERO

Lezione #4: Agire prima che sia troppo tardi (caso 1)

Lezione #4: Agire prima che sia troppo tardi (caso 2)

John Demetriou è un altro non russo, non oligarca, non milionario e non evasore che ha pagato salatissimo il prezzo di non aver capito il rischio che stava correndo.

Retirement dreams dashed: John Demetriou.

Per 35 anni ha vissuto e lavorato in Australia, dove era fuggito negli anni '70 per scappare dalla guerra d'invasione turca, portando con sé moglie e figli. Dal 2007 è tornato a vivere in un villaggio di pescatori nella costa meridionale di Cipro, con i risparmi di tutta la vita: 1 milione di dollari in un conto alla Laiki Bank, con i cui interessi finanziava la propria pensione e l'istruzione dei nipoti.

Non aveva fretta di investirli o di spenderli in grossi acquisti: "Venerdì sera mi sono addormentato da uomo ricco. Il mattino successivo mi sono svegliato povero."

Una settimana prima, avendo sentito che la banca avesse qualche problema, era corso dal suo direttore di banca, un amico, chiedendogli se fosse il caso di spostare i suoi risparmi: "Non ci sono problemi, niente di cui preoccuparsi".

Sì..come no.
John ha 65 anni e si asciuga le lacrime: "Ho perso tutti i miei soldi".
Il figlio, George: "Tutta la nostra famiglia ha sempre lavorato nei mercati. Fatica onesta in lavori onesti. Ora tutto le nostre fatiche stanno ripagando i debiti di altre persone e del governo. E' disgustante, onestamente".

La notizia è stata riportata da The Sydney Morning Herald.

Ieri la storia di un imprenditore europeo con il conto corrente del proprio IT business in Laiki Bank, che si è visto confiscare 700mila degli 850mila euro (decisamente suggestivo vedere lo screenshot del conto bancario)
Oggi quella di un pensionato che ha perso quasi tutti i risparmi di una vita.

In entrambe non parliamo di oligarchi russi o evasori. Parliamo di risparmiatori e lavoratori onesti.
In entrambe c'è una tragedia economica ed umana.

In entrambe, il prezzo pagato è stato quello di non aver agito in tempo.
Ho il sospetto che si siano pentiti della propria scelta..

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

05 aprile 2013

EU: BENVENUTI NEL MONDO DELLA SCHIAVITU' FINANZIARIA

Nell'articolo di ieri ho elencato 3 lezioni che possiamo trarre dalle vicende di Cipro:

Lezione #1: Non fidarsi dei politici
Lezione #2: Abbandonare la mentalità "Qui non può succedere"
Lezione #3: Riconoscere lo schema

Oggi e domani due post sulla quarta lezione, la più importante:

Lezione #4: Agire prima che sia troppo tardi (caso 1)



<< La maggior parte delle attività circolanti del nostro conto aziendale è bloccata.
Più di 700 mila euro espropriati, che andranno a ripagare il debito del paese. Probabilmente avremo indietro il 20% di questa somma in 6-7 anni.

Non sono un oligarca russo, solo un imprenditore europeo con un business IT di medie dimensioni. Migliaia di altre aziende a Cipro vivono la stessa situazione.

La mia azienda è definitivamente rovinata, tutti i lavoratori ciprioti verranno licenziati.
Ci stiamo trasferendo in un piccolo paese dei Caraibi, dove le autorità hanno più rispetto della proprietà delle persone. Stiamo anche ragionando se usare Bitcoin per pagare stipendi e per i pagamenti con i nostri partners.

Un ringraziamento speciale a:

- Jeroen Dijsselbloem
- Angela Merkel
- Manuel Barroso
- gli altri esponenti della "Commissione Europea"

P.S. La cosa peggiore è che neanche un mese fa, ho iniziato a sospettare che la situazione potesse volgere per il peggio. A febbraio, ho chiamato ripetutamente il mio consulente in banca e il mio avvocato e chiesto loro se i soldi del conto fossero al sicuro, impaurito da un articolo sul Financial Times. Ma mi convinsero che non ci fosse ragione di preoccuparsi, e che anche se il paese avesse fatto default, i conti correnti non sarebbero stati toccati in alcun modo. "Siamo nell'Unione Europea e le banche qui non possono bloccare i conti e andarsene" mi hanno detto.
Ho imparato una lezione importante (e dolorosa) e ora capisco il significato della frase "NON CREDERE A NESSUNO">>

Questa testimonianza sta facendo il giro della rete, trovate qui l'originale.

Laiki Bank è proprio la banca il cui CEO, a febbraio, aveva ricevuto una lettera ufficiale della Banca Centrale di Cipro in cui veniva rassicurato sull'impossibilità di prelievi forzosi dai depositi bancari. Trovate la lettera sulla nostra pagina facebook.

Non mi interessa discutere sui meriti delle decisioni degli euroburocrati e dei politici ciprioti.
Non mi interessa ragionare su quale fosse la soluzione migliore.

Mi interessano le conseguenze sui risparmi e sulla vita di individui e aziende.
Mi interessa spingere le persone ad agire prima che sia troppo tardi.

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

04 aprile 2013

LE 4 LEZIONI DI CIPRO

Lezione #1: Non fidarsi dei politici

Nel mio ultimo post ho definito i governi, nella loro essenza, come un elite di persone che sfrutta il potere per arricchire sè stessa e che agisce secondo i cicli elettorali al fine di mantenersi al potere. Cipro ne è stata l'ennesima dimostrazione.

Nicos Anastasiades, l'attuale Presidente di Cipro, durante la campagna elettorale per le scorse elezioni aveva promesso che i depositi bancari a Cipro sarebbero stati sicuri.

Non solo, secondo la stampa cipriota, Anastasiades avrebbe avvertito in anticipo amici e parenti sulla crisi in arrivo: politici, familiari e gente vicina al governo avrebbero portato via il proprio denaro pochi giorni prima che venisse decretato il blocco dei conti correnti per un totale di 4,5 miliardi di euro.

Lezione #2: Abbandonare la mentalità "Qui non può succedere"

Da SigmaTv, la lettera inviata da George Georgiou della Banca Centrale di Cipro a Takis Phodias, CEO di Laiki Bank, l'11 Febbraio scorso.. (click per ingrandire)


Per chi non se ne fosse accorto, settimana scorsa a commento delle vicende cipriote Antonio Patuelli, Presidente dell'Associazione Bancaria Italiana, ha affermato che i prelievi forzosi in Italia sono scongiurati perché incostituzionali.. in un Paese in cui il prelievo forzoso dai depositi bancari è accaduto appena 20 anni fa ed è ancora fresco nella mente di molti! A voi il giudizio.

Lezione #3: Riconoscere lo schema

Le misure restrittive e di confisca poste in essere da governi disperati sono una costante della storia e l'esperienza indica un preciso schema, di cui Cipro non è stata eccezione.
Inizia tutto con la "sorpresa" del "bank holiday" dichiarato solitamente durante il weekend. Una volta che le banche sono chiuse, i movimenti finanziari sono impossibili ed il governo è libero di confiscare la ricchezza che vuole. Può farlo sotto forma di tassa sul deposito, di svalutazione immediata del valore dei risparmi, o altro.

A questo punto, confiscata la ricchezza, prima che le banche vengano riaperte sono imposte leggi sul controllo dei capitali e sui movimenti finanziari di modo da evitare che la ricchezza
rimasta possa fuggire dal paese.

Lezione #4: Agire prima che sia troppo tardi (nei prossimi post..)

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com